Stufe a legna vietate in Lombardia: cosa prevede davvero la normativa
Quando si parla di stufe a legna vietate in Lombardia è facile pensare che esista un divieto generalizzato di utilizzare la legna per riscaldare la propria abitazione. In realtà, la situazione è più articolata.
In Lombardia non sono vietate tutte le stufe a legna, ma esistono precise limitazioni che dipendono soprattutto dalla classe ambientale del generatore, espressa attraverso il sistema delle “stelle”, oltre che dal tipo di impianto e dalle condizioni nelle quali viene utilizzato.
La classificazione ambientale dei generatori alimentati a biomassa è disciplinata a livello nazionale dal DM 186/2017 e permette di distinguere gli apparecchi in funzione delle loro prestazioni emissive.
In Lombardia, già dal 1° gennaio 2020, su tutto il territorio regionale è vietato utilizzare generatori a biomassa legnosa classificati 0, 1 o 2 stelle, salvo i casi di esclusione o deroga previsti dalla normativa.
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Per le nuove installazioni, invece, la regola generale prevede apparecchi classificati almeno 4 stelle. È quindi importante distinguere due concetti che spesso vengono confusi: installare una nuova stufa e continuare a utilizzare una stufa già esistente non sono necessariamente soggetti agli stessi requisiti.
Inoltre, dal 15 ottobre 2024, per determinate nuove installazioni nei Comuni situati a quota inferiore a 300 metri sul livello del mare sono previsti ulteriori requisiti emissivi. Non basta quindi limitarsi a verificare il numero di stelle riportato sulla documentazione dell’apparecchio.
Un altro caso particolare riguarda la sostituzione di un impianto alimentato con combustibili diversi dalla biomassa, come metano o GPL, con una nuova stufa o un nuovo camino a legna. In queste circostanze possono essere richieste prestazioni più elevate, compresa la classificazione almeno 5 stelle, insieme ad altri requisiti legati alle caratteristiche dell’impianto.
Per questo motivo, prima di acquistare o installare una nuova stufa, è consigliabile verificare attentamente la certificazione ambientale del modello e la disciplina applicabile al proprio intervento.
In altre parole, cercare semplicemente “stufe a legna vietate in Lombardia” può portare a conclusioni troppo drastiche. La domanda corretta è piuttosto: quali stufe possono essere installate e quali possono ancora essere utilizzate in Lombardia?
La Regione prevede inoltre controlli sugli impianti termici e, in caso di violazione delle disposizioni regionali, possono essere applicate sanzioni da 500 a 5.000 euro.
Quali stufe a legna non si possono usare in Lombardia nel 2026
La regola più importante da ricordare è semplice: i generatori a biomassa classificati 0, 1 e 2 stelle non possono normalmente essere utilizzati in Lombardia.
La limitazione riguarda i generatori di calore alimentati a biomassa legnosa, categoria nella quale rientrano non soltanto molte stufe a legna, ma anche caminetti, inserti e altri apparecchi contemplati dalla disciplina.
Gli apparecchi che non rispettano i requisiti e che non possono beneficiare di una specifica esclusione o deroga devono essere disattivati.
Questo significa che possedere fisicamente una vecchia stufa non equivale necessariamente a commettere un’infrazione. Il punto centrale è il suo utilizzo come generatore di calore quando l’apparecchio rientra nelle categorie soggette al divieto.
Per capire la classe della propria stufa bisogna quindi recuperare la documentazione tecnica e la certificazione ambientale del generatore. Il sistema delle stelle è stato introdotto dal DM 186/2017 proprio per classificare le prestazioni ambientali degli apparecchi alimentati a biomassa.
Attenzione anche alle vecchie stufe per le quali non si riesce a individuare facilmente una classificazione: non bisogna presumere automaticamente che un apparecchio privo di etichetta visibile possa essere utilizzato.
È opportuno risalire a marca, modello, documentazione del produttore e caratteristiche dell’impianto, eventualmente facendosi assistere da un tecnico qualificato.
Esistono inoltre alcune esclusioni e deroghe. La disciplina regionale contempla, per esempio, particolari condizioni relative a caminetti e impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi, oltre a specifiche fattispecie riguardanti impianti storici.
Questo non significa, però, che qualsiasi vecchio camino possa essere acceso liberamente dichiarando un utilizzo occasionale. Occorre verificare che siano effettivamente soddisfatti i requisiti previsti dalla normativa regionale.
È inoltre importante ricordare che alcune precedenti disposizioni transitorie hanno cessato di produrre effetti.
Per esempio, la possibilità di mantenere in esercizio fino al 15 ottobre 2024 determinati generatori installati in periodi specifici e quella relativa agli impianti che costituivano l’unica fonte di riscaldamento erano espressamente collegate a quella data.
Di conseguenza, nel 2026 non è corretto fare affidamento automaticamente sulle vecchie deroghe temporanee riportate in articoli pubblicati diversi anni fa. La normativa regionale deve essere verificata nella sua versione vigente e in relazione alle caratteristiche concrete dell’impianto.
Stufe 4 e 5 stelle: quando si possono usare e quando scattano ulteriori limitazioni
Un altro aspetto fondamentale della normativa sulle stufe a legna in Lombardia riguarda le misure temporanee adottate per contrastare gli episodi di accumulo degli inquinanti atmosferici.
È proprio qui che nasce molta della confusione sulle stufe 3, 4 e 5 stelle.
Le regole permanenti, infatti, non devono essere confuse con le limitazioni temporanee per la qualità dell’aria. Quando vengono attivate queste ultime, possono entrare in vigore restrizioni più severe sull’utilizzo degli impianti a biomassa.
La disciplina regionale prevede limitazioni dei generatori a biomassa in funzione della classe emissiva e del livello di attivazione delle misure temporanee.
In particolare, le misure possono interessare apparecchi con prestazioni inferiori alle 4 o 5 stelle, a seconda del livello raggiunto e delle condizioni previste dalla normativa.
Le disposizioni temporanee sono legate agli episodi di inquinamento atmosferico e si applicano nei territori interessati secondo le modalità stabilite dalla Regione.
Questo è un dettaglio decisivo per chi possiede, per esempio, una stufa a legna 3 stelle: non basta conoscere la disciplina permanente, perché durante l’attivazione delle misure antismog possono scattare ulteriori limitazioni.
Analogamente, anche un generatore 4 stelle può essere coinvolto nelle restrizioni più severe previste durante gli episodi critici, nelle condizioni stabilite dalla disciplina regionale e in presenza di un sistema di riscaldamento alternativo.
Prima di accendere una stufa nei periodi caratterizzati da elevato inquinamento è quindi opportuno controllare lo stato delle misure temporanee pubblicato dalla Regione Lombardia.
Nel 2026 questo aspetto assume particolare importanza perché la disciplina regionale sulla qualità dell’aria combina misure strutturali permanenti e provvedimenti temporanei.
La presenza di una stufa moderna e certificata, quindi, non significa automaticamente che possa essere utilizzata in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione.
Allo stesso tempo, dire genericamente che “le stufe a legna sono vietate in Lombardia” è inesatto.
La possibilità di utilizzare l’apparecchio dipende dalla sua classificazione, dalla situazione ambientale contingente, dalla presenza di eventuali deroghe e dalle caratteristiche dell’impianto.
Chi utilizza frequentemente legna o pellet per il riscaldamento dovrebbe pertanto controllare periodicamente le comunicazioni ufficiali relative alla qualità dell’aria, soprattutto durante la stagione autunnale e invernale.
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Cosa cambia dal 15 ottobre 2026 per le stufe e gli impianti a biomassa
Il 15 ottobre 2026 rappresenta una data importante nella normativa lombarda, ma anche in questo caso bisogna evitare generalizzazioni.
Le nuove disposizioni approvate dalla Regione riguardano, in particolare, i requisiti emissivi e impiantistici per l’installazione e l’esercizio degli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.
Non significa quindi che dal 15 ottobre 2026 tutte le normali stufe domestiche a legna diventino improvvisamente vietate.
Per le caldaie a biomassa con potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW, la Regione ha inoltre previsto nuovi requisiti destinati a decorrere dal 15 ottobre 2027.
Sono differenze importanti, soprattutto perché titoli allarmistici come “stop alle stufe a legna dal 2026” possono far pensare a un divieto generalizzato che non descrive correttamente la normativa.
Come verificare se la propria stufa a legna è a norma
Per verificare la situazione del proprio impianto conviene partire dalla marca e dal modello della stufa, recuperare il certificato ambientale e controllare il numero di stelle attribuito all’apparecchio.
Successivamente bisogna verificare quando è stato installato il generatore, la sua potenza e la tipologia di impianto, perché questi elementi possono determinare l’applicazione di requisiti differenti.
Per una nuova installazione è particolarmente importante affidarsi a un installatore abilitato, evitando di acquistare una stufa basandosi esclusivamente sul prezzo o sulla presenza della dicitura “4 stelle” nella pubblicità commerciale.
Anche i requisiti emissivi specifici possono infatti essere determinanti.
Gli impianti termici sono inoltre soggetti agli adempimenti previsti dalla disciplina regionale e dal sistema CURIT, il Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici.
La Regione ha previsto anche la registrazione nel sistema delle attività di manutenzione effettuate dagli spazzacamini, limitatamente alla pulizia della canna fumaria.
In caso di dubbi, quindi, la soluzione migliore non è smettere automaticamente di utilizzare qualsiasi apparecchio a biomassa, ma identificare con precisione il proprio generatore e verificarne la conformità alla normativa vigente.
Le stufe a legna sono davvero vietate in Lombardia?
La risposta è no, non esiste un divieto assoluto e generalizzato di tutte le stufe a legna in Lombardia.
Esistono però importanti limitazioni. In particolare, i generatori a biomassa 0, 1 e 2 stelle non possono normalmente essere utilizzati, mentre per le nuove installazioni sono richieste prestazioni ambientali superiori e, in determinate circostanze, requisiti ancora più stringenti.
A queste regole si aggiungono le misure temporanee antismog, che possono imporre ulteriori limitazioni durante i periodi nei quali vengono superate determinate soglie di inquinamento.
Chi possiede una vecchia stufa, un camino o un generatore a biomassa dovrebbe quindi evitare di basarsi soltanto sull’età dell’apparecchio.
Per capire se è possibile continuare a utilizzarlo bisogna conoscere almeno classe ambientale, potenza, data di installazione, caratteristiche dell’impianto ed eventuali condizioni particolari previste dalla normativa.
Lo stesso principio vale per chi intende acquistare una nuova stufa: prima di procedere è fondamentale verificare che il modello rispetti non soltanto il numero minimo di stelle, ma tutti i requisiti applicabili alla specifica installazione.
In definitiva, parlare genericamente di “stufe a legna vietate in Lombardia nel 2026” può essere fuorviante. Il divieto riguarda determinate categorie di generatori e determinate condizioni di utilizzo, mentre gli apparecchi conformi possono continuare a essere utilizzati nel rispetto delle disposizioni regionali e delle eventuali misure temporanee per la qualità dell’aria.












