Curiosità

Stufa a pellet, quanto consuma davvero di corrente? Il costo nascosto che pochi calcolano

stufa a pellet consumo corrente

Stufa a pellet consumo corrente – Quando si parla dei consumi di una stufa a pellet, il primo pensiero va quasi sempre al prezzo del combustibile. Si calcola quanti sacchi servono durante l’inverno, quanto costa un sacco da 15 kg e quanti chilogrammi vengono bruciati ogni giorno. C’è però una spesa che spesso passa inosservata: il consumo di energia elettrica della stufa a pellet.

A differenza di una normale stufa a legna, infatti, la maggior parte delle stufe a pellet moderne ha bisogno della corrente per funzionare. L’elettricità alimenta la centralina elettronica, la coclea che trasporta il pellet, l’estrattore dei fumi, i ventilatori e il sistema di accensione. Nei modelli più evoluti possono esserci anche display, Wi-Fi, sistemi automatici di pulizia e altre funzioni elettroniche.

Questo, però, non significa che una stufa a pellet consumi continuamente grandi quantità di energia. Il consumo elettrico varia molto a seconda del modello e della fase di funzionamento. Durante il normale esercizio esistono apparecchi che assorbono poche decine di watt e altri che possono superare i 100 W. Una stufa ventilata o canalizzata, ad esempio, può avere esigenze diverse rispetto a un modello a convezione naturale.

Il momento più delicato è generalmente l’accensione. Per avviare la combustione viene utilizzata una resistenza elettrica che scalda il pellet fino a provocarne l’innesco. In questa fase la potenza richiesta può essere decisamente superiore rispetto al normale funzionamento.

Bisogna però distinguere tra potenza elettrica e consumo energetico. Una resistenza da 300 W, per esempio, non significa automaticamente un consumo di 0,3 kWh per ogni accensione. Se rimane attiva per appena 10 minuti, utilizza circa 0,05 kWh. Una volta avviata la combustione, la resistenza si spegne e il fabbisogno elettrico della stufa diminuisce.

Per sapere quanto consuma realmente una specifica stufa è quindi necessario controllare la scheda tecnica del produttore oppure, ancora meglio, misurare i kWh assorbiti durante una normale giornata di utilizzo.

Quanto costa tenere accesa una stufa a pellet?

Passiamo dalla teoria alla bolletta. Immaginiamo una stufa con un assorbimento medio di 70 W durante il funzionamento. Se resta accesa per 10 ore al giorno, il consumo teorico sarà:

70 W × 10 ore = 700 Wh, cioè 0,7 kWh al giorno.

Ipotizzando, semplicemente come esempio, un costo complessivo dell’elettricità di 0,30 euro per kWh, avremmo una spesa di circa 21 centesimi al giorno. Moltiplicandola per 30 giorni si arriva a circa 6,30 euro al mese.

Su una stagione di riscaldamento di 150 giorni, il consumo considerato nell’esempio costerebbe circa 31,50 euro di corrente, ai quali andrebbero aggiunti i consumi dovuti alle accensioni e alle eventuali funzioni utilizzate quando la stufa non sta riscaldando.

Con una stufa che assorbe mediamente 100 W per 10 ore al giorno, invece, si arriverebbe a circa 1 kWh quotidiano. Con lo stesso prezzo ipotetico di 0,30 €/kWh significherebbe spendere circa 30 centesimi al giorno, 9 euro al mese e 45 euro in 150 giorni.

Sono naturalmente simulazioni. Il costo effettivo dipende dal modello, dalla potenza utilizzata, dalle ore di funzionamento, dal numero di accensioni e soprattutto dal prezzo dell’elettricità previsto dal proprio contratto.

Un errore frequente consiste infatti nell’utilizzare il solo prezzo della componente energia riportato nelle offerte commerciali. Per capire quanto pesa realmente la stufa sul portafoglio è più utile considerare il costo effettivo del kWh sostenuto dall’utente, tenendo conto delle diverse componenti applicabili della bolletta.

Stufa a pellet consumo corrente – Anche il modo in cui viene utilizzata la stufa può cambiare il risultato. Accendere e spegnere continuamente l’apparecchio può aumentare l’incidenza delle fasi di accensione, nelle quali entra in funzione la resistenza elettrica. Questo non significa che convenga necessariamente lasciare la stufa sempre accesa: bisogna considerare contemporaneamente il consumo di pellet, la temperatura desiderata, l’isolamento dell’abitazione e la capacità della stufa di modulare la potenza.

Il costo nascosto che spesso dimentichiamo

La corrente non è normalmente la spesa principale di una stufa a pellet, ma non dovrebbe essere ignorata quando si calcola il costo reale del riscaldamento. Limitarsi a contare i sacchi di pellet significa infatti dimenticare una parte dei costi di gestione.

Oltre al combustibile bisogna considerare energia elettrica, manutenzione ordinaria, pulizia, manutenzione della canna fumaria e costo iniziale di acquisto e installazione. Solo mettendo insieme queste voci è possibile confrontare correttamente il pellet con altri sistemi di riscaldamento.

C’è inoltre un altro piccolo consumo spesso dimenticato: lo standby. Quando la stufa è apparentemente spenta, display, centralina, Wi-Fi o altri componenti possono continuare ad assorbire una piccola quantità di energia. Pochi watt sembrano irrilevanti, ma possono diventare più significativi se l’apparecchio rimane collegato alla rete elettrica per migliaia di ore.

Non esiste comunque un valore valido per tutti i modelli. Le stufe più recenti possono avere sistemi elettronici molto diversi rispetto agli apparecchi più vecchi. Per questo la scheda tecnica rimane il riferimento principale per conoscere assorbimento in funzionamento, potenza massima e consumi nelle modalità di attesa.

C’è infine un aspetto che non riguarda direttamente il prezzo della bolletta ma che è importante conoscere: una normale stufa a pellet dipende dalla corrente elettrica. In caso di blackout non può essere trattata come una tradizionale stufa a legna, perché coclea, ventilatori, estrattore dei fumi ed elettronica necessitano dell’alimentazione.

Chi vive in zone dove le interruzioni di corrente sono frequenti può valutare un gruppo di continuità compatibile con la propria stufa, verificando attentamente le indicazioni del produttore e le caratteristiche richieste dall’apparecchio.

Quindi quanto costa davvero la corrente?

In conclusione, quanto consuma una stufa a pellet di corrente? Non esiste una risposta uguale per tutti. Durante il normale funzionamento l’assorbimento può andare da poche decine di watt fino a oltre 100 W in base al modello, mentre durante l’accensione il picco può essere sensibilmente superiore.

Nella pratica, per molti apparecchi il costo dell’elettricità può tradursi in alcune decine di euro durante una stagione di riscaldamento, anche se utilizzi intensivi, caratteristiche della stufa e tariffe differenti possono modificare significativamente il risultato.

Il metodo migliore per sapere quanto si sta spendendo è molto semplice: misurare i kWh effettivamente consumati dalla stufa per alcuni giorni e moltiplicarli per il proprio costo dell’elettricità.

Stufa a pellet consumo corrente

Il pellet rimane quindi la voce più evidente, ma non è l’unica. Quando si valuta la convenienza di questo sistema di riscaldamento bisogna ricordare anche quel piccolo contatore elettrico che continua a girare mentre la stufa scalda casa. Ed è proprio questo il costo nascosto che molti dimenticano di inserire nei propri calcoli.

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