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Stufe e camini a legna, dal 1° ottobre scattano le regole anti-smog: cosa bisogna sapere in Lombardia

Camini a legna Lombardia

Camini a legna Lombardia: dal 1° ottobre tornano le misure anti-smog 

Con l’arrivo dell’autunno torna in primo piano il tema del riscaldamento a legna e a pellet in Lombardia. Dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027 è infatti operativo il sistema regionale delle misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria.

Si tratta del periodo dell’anno durante il quale possono scattare ulteriori limitazioni alla circolazione dei veicoli e all’utilizzo di determinati impianti di riscaldamento, soprattutto quando le concentrazioni di polveri sottili rimangono elevate per più giorni consecutivi.

Per chi possiede una stufa a legna, una stufa a pellet o un camino, è quindi importante conoscere le regole prima di accendere l’impianto.

C’è però un punto fondamentale da chiarire: dal 1° ottobre non viene vietato automaticamente l’utilizzo di tutte le stufe e di tutti i camini a legna.

In Lombardia esistono infatti limitazioni permanenti, valide indipendentemente dalla presenza di un episodio di smog, e restrizioni temporanee più severe che possono essere attivate quando la qualità dell’aria peggiora.

Stufe a legna vietate in Lombardia: quali non si possono usare e cosa cambia nel 2026

Quali stufe e camini sono già vietati in Lombardia

Le limitazioni sull’utilizzo dei generatori più inquinanti non sono una novità del 2026.

In Lombardia, già dal 1° gennaio 2020, è vietato utilizzare generatori a biomassa legnosa appartenenti alle classi ambientali 0, 1 e 2 stelle.

Per le nuove installazioni è invece necessario rispettare requisiti più severi: il generatore deve essere classificato almeno 4 stelle.

La classificazione ambientale diventa quindi uno degli elementi più importanti da controllare. Chi possiede una vecchia stufa dovrebbe verificare la documentazione tecnica dell’apparecchio per capire a quale classe appartiene.

Non è infatti sufficiente stabilire se una stufa sia “vecchia” o “nuova”: ciò che conta è soprattutto la sua classificazione ambientale e il rispetto delle condizioni previste dalla normativa regionale.

Sono inoltre previste specifiche esclusioni e deroghe. Possono riguardare, ad esempio, determinati caminetti e apparecchi con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi oppure alcuni impianti riconosciuti come storici.

Per questo motivo, soprattutto in presenza di camini tradizionali o apparecchi particolarmente datati, è opportuno verificare attentamente la situazione del proprio impianto.

Cosa succede quando aumenta il PM10

Durante il semestre invernale la Regione monitora costantemente le concentrazioni di PM10, le polveri sottili considerate tra i principali indicatori della qualità dell’aria.

Il valore limite giornaliero preso come riferimento è di 50 microgrammi per metro cubo.

Il sistema delle misure temporanee prevede differenti livelli di intervento quando i superamenti si protraggono nel tempo.

Il primo livello può essere attivato dopo almeno due giorni consecutivi di superamento, mentre il secondo livello interviene in presenza di una situazione più prolungata, dopo almeno sette giorni consecutivi.

Quando scattano queste misure, alle limitazioni già previste in condizioni normali si aggiungono restrizioni temporanee più severe.

E proprio qui diventa fondamentale conoscere il numero di stelle della propria stufa.

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Stufe a 3 stelle: quando non possono essere utilizzate

In condizioni ordinarie, il divieto permanente riguarda i generatori appartenenti alle classi 0, 1 e 2 stelle.

Un generatore classificato 3 stelle può quindi trovarsi in una situazione diversa, ma le cose cambiano quando vengono attivate le misure temporanee contro l’inquinamento.

Con il primo livello delle misure anti-smog, infatti, è previsto il divieto di utilizzo dei generatori domestici alimentati a biomassa legnosa che non raggiungono almeno la classe 4 stelle, quando è presente un impianto di riscaldamento alternativo.

Questo significa che, nelle condizioni previste dal provvedimento, una stufa a 3 stelle non può essere utilizzata durante il primo livello anti-smog.

Chi possiede un apparecchio di questa categoria deve quindi prestare particolare attenzione agli aggiornamenti sulla qualità dell’aria.

Secondo livello anti-smog: attenzione anche alle stufe 4 stelle

Le restrizioni diventano ancora più severe quando viene attivato il secondo livello.

In questo caso il divieto temporaneo può interessare i generatori a biomassa che non raggiungono almeno la classe 5 stelle, sempre secondo le condizioni previste dalle disposizioni regionali.

Di conseguenza, durante un episodio particolarmente prolungato di inquinamento, anche una stufa 4 stelle può essere interessata dalle limitazioni temporanee.

È un aspetto importante soprattutto per chi negli ultimi anni ha sostituito un vecchio generatore con un modello 4 stelle pensando di poterlo utilizzare senza limitazioni.

Un apparecchio 4 stelle soddisfa il requisito previsto dalla disciplina regionale per le nuove installazioni, ma questo non significa necessariamente che possa essere acceso durante qualsiasi livello di emergenza per il PM10.

E le stufe a pellet?

Le regole non riguardano esclusivamente la legna.

Anche chi utilizza una stufa a pellet deve verificare la classificazione ambientale del proprio generatore e rispettare le disposizioni previste per gli impianti alimentati a biomassa.

Per i generatori a pellet con potenza termica nominale inferiore a 35 kW è inoltre previsto l’impiego di pellet certificato di classe A1, secondo i requisiti stabiliti dalla normativa.

È quindi importante acquistare combustibile conforme e conservare la documentazione che permette di dimostrarne la certificazione.

Anche la qualità del combustibile incide infatti sulle emissioni prodotte durante la combustione.

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Manutenzione e pulizia della canna fumaria

Avere una stufa di classe ambientale adeguata non è l’unico obbligo da considerare.

Un ruolo importante è svolto anche dalla manutenzione dell’impianto e dalla pulizia della canna fumaria.

La disciplina lombarda prevede specifici adempimenti per gli impianti termici alimentati a biomassa e ha introdotto anche per gli spazzacamini l’obbligo di registrare nel CURIT le attività di manutenzione relative alla pulizia delle canne fumarie.

Una manutenzione corretta non serve soltanto a rispettare gli obblighi previsti. Permette anche di migliorare il funzionamento dell’impianto, ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza.

Per limitare l’inquinamento è inoltre fondamentale utilizzare legna asciutta e adeguatamente stagionata ed evitare categoricamente di bruciare materiali diversi da quelli consentiti.

Come sapere quante stelle ha la propria stufa

Chi non conosce la classificazione del proprio apparecchio dovrebbe controllare innanzitutto la documentazione tecnica e la certificazione del generatore.

La classe ambientale può essere indicata nei documenti forniti dal produttore o dall’installatore.

Nel caso di apparecchi molto vecchi, per i quali la documentazione non sia più facilmente reperibile, è consigliabile rivolgersi a un tecnico qualificato per verificare le caratteristiche dell’impianto.

È importante anche controllare gli eventuali obblighi relativi alla registrazione nel Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici (CURIT).

Durante il periodo compreso tra ottobre e marzo bisogna poi verificare regolarmente se nel proprio territorio siano state attivate misure temporanee anti-smog.

Camini a legna Lombardia: le sanzioni possono arrivare fino a 5.000 euro

Ignorare le disposizioni sull’utilizzo degli impianti a biomassa può avere conseguenze economiche importanti.

Per l’inosservanza delle regole regionali relative agli impianti alimentati a biomassa è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro, secondo quanto stabilito dalla normativa regionale.

I controlli sugli impianti termici vengono effettuati dagli enti competenti sul territorio.

In particolare, le verifiche spettano alle Province nei Comuni con meno di 40.000 abitanti e ai Comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti, nell’ambito delle rispettive competenze.

Per evitare problemi è quindi importante non limitarsi a verificare che la stufa funzioni correttamente, ma controllare anche classe ambientale, manutenzione, combustibile utilizzato e possibili limitazioni temporanee in vigore.

Attenzione anche alla data del 15 ottobre 2026

Nel calendario del 2026 c’è anche un’altra data da tenere presente.

Dal 15 ottobre 2026 diventano applicabili nuovi requisiti emissivi e impiantistici approvati dalla Regione per gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.

Si tratta però di una disciplina differente rispetto alle misure temporanee anti-smog che entrano nel vivo con la stagione autunnale e invernale.

È quindi importante non confondere le due scadenze.

Per la maggior parte delle comuni stufe domestiche, il punto principale resta la classificazione ambientale dell’apparecchio e l’eventuale attivazione delle misure temporanee legate al superamento dei livelli di PM10.

Cosa bisogna controllare prima di accendere stufa o camini a legna Lombardia

In sintesi, chi utilizza stufe e camini a legna in Lombardia dovrebbe effettuare alcuni controlli prima dell’inizio della stagione di riscaldamento.

I generatori appartenenti alle classi 0, 1 e 2 stelle sono soggetti al divieto permanente di utilizzo, salvo i casi specificamente previsti dalla normativa.

Con l’attivazione del primo livello anti-smog, nelle condizioni previste dalle disposizioni regionali il requisito sale ad almeno 4 stelle.

Con il secondo livello, invece, può diventare necessario disporre di un generatore di almeno 5 stelle.

Chi possiede una stufa 3 o 4 stelle deve quindi prestare particolare attenzione durante i periodi nei quali le concentrazioni di polveri sottili rimangono elevate.

Prima di accendere il proprio apparecchio è consigliabile verificare la classe ambientale della stufa, lo stato della manutenzione, la conformità del combustibile e soprattutto l’eventuale presenza di misure anti-smog attive nel territorio.

Conoscere queste regole permette non soltanto di evitare sanzioni che possono raggiungere diverse migliaia di euro, ma anche di utilizzare stufe e camini in maniera più efficiente e contribuire alla riduzione delle emissioni durante le giornate più critiche per la qualità dell’aria in Lombardia.

Quali stufe si possono usare in Lombardia

Per orientarsi più facilmente tra classi ambientali e livelli delle misure anti-smog, ecco una tabella riassuntiva delle principali regole da conoscere. Le limitazioni temporanee indicate si applicano secondo le condizioni previste dalla normativa regionale, compresa, nei casi previsti, la presenza di un sistema di riscaldamento alternativo.

Classe ambientale Situazione ordinaria 1° livello anti-smog 2° livello anti-smog
0 stelle ❌ Utilizzo vietato ❌ Vietata ❌ Vietata
1 stella ❌ Utilizzo vietato ❌ Vietata ❌ Vietata
2 stelle ❌ Utilizzo vietato ❌ Vietata ❌ Vietata
3 stelle ✅ Utilizzabile* ❌ Vietata ❌ Vietata
4 stelle ✅ Utilizzabile ✅ Utilizzabile ❌ Vietata
5 stelle ✅ Utilizzabile ✅ Utilizzabile ✅ Utilizzabile

* Fatte salve le condizioni, le esclusioni e le deroghe previste dalla normativa regionale.

Camini a legna Lombardia – In termini semplici, quindi, i generatori 0, 1 e 2 stelle sono soggetti al divieto permanente di utilizzo. Le stufe e i generatori 3 stelle possono invece essere interessati dal divieto quando scattano le misure temporanee di primo livello, mentre con il secondo livello anti-smog le restrizioni possono coinvolgere anche gli apparecchi 4 stelle.

La classe 5 stelle rappresenta pertanto quella che soddisfa anche il requisito previsto dalle misure temporanee più restrittive tra quelle descritte. Questo non elimina, naturalmente, gli altri obblighi relativi alla manutenzione dell’impianto, alla qualità del combustibile e alla corretta gestione del generatore.

Camini a legna Lombardia

È inoltre importante ricordare che le misure temporanee non sono automaticamente attive per tutto il periodo dal 1° ottobre al 31 marzo. Entrano in vigore quando vengono raggiunte le condizioni stabilite per gli episodi di accumulo degli inquinanti. Per questo, soprattutto durante le giornate caratterizzate da elevate concentrazioni di PM10, è sempre opportuno controllare la situazione aggiornata prima di accendere una stufa o un camino.

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