Stufe a pellet Lombardia – Nel 2026, in Lombardia, le stufe a legna e pellet possono ancora essere utilizzate, ma devono rispettare precisi requisiti ambientali. La normativa regionale distingue tra apparecchi già installati e nuovi impianti, stabilisce limitazioni in base alle emissioni inquinanti e prevede ulteriori divieti nei periodi in cui la qualità dell’aria peggiora.
Quali stufe a legna e pellet sono consentite in Lombardia nel 2026?
La normativa lombarda sul riscaldamento a biomassa legnosa nasce dall’esigenza di ridurre le emissioni di polveri sottili, soprattutto durante i mesi autunnali e invernali. La combustione di legna e pellet, infatti, può contribuire all’inquinamento atmosferico, in particolare nelle aree della Pianura Padana, dove le condizioni meteorologiche possono favorire l’accumulo degli inquinanti.
Per questo motivo, Regione Lombardia ha introdotto una classificazione ambientale degli apparecchi, basata sul Decreto Ministeriale 186 del 7 novembre 2017. Il sistema assegna ai generatori di calore un numero di stelle, da 1 a 5, in funzione delle prestazioni ambientali. Gli apparecchi più moderni, progettati per contenere le emissioni, possono raggiungere le classi più elevate.
Nel 2026, per le comuni stufe domestiche già installate, la situazione generale è la seguente:
| Classe ambientale | Utilizzo nel 2026 |
|---|---|
| 0 stelle o non classificata | Vietato in generale |
| 1 stella | Vietato in generale |
| 2 stelle | Vietato in generale |
| 3 stelle | Consentito con limitazioni |
| 4 stelle | Consentito con limitazioni temporanee |
| 5 stelle | Consentito in via generale |
La tabella riguarda le regole generali di utilizzo, non tutti i requisiti previsti per le nuove installazioni o per particolari tipologie di caldaie.
Le stufe a 2 stelle non possono quindi essere normalmente utilizzate nel 2026, anche se sono ancora funzionanti e vengono sottoposte a regolare manutenzione. Il divieto regionale è infatti entrato in vigore il 1° gennaio 2020 e riguarda tutto il territorio lombardo, non soltanto le grandi città .
Un aspetto importante riguarda le stufe a 3 stelle. Chi possiede un apparecchio di questa categoria, già regolarmente installato, non è automaticamente obbligato a sostituirlo nel 2026. Può continuare a utilizzarlo nelle condizioni consentite, tenendo però conto delle misure temporanee antismog.
Diversa è la situazione per chi desidera acquistare una nuova stufa. Dal 2020 la normativa regionale richiede almeno la classe ambientale 4 stelle per le nuove installazioni, ferma restando l’applicazione di requisiti ulteriori nei casi previsti dalla normativa.
È quindi fondamentale distinguere tra possibilità di continuare a utilizzare una stufa esistente e possibilità di installarne una nuova. Un apparecchio a 3 stelle già presente in un’abitazione può essere ammesso all’uso ordinario, mentre l’installazione di una nuova stufa della stessa classe non è generalmente consentita.
Prima di procedere a una sostituzione, è opportuno verificare anche la documentazione tecnica dell’apparecchio, le caratteristiche dell’edificio e le eventuali disposizioni locali.
Divieti temporanei: quando non si possono accendere le stufe a 3 e 4 stelle?
Oltre alle limitazioni permanenti, in Lombardia sono previste misure temporanee antismog, che possono entrare in vigore quando le concentrazioni di particolato atmosferico superano le soglie stabilite. Queste disposizioni sono particolarmente importanti per chi utilizza una stufa a legna o pellet come sistema di riscaldamento aggiuntivo rispetto a una caldaia tradizionale.
Durante i mesi più freddi, infatti, la Pianura Padana è spesso interessata da condizioni atmosferiche che ostacolano la dispersione degli inquinanti. Per ridurre le emissioni, Regione Lombardia può attivare limitazioni aggiuntive che riguardano sia la circolazione dei veicoli sia l’utilizzo dei generatori di calore alimentati a biomassa legnosa.
Le restrizioni prevedono due livelli di intervento. Con le misure temporanee di primo livello viene vietato l’utilizzo delle stufe a 3 stelle, quando è presente un impianto di riscaldamento alternativo. Le stufe a 4 e 5 stelle, invece, possono continuare a funzionare nel rispetto delle altre disposizioni applicabili.
Quando vengono attivate le misure di secondo livello, il divieto si estende anche agli apparecchi a 4 stelle, sempre nelle condizioni previste dalla normativa. In questa situazione, le stufe a 5 stelle rappresentano la categoria che può continuare a essere utilizzata in via generale.
Questo significa che possedere una stufa a 4 stelle non garantisce di poterla accendere tutti i giorni dell’inverno. La possibilità di utilizzo dipende anche dal livello di allerta attivo nel territorio interessato.
Un elemento fondamentale è la presenza di un altro sistema di riscaldamento. Le misure temporanee per le stufe domestiche fanno riferimento, in particolare, agli edifici che dispongono di un impianto alternativo. Se una stufa costituisce l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione, la situazione deve essere valutata distinguendo le limitazioni temporanee dai divieti permanenti. Non bisogna infatti confondere le eccezioni alle misure emergenziali con un’autorizzazione generale a utilizzare apparecchi ormai vietati.
Per evitare errori, prima di accendere una stufa a 3 o 4 stelle è opportuno verificare le misure antismog effettivamente attive nel proprio Comune. Le limitazioni possono cambiare durante la stagione e non è sufficiente conoscere la classificazione ambientale dell’apparecchio.
Stufe vecchie, caminetti e deroghe: quali eccezioni sono previste?
Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda le abitazioni dotate di vecchie stufe a legna, caminetti aperti o apparecchi utilizzati soltanto occasionalmente. Molti proprietari si chiedono se sia necessario rimuovere fisicamente questi impianti oppure se sia sufficiente non accenderli.
La normativa lombarda stabilisce che gli impianti non conformi ai requisiti ambientali devono essere disattivati, a meno che rientrino nelle esclusioni o nelle deroghe previste. Questo non equivale automaticamente a un obbligo generalizzato di demolire o rimuovere ogni vecchio caminetto, ma significa che un apparecchio non conforme non può essere utilizzato liberamente per riscaldare l’abitazione.
Tra le eccezioni previste dalla deliberazione regionale 5360/2021 rientrano, a determinate condizioni, i caminetti e gli apparecchi con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per finalità ricreative. Si tratta di una distinzione importante: accendere occasionalmente un camino per un utilizzo ricreativo non è necessariamente equivalente a impiegarlo ogni giorno come principale fonte di riscaldamento.
La possibilità di beneficiare di questa esclusione deve essere verificata sulla base delle caratteristiche dell’impianto e delle condizioni effettive di utilizzo. Non è quindi corretto sostenere che tutti i caminetti aperti siano sempre utilizzabili oppure che ogni stufa di piccola potenza sia automaticamente esente dai divieti.
Ulteriori disposizioni riguardano gli impianti storici e gli apparecchi sottoposti a particolari tutele, per i quali possono essere previste specifiche esclusioni. Anche in questi casi, però, occorre verificare la documentazione e il corretto inquadramento normativo.
Un’altra questione riguarda gli impianti che rappresentano l’unica fonte di riscaldamento. Regione Lombardia aveva previsto una disposizione transitoria che consentiva di mantenere in esercizio determinati generatori non conformi fino al 15 ottobre 2024. Nel 2026 questa scadenza è già trascorsa e non può essere considerata una deroga ancora valida.
Di conseguenza, chi possiede una stufa a 1 o 2 stelle non dovrebbe presumere di poterla continuare a utilizzare soltanto perché nell’abitazione non è presente una caldaia a gas. La conformità deve essere verificata considerando le eventuali deroghe tuttora applicabili.
Per i proprietari di vecchi apparecchi, la soluzione più prudente consiste nel richiedere una verifica a un tecnico qualificato, controllando la classe ambientale, la potenza, la documentazione disponibile e le modalità di utilizzo.
Nuove installazioni e regole dal 15 ottobre 2026: cosa cambia?
Il 2026 rappresenta un anno importante anche per l’evoluzione delle norme sugli impianti alimentati a biomassa. È però necessario distinguere le regole applicabili alle comuni stufe domestiche dalle disposizioni riguardanti impianti termici di potenza superiore.
La principale novità con decorrenza 15 ottobre 2026 riguarda gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. I nuovi requisiti emissivi e impiantistici sono stati approvati con la deliberazione regionale 3649 del 16 dicembre 2024.
Queste disposizioni interessano una categoria di impianti diversa dalle comuni stufe domestiche di piccola potenza. Sarebbe quindi scorretto affermare che, dal 15 ottobre 2026, tutte le stufe a 3 o 4 stelle già installate nelle abitazioni lombarde debbano essere automaticamente sostituite.
Per le caldaie a biomassa con potenza termica al focolare inferiore o uguale a 35 kW, invece, Regione Lombardia ha approvato ulteriori requisiti con la deliberazione 4720 del 14 luglio 2025, la cui decorrenza è fissata al 15 ottobre 2027.
Chi sta valutando una nuova installazione nel 2026 deve comunque prestare particolare attenzione alla tipologia di apparecchio scelto. Il requisito generale delle 4 stelle rappresenta una soglia minima di riferimento, ma non esaurisce tutte le condizioni necessarie per installare un impianto conforme.
A seconda della tipologia di generatore, della potenza e dell’intervento effettuato, possono essere richieste prestazioni emissive più restrittive e ulteriori caratteristiche tecniche. È quindi consigliabile non basare l’acquisto esclusivamente sul numero di stelle indicato nella pubblicità .
Anche il combustibile utilizzato è importante. Per i generatori a pellet con potenza termica nominale inferiore a 35 kW, la normativa regionale richiede l’impiego di pellet certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2, con obbligo di conservare la documentazione pertinente.
Per le stufe a legna, invece, è fondamentale utilizzare combustibile asciutto e correttamente stagionato. Bruciare legna umida, materiali trattati o rifiuti può aumentare notevolmente le emissioni e compromettere il funzionamento dell’apparecchio.
Conclusioni: quali stufe si possono utilizzare in Lombardia nel 2026?
In conclusione, nel 2026 le stufe a legna e pellet non sono vietate in Lombardia, ma il loro utilizzo dipende dalla classe ambientale, dalle caratteristiche dell’impianto e dalle eventuali limitazioni antismog.
Le stufe a 3 stelle già installate restano generalmente utilizzabili in assenza di restrizioni temporanee; quelle a 4 stelle offrono maggiori possibilità di utilizzo, mentre le 5 stelle sono meno soggette ai divieti legati alla qualità dell’aria.
Prima di acquistare, sostituire o riaccendere una vecchia stufa, è sempre opportuno verificare la conformità dell’impianto e le disposizioni in vigore nel proprio Comune. È il modo più semplice per evitare spese inutili, problemi durante i controlli e utilizzi non consentiti.









