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Chi può continuare a usare stufe e camini a legna: regole, divieti ed eccezioni

Stufe e camini a legna 2026

Stufe e camini a legna 2026: cosa bisogna sapere

Capire chi può continuare a usare stufe e camini a legna nel 2026 richiede di considerare soprattutto la Regione in cui si trova l’abitazione e la classe ambientale del generatore, espressa attraverso il sistema delle stelle previsto dal D.M. 186/2017.

Le differenze sono particolarmente importanti nelle Regioni del Bacino Padano, dove il problema delle polveri sottili ha portato all’introduzione di limitazioni specifiche per gli apparecchi alimentati a biomassa.

Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno adottato provvedimenti che interessano soprattutto stufe, caminetti e caldaie meno efficienti e maggiormente emissivi.

È però fondamentale distinguere tra installazione di un nuovo apparecchio e utilizzo di un apparecchio già esistente. Una stufa che oggi non potrebbe più essere installata potrebbe infatti, in determinate condizioni, essere ancora utilizzabile se già presente nell’abitazione.

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A questo si aggiungono le misure temporanee antismog, che possono rendere le limitazioni più severe nei periodi caratterizzati da elevate concentrazioni di PM10.

Stufe e camini a legna 2026 Regione per Regione

Regione Utilizzo ordinario Nuove installazioni Restrizioni aggiuntive
Lombardia Vietati 0, 1 e 2 stelle, salvo esclusioni e deroghe Generalmente almeno 4 stelle Durante le misure antismog possono scattare restrizioni più severe
Piemonte Nelle zone interessate, vietati gli apparecchi inferiori a 3 stelle, fatte salve le eccezioni previste Almeno 4 stelle per i generatori interessati dalla disciplina Con semaforo antismog possono essere coinvolti anche generatori di classe superiore
Veneto Dipende dalla zona territoriale e dalle disposizioni applicabili Requisiti ambientali specifici per le nuove installazioni Possibili limitazioni aggiuntive durante le allerte PM10
Emilia-Romagna Nei comuni di pianura e nelle condizioni previste, dal 1° ottobre al 31 marzo vietati fino a 3 stelle comprese Requisiti emissivi più severi per i nuovi apparecchi Durante le misure emergenziali possono essere interessati anche i 4 stelle

La tabella rappresenta un quadro sintetico. Le regole effettivamente applicabili possono dipendere dal Comune, dalla zona di qualità dell’aria, dalla potenza dell’impianto, dalla presenza di un sistema alternativo di riscaldamento e da eventuali deroghe.

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Per questo motivo, prima di utilizzare una stufa o un camino è sempre opportuno controllare le disposizioni regionali e comunali aggiornate.

Lombardia: chi può usare stufe e camini a legna nel 2026

In Lombardia, dal 1° gennaio 2020 è vietato utilizzare generatori di calore alimentati a biomassa legnosa appartenenti alle classi 0 stelle, 1 stella e 2 stelle.

In linea generale, quindi, per l’utilizzo ordinario degli apparecchi interessati dalla disciplina regionale occorre partire almeno dalla classe 3 stelle, ferme restando le altre condizioni previste dalla normativa.

Attenzione, però, perché utilizzo e nuova installazione non sono la stessa cosa.

Sempre dal 1° gennaio 2020, infatti, in Lombardia è vietata l’installazione di generatori con classe inferiore alle 4 stelle. Una stufa 3 stelle già presente può quindi trovarsi in una situazione normativa differente rispetto a una stufa che si vuole acquistare e installare oggi.

Le deroghe previste in Lombardia

La Regione prevede inoltre specifiche esclusioni e deroghe.

Tra i casi disciplinati rientrano, nelle condizioni stabilite dalla normativa regionale, alcuni caminetti e impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi, oltre a determinate tipologie di impianti storici.

Questo non significa, però, che qualsiasi vecchio camino possa essere acceso liberamente. Le condizioni previste per beneficiare dell’esclusione devono essere effettivamente rispettate.

Chi possiede un camino tradizionale dovrebbe quindi verificare attentamente le caratteristiche dell’impianto prima di considerarlo automaticamente escluso dalle limitazioni.

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Attenzione alle misure antismog

Un altro elemento fondamentale riguarda le misure temporanee per la qualità dell’aria.

Durante gli episodi di accumulo degli inquinanti atmosferici possono entrare in vigore restrizioni più severe rispetto alle regole ordinarie.

Di conseguenza, una stufa utilizzabile normalmente potrebbe essere soggetta a un divieto temporaneo di accensione quando vengono raggiunti determinati livelli di allerta.

Prima di accendere una stufa durante i periodi critici dell’inverno è quindi consigliabile controllare anche lo stato delle misure temporanee applicate nel proprio Comune.

Piemonte: attenzione alle stelle della stufa

Anche in Piemonte la possibilità di utilizzare una stufa o un camino a legna dipende dalla classe ambientale dell’apparecchio e dalla zona in cui è installato.

Per i generatori interessati dalla disciplina regionale, nelle aree sottoposte alle limitazioni viene vietato l’utilizzo degli apparecchi con prestazioni inferiori alla classe 3 stelle.

Questo significa che, nelle zone interessate, i generatori 0, 1 e 2 stelle sono normalmente quelli maggiormente colpiti dalle restrizioni strutturali.

Per le nuove installazioni, invece, vengono richieste prestazioni ambientali superiori. Anche in questo caso è quindi essenziale non confondere le regole sull’utilizzo con quelle relative all’installazione di una nuova stufa.

Piemonte e semaforo antismog

Durante gli episodi di inquinamento atmosferico entrano inoltre in gioco le misure temporanee antismog.

Il sistema del semaforo permette di introdurre restrizioni più severe quando aumentano le concentrazioni degli inquinanti.

In queste situazioni possono essere coinvolti anche generatori che in condizioni ordinarie sarebbero utilizzabili.

Chi utilizza una stufa a biomassa in Piemonte dovrebbe quindi controllare sia la certificazione ambientale dell’apparecchio sia il livello delle misure antismog applicate al proprio Comune.

Emilia-Romagna: regole più severe nei comuni di pianura

In Emilia-Romagna bisogna prestare particolare attenzione alle limitazioni previste nei comuni di pianura.

Dal 1° ottobre al 31 marzo, nelle aree interessate e quando è presente un sistema di riscaldamento alternativo, non possono essere utilizzati gli impianti domestici alimentati a biomassa legnosa fino alla classe 3 stelle compresa.

Questo è un dettaglio importante perché significa che il divieto non riguarda soltanto le vecchie stufe 0, 1 e 2 stelle.

Nelle condizioni previste dalla normativa, anche una stufa 3 stelle può dover rimanere spenta durante il periodo interessato dalle limitazioni.

Cosa succede durante le misure emergenziali

Le regole possono diventare ancora più severe durante gli episodi di inquinamento atmosferico.

Quando vengono attivate le misure emergenziali per la qualità dell’aria, le limitazioni possono estendersi anche agli apparecchi fino alla classe 4 stelle compresa.

Di conseguenza, un generatore 4 stelle normalmente utilizzabile può essere soggetto a un divieto temporaneo di accensione.

Anche in Emilia-Romagna è quindi indispensabile controllare non soltanto il numero di stelle della propria stufa, ma anche il Comune, il periodo dell’anno e l’eventuale attivazione delle misure emergenziali.

Veneto: le regole cambiano in base alla zona

In Veneto è particolarmente importante evitare generalizzazioni.

Le disposizioni sull’utilizzo delle biomasse devono essere considerate insieme alla zonizzazione regionale della qualità dell’aria e alle eventuali misure antismog applicabili.

Anche qui il principio generale è quello seguito dalle altre Regioni del Bacino Padano: limitare progressivamente l’utilizzo dei generatori più vecchi e inquinanti, favorendo la sostituzione con apparecchi moderni e caratterizzati da emissioni inferiori.

La classe ambientale prevista dal D.M. 186/2017 rappresenta quindi uno dei parametri fondamentali da verificare.

Non basta controllare le stelle

In Veneto, però, conoscere soltanto il numero di stelle della propria stufa potrebbe non essere sufficiente.

Bisogna verificare anche il Comune nel quale è installato l’apparecchio, la zona territoriale di appartenenza e l’eventuale attivazione di provvedimenti temporanei contro l’inquinamento atmosferico.

Durante gli episodi di accumulo del PM10, infatti, possono entrare in vigore limitazioni aggiuntive.

Chi intende sostituire un vecchio generatore dovrebbe quindi orientarsi verso apparecchi ad alte prestazioni ambientali, controllando prima dell’acquisto i requisiti regionali e comunali applicabili.

Come sapere quante stelle ha la propria stufa

Una delle domande più frequenti riguarda proprio la classe ambientale della stufa.

Il primo passo consiste nel recuperare marca e modello dell’apparecchio e controllare la relativa documentazione tecnica.

La certificazione dovrebbe permettere di individuare la classe ambientale espressa in stelle secondo il sistema previsto dalla normativa.

Se questa informazione non è disponibile, è consigliabile contattare il produttore, l’installatore oppure un tecnico qualificato.

Il problema riguarda soprattutto le stufe e i generatori più vecchi, per i quali il proprietario potrebbe non avere più a disposizione tutta la documentazione originale.

Non bisogna attribuire autonomamente un numero di stelle a una vecchia stufa basandosi soltanto sull’anno di produzione.

Un camino aperto si può ancora utilizzare?

Anche questa domanda non ha una risposta identica per tutta Italia.

Non esiste un divieto nazionale generalizzato che imponga di eliminare tutti i camini aperti, ma questi apparecchi possono essere interessati dalle limitazioni regionali e locali previste per la combustione della biomassa.

I caminetti tradizionali presentano inoltre generalmente prestazioni energetiche ed emissive peggiori rispetto ai moderni generatori a legna.

In alcune Regioni esistono però specifiche esclusioni o deroghe, soprattutto quando il camino viene utilizzato occasionalmente e ricorrono le condizioni indicate dalla normativa.

Per questo motivo, chi possiede un vecchio camino aperto dovrebbe evitare sia di considerarlo automaticamente vietato sia di presumere che possa essere utilizzato senza limitazioni.

Occorre controllare la normativa applicabile nel proprio Comune.

Chi ha la stufa come unico riscaldamento deve spegnerla?

La presenza o meno di un sistema alternativo di riscaldamento può essere molto importante.

Alcune disposizioni regionali prevedono infatti condizioni particolari proprio per evitare che le limitazioni sull’utilizzo della biomassa lascino un’abitazione senza un sistema utilizzabile per il riscaldamento.

Le eccezioni, tuttavia, non sono identiche in tutte le Regioni e non devono essere date per scontate.

Se la stufa o il camino rappresentano l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione, è quindi necessario verificare attentamente la disciplina regionale e comunale applicabile.

Questo controllo diventa ancora più importante durante l’attivazione delle misure temporanee contro l’inquinamento atmosferico.

Cosa controllare prima di accendere la stufa

Chi vuole sapere se può continuare a utilizzare la propria stufa o il proprio camino a legna nel 2026 dovrebbe effettuare alcuni controlli fondamentali.

Il primo riguarda marca, modello e classe ambientale del generatore.

Il secondo riguarda il Comune nel quale è installato l’impianto, perché alcune limitazioni dipendono dalla zonizzazione territoriale.

Il terzo elemento da verificare è la presenza di un altro sistema di riscaldamento, quando questo requisito è rilevante ai fini della normativa regionale.

Infine bisogna controllare le allerte PM10 e le misure temporanee antismog.

Un apparecchio normalmente utilizzabile può infatti essere temporaneamente interessato da un divieto quando peggiora la qualità dell’aria.

Attenzione anche alla legna utilizzata

Rispettare la normativa non significa soltanto controllare la classe ambientale della stufa.

È fondamentale utilizzare legna naturale, pulita e adeguatamente essiccata, perché un combustibile con un’elevata percentuale di umidità peggiora la combustione, riduce il rendimento e aumenta le emissioni.

Non devono invece essere bruciati rifiuti, legno verniciato o trattato, mobili, imballaggi e materiali non ammessi come combustibile.

Anche la manutenzione riveste un ruolo essenziale.

La corretta pulizia dell’apparecchio e della canna fumaria contribuisce infatti a migliorare la sicurezza, mantenere l’efficienza e ridurre le emissioni.

Per gli apparecchi a pellet devono inoltre essere rispettati gli eventuali requisiti regionali relativi alla qualità e alla certificazione del combustibile.

Quindi, chi può continuare a usare stufe e camini a legna nel 2026?

La risposta è più semplice di quanto possano far pensare alcuni titoli allarmistici: nel 2026 stufe e camini a legna non sono vietati in tutta Italia.

Le restrizioni riguardano soprattutto gli apparecchi più vecchi e maggiormente inquinanti, con regole particolarmente stringenti nelle Regioni del Bacino Padano.

Chi possiede una stufa moderna con una buona classe ambientale si trova generalmente in una situazione diversa rispetto a chi utilizza un vecchio generatore o un camino aperto.

Questo, tuttavia, non significa che una stufa 4 o 5 stelle possa essere accesa sempre e ovunque.

Le misure temporanee contro l’inquinamento atmosferico possono infatti introdurre restrizioni ulteriori.

Allo stesso modo, un vecchio camino non è automaticamente vietato in tutta Italia, perché possono esistere deroghe, esclusioni e discipline territoriali differenti.

Prima di accendere il fuoco bisogna quindi conoscere almeno Regione, Comune, classe ambientale dell’apparecchio, eventuale sistema alternativo di riscaldamento e stato delle misure antismog.

La tendenza normativa è comunque chiara: favorire generatori più efficienti e meno inquinanti e ridurre progressivamente l’utilizzo degli apparecchi caratterizzati dalle emissioni più elevate.

Per chi sta acquistando una nuova stufa, quindi, è consigliabile valutare non soltanto prezzo e rendimento, ma anche classe ambientale ed emissioni, verificando preventivamente che il modello scelto rispetti i requisiti previsti nel territorio in cui verrà installato.

Stufe e camini a legna 2026

In conclusione, stufe e camini a legna possono continuare a essere utilizzati nel 2026, ma non esiste una regola valida indistintamente per tutti. La verifica delle disposizioni regionali e comunali rimane il passaggio fondamentale per sapere se il proprio apparecchio può essere acceso senza violare le limitazioni previste.

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