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Quanti sono gli studenti stranieri in Valtellina?

Studenti stranieri Sondrio

Studenti stranieri Sondrio: meno di uno studente su dieci è straniero: alle superiori la presenza si dimezza

Sono 2.213 gli alunni con cittadinanza non italiana in provincia di Sondrio, pari al 9,2% della popolazione scolastica. È il dato più basso della Lombardia, mentre alle superiori la percentuale scende al 5,8%.

Sondrio ultima in Lombardia per presenza di studenti stranieri

Meno di uno studente su dieci nelle scuole della provincia di Sondrio ha cittadinanza non italiana. È quanto emerge dai dati relativi all’anno scolastico 2024-2025, che fotografano una realtà decisamente diversa rispetto al resto della Lombardia. Gli alunni stranieri iscritti negli istituti del territorio sono complessivamente 2.213, pari al 9,2% della popolazione scolastica, una percentuale che colloca Sondrio all’ultimo posto tra le province lombarde per incidenza di studenti senza cittadinanza italiana.


Quanti stranieri ci sono in Valtellina?


Il confronto con gli altri territori rende ancora più evidente questa particolarità. In Lombardia, infatti, la presenza degli studenti stranieri raggiunge mediamente il 17,9%, quasi il doppio rispetto alla provincia di Sondrio. Anche il dato nazionale, fermo all’11,6%, risulta superiore a quello valtellinese.

A evidenziare questa situazione è il Dossier statistico Immigrazione 2026, curato dal Centro studi e ricerche Idos attraverso la rielaborazione dei dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un quadro che non si limita a descrivere la distribuzione degli alunni stranieri sul territorio, ma permette di osservare come la loro presenza cambi significativamente a seconda dell’età e del percorso scolastico.

L’aspetto più interessante riguarda proprio il passaggio tra i diversi cicli di istruzione. Se nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado la percentuale degli studenti stranieri supera il 10%, alle superiori scende improvvisamente al 5,8%. Una riduzione particolarmente marcata, che apre interrogativi sulle scelte formative degli adolescenti, sulla mobilità delle famiglie e sulla prosecuzione degli studi dopo la terza media.

La provincia di Sondrio presenta quindi una doppia caratteristica: una presenza complessiva di alunni stranieri inferiore rispetto al resto della regione e una distribuzione molto diversa tra bambini e adolescenti. Due elementi che meritano attenzione anche per comprendere le trasformazioni demografiche e sociali del territorio.

Dall’infanzia alle superiori: il divario cresce con l’età

Analizzando i singoli ordini scolastici, emerge una distribuzione piuttosto omogenea nei primi anni di istruzione. Nelle scuole dell’infanzia gli alunni con cittadinanza non italiana sono 430, il 10,9% degli iscritti, mentre alle primarie raggiungono quota 814, mantenendo la medesima incidenza percentuale. Nelle secondarie di primo grado, invece, si contano 515 studenti stranieri, pari al 10,5% del totale.

La situazione cambia sensibilmente alle superiori, dove gli studenti stranieri sono appena 454, corrispondenti al 5,8% degli iscritti. Rispetto alle scuole medie, l’incidenza diminuisce di circa il 45%, evidenziando una differenza che non trova riscontro con la stessa intensità negli altri cicli scolastici.

Anche il confronto con la Lombardia conferma la particolarità della provincia di Sondrio. A livello regionale, gli studenti stranieri rappresentano il 18,6% degli iscritti all’infanzia, il 21,2% alla primaria e il 20,1% alle medie. Alle superiori la percentuale scende al 12,8%, rimanendo comunque più che doppia rispetto a quella valtellinese.

Il dato provinciale risulta inferiore anche alla media nazionale delle superiori, pari a circa l’8,7%. La distanza tra i diversi territori suggerisce quindi la necessità di approfondire le caratteristiche della popolazione scolastica locale, evitando di attribuire automaticamente il calo a fenomeni di abbandono degli studi.

Un ulteriore elemento emerge rapportando il numero degli iscritti agli anni di durata dei diversi percorsi. Si ottengono mediamente circa 140 alunni stranieri per annualità all’infanzia, 160 alle primarie, 170 alle medie e soltanto 90 alle superiori. Si tratta di una stima indicativa, che non segue gli stessi studenti nel tempo, ma evidenzia una presenza numericamente più contenuta nelle classi degli adolescenti.

Studenti nati in Italia e percorsi formativi: le questioni aperte

Un’altra differenza significativa riguarda il luogo di nascita degli alunni. In provincia di Sondrio il 53,2% degli studenti con cittadinanza straniera è nato in Italia, contro una media lombarda del 67%. Ciò significa che, pur non possedendo la cittadinanza italiana, oltre la metà degli alunni stranieri del territorio è cresciuta fin dalla nascita nel Paese.

La percentuale cambia però considerevolmente tra i diversi livelli scolastici. All’infanzia raggiunge il 69,3%, alla primaria si attesta al 54,5%, mentre alle medie scende al 50,3%. Alle superiori soltanto il 39% degli studenti stranieri è nato in Italia, mentre circa sei su dieci sono nati all’estero.

Questa distribuzione evidenzia una presenza più radicata tra le generazioni più giovani, ma lascia aperti diversi interrogativi sulle dinamiche che interessano gli adolescenti.

Tra le possibili spiegazioni della minore incidenza alle superiori figurano l’iscrizione ai percorsi regionali di istruzione e formazione professionale, che possono essere conteggiati separatamente, la prosecuzione degli studi fuori provincia e gli eventuali trasferimenti familiari. Anche la dispersione scolastica rappresenta un aspetto da approfondire, senza tuttavia poterla quantificare attraverso questi dati.

Per comprendere realmente il fenomeno servirebbero informazioni sui percorsi individuali degli studenti, sulle iscrizioni alla formazione professionale e sugli spostamenti tra territori.

La fotografia restituita dal dossier mostra dunque una provincia nella quale la presenza degli studenti stranieri rimane la più contenuta della Lombardia, ma soprattutto evidenzia una differenza importante tra le generazioni. Una realtà che pone al centro dell’attenzione non soltanto i numeri dell’immigrazione, ma anche le opportunità formative e il futuro scolastico dei giovani che vivono in Valtellina e Valchiavenna.

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