SS36 Lecco-Colico – Perché un piccolo rallentamento può diventare una lunga coda
Chi percorre abitualmente la SS36 tra Lecco e Colico conosce bene la scena. Il traffico è sostenuto ma scorrevole, poi improvvisamente compaiono le prime luci degli stop. La velocità scende rapidamente e, nel giro di poco, ci si ritrova praticamente fermi.
Dopo qualche chilometro, però, la circolazione riparte senza incontrare incidenti, lavori o veicoli in panne. Da dove arrivava allora quella coda?
Non sempre serve un ostacolo per creare un ingorgo. Quando una strada è molto trafficata e vicina alla propria capacità massima, anche una semplice frenata può generare una reazione a catena. Un automobilista rallenta, quello dietro frena leggermente di più e chi segue è costretto a ridurre ulteriormente la velocità.
Dopo alcune decine di veicoli, qualcuno può arrivare quasi a fermarsi. Si crea così una sorta di onda di rallentamento che viaggia all’indietro rispetto al senso di marcia.
Sulla SS36 Lecco-Colico il fenomeno può diventare particolarmente evidente nei momenti di maggiore traffico. Gallerie, svincoli, curve, variazioni di pendenza, restringimenti temporanei e grandi flussi di veicoli concentrati nelle stesse fasce orarie possono lasciare poco margine alla circolazione.
Questo significa che la coda non nasce necessariamente nel punto in cui la incontriamo. Può essere stata generata diversi chilometri più avanti e continuare a propagarsi anche quando la causa iniziale è ormai scomparsa.
Naturalmente non tutte le code dipendono dal comportamento degli automobilisti. Incidenti, cantieri, veicoli fermi e restringimenti possono ridurre realmente la capacità della strada. Ma quando il traffico è già intenso, alcune abitudini di guida possono trasformare un rallentamento relativamente piccolo in chilometri di colonna.
Viaggiare troppo vicini e frenare continuamente
Uno degli errori più frequenti è mantenere una distanza insufficiente dal veicolo che precede. Nel traffico intenso molti automobilisti tendono a ridurre gli spazi, quasi come se lasciare qualche metro significasse perdere terreno.
In realtà accade spesso il contrario. Una distanza adeguata permette di assorbire le piccole variazioni di velocità senza utilizzare continuamente il freno.
Se l’auto davanti rallenta leggermente, chi dispone di sufficiente spazio può semplicemente sollevare il piede dall’acceleratore. Chi invece viaggia troppo vicino è costretto a frenare immediatamente.
Le luci degli stop inducono il conducente successivo a fare lo stesso e la frenata si propaga lungo tutta la colonna.
Un altro comportamento poco efficace è accelerare appena si libera qualche metro davanti per poi frenare nuovamente pochi secondi dopo. È la classica guida “a fisarmonica”: accelerazione, frenata, nuova accelerazione e altra frenata.
Quando centinaia di automobilisti adottano contemporaneamente questo comportamento, la circolazione diventa sempre più irregolare.
Procedere in maniera progressiva e prevedibile può invece aiutare a smorzare queste oscillazioni, soprattutto quando il traffico è intenso ma non ancora completamente bloccato.
Il continuo cambio di corsia può peggiorare la situazione
Quando compare una coda sulla Statale 36, è facile avere l’impressione che la corsia accanto sia sempre quella più veloce. Si cambia corsia, si guadagnano magari due o tre automobili e poco dopo si scopre che la corsia appena lasciata ha ricominciato a muoversi.
Il vantaggio ottenuto è spesso minimo. Le conseguenze sul traffico, invece, possono essere maggiori.
Ogni inserimento obbliga infatti almeno un altro automobilista a modificare la propria velocità. Se lo spazio è ridotto, chi arriva dietro deve frenare e quella frenata può propagarsi ai veicoli successivi.
Cambiare continuamente corsia alla ricerca di quella apparentemente più veloce contribuisce quindi a rendere il flusso meno uniforme.
Lo stesso problema si presenta nei punti in cui due flussi devono convergere. Accelerare per impedire l’inserimento di un’altra vettura oppure entrare bruscamente nello spazio disponibile provoca inevitabilmente nuove frenate.
Una guida più prevedibile, al contrario, permette agli altri conducenti di capire in anticipo cosa sta per accadere e adattare gradualmente la propria velocità.
Attenzione alle distrazioni quando la coda riparte
Anche una piccola distrazione può avere effetti sul traffico. Succede spesso quando una colonna riparte: il veicolo davanti avanza, ma chi segue se ne accorge con qualche secondo di ritardo.
Si crea così uno spazio maggiore. Il conducente distratto accelera per recuperarlo e, una volta raggiunta la vettura davanti, deve nuovamente frenare.
Ripetuto centinaia di volte lungo una strada trafficata, questo comportamento contribuisce alla formazione delle classiche onde di accelerazione e frenata.
Per questo, quando la coda comincia a muoversi, non serve recuperare immediatamente ogni metro disponibile. È generalmente più efficace partire con gradualità e mantenere un’andatura regolare.
Come evitare di trasformare un rallentamento in un ingorgo
Nel traffico intenso sulla SS36 Lecco-Colico può essere utile osservare non soltanto l’auto immediatamente davanti, ma anche ciò che accade più avanti. Vedere in anticipo una serie di luci degli stop permette di rallentare progressivamente invece di arrivare all’ultimo momento sulla frenata.
È altrettanto importante mantenere una distanza adeguata, evitare accelerazioni inutili e limitare i cambi di corsia quando non sono realmente necessari.
Particolare attenzione va prestata anche agli svincoli. Decidere all’ultimo momento di uscire, attraversare improvvisamente una corsia o effettuare un inserimento aggressivo può costringere molti altri automobilisti a frenare.
Nessuno di questi comportamenti può naturalmente eliminare una coda causata da un incidente, da un cantiere o dalla chiusura di una corsia.
Ma quando la strada è vicina alla saturazione, la somma di migliaia di piccole decisioni può fare la differenza tra un traffico lento ma ancora scorrevole e una lunga colonna.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti delle code sulla SS36: dietro un ingorgo di chilometri non deve necessariamente esserci un grande evento. A volte bastano tante piccole frenate, distanze troppo ridotte e continui cambi di corsia.
Guidare in maniera più fluida non risolve tutti i problemi della SS36, ma può evitare che un semplice rallentamento diventi un ingorgo molto più lungo.














