La stagione dei funghi è ormai entrata nel vivo e, con l’arrivo delle condizioni favorevoli, sono tanti gli appassionati pronti a partire di buon mattino per raggiungere boschi e montagne.
Cercare porcini, finferli e altre specie è una passione capace di regalare ore all’aria aperta e grandi soddisfazioni. Non bisogna però dimenticare che muoversi nei boschi richiede prudenza, preparazione e attenzione.
Basta infatti un improvviso cambiamento del tempo, un sentiero scivoloso o l’arrivo della nebbia per rendere molto più complicata anche un’uscita apparentemente semplice.
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Prima di partire controlla sempre il meteo
Prima di mettersi in cammino è fondamentale controllare attentamente le previsioni meteo, valutando non soltanto la possibilità di pioggia, ma anche temperature, temporali e visibilità .
Altrettanto importante è scegliere un abbigliamento adeguato alla stagione e alla quota. Le condizioni incontrate nel bosco, soprattutto nelle prime ore del mattino, possono essere molto diverse da quelle presenti in città o nelle zone di pianura.
Le scarpe meritano un’attenzione particolare. Meglio utilizzare calzature robuste, adatte all’ambiente escursionistico e dotate di suola ben profilata, perché foglie bagnate, radici, fango e rocce possono diventare estremamente scivolosi.
Nello zaino non dovrebbero inoltre mancare acqua, qualcosa da mangiare e un capo impermeabile o più caldo, particolarmente utile quando ci si sposta in montagna, dove le condizioni possono cambiare rapidamente.
La ricerca dei funghi non deve mai trasformarsi in una corsa al raccolto: guardare dove si mettono i piedi resta più importante di trovare il fungo perfetto.
Stagione dei funghi: attenzione a sentieri e terreno scivoloso
Uno degli errori più comuni è pensare che un bosco conosciuto non possa riservare sorprese.
Quando ci si concentra sulla ricerca, infatti, è facile allontanarsi progressivamente dal sentiero o perdere i propri punti di riferimento, soprattutto quando si seguono zone che sembrano particolarmente promettenti.
Per questo è consigliabile rimanere sui sentieri marcati, evitare pendii ripidi, scarpate e zone sconosciute e non avventurarsi in passaggi poco sicuri soltanto per raggiungere un possibile punto di raccolta.
Particolare attenzione va prestata dopo la pioggia. Foglie, rocce e radici bagnate possono rendere il terreno molto scivoloso e aumentare il rischio di cadute.
Nebbia nel bosco: orientarsi può diventare difficile
La situazione può diventare ancora più delicata con la nebbia, che può ridurre rapidamente la visibilità .
Anche un luogo frequentato più volte può apparire completamente diverso quando i punti di riferimento scompaiono. Per questo, in presenza di condizioni meteorologiche in peggioramento, è importante valutare con attenzione se proseguire.
Meglio rinunciare alla ricerca e tornare indietro piuttosto che ritrovarsi in una zona sconosciuta con scarsa visibilità .
Telefono carico, ma la rete non è sempre disponibile
Il telefono dovrebbe essere sempre completamente carico prima di entrare nel bosco. Per le uscite più lunghe può essere utile avere con sé anche un power bank.
Lo smartphone può essere uno strumento prezioso, ma c’è un aspetto da non dimenticare: non bisogna dare per scontata la presenza della rete telefonica.
In molte zone montane e boschive il segnale può infatti essere debole o completamente assente. Il telefono, quindi, non deve diventare l’unico strumento sul quale fare affidamento per la propria sicurezza.
Comunica sempre dove stai andando
Un’altra precauzione semplice ma importante consiste nel comunicare a un familiare, un amico o una persona di fiducia la zona nella quale si intende andare.
Quando possibile, è utile indicare anche l’itinerario previsto e un orario approssimativo per il ritorno.
È inoltre preferibile evitare di andare da soli, soprattutto quando la ricerca porta in montagna, in aree isolate oppure in boschi che non si conoscono bene.
Organizza il rientro prima che faccia buio
Anche l’orario conta. Partire presto può essere un vantaggio, ma bisogna programmare l’uscita considerando anche il tempo necessario per tornare indietro.
Il rientro dovrebbe avvenire quando c’è ancora una buona luce, evitando di essere sorpresi dal tramonto mentre ci si trova lontani dal punto di partenza.
Con il buio diventa infatti più difficile riconoscere il percorso, individuare ostacoli e muoversi in sicurezza su terreni sconnessi.
Funghi raccolti, attenzione a cosa finisce nel cestino
La sicurezza non termina quando si esce dal bosco. C’è infatti un’altra regola fondamentale: non consumare mai un fungo se non si è certi della sua commestibilità .
Fotografie, applicazioni per smartphone e opinioni ricevute attraverso internet o i social non possono sostituire il controllo di un esperto qualificato.
In caso di dubbi durante la stagione dei funghi è possibile rivolgersi agli Ispettorati micologici delle strutture sanitarie competenti, dove il raccolto può essere controllato da personale qualificato.
Durante la raccolta è inoltre importante rispettare l’ambiente e informarsi preventivamente sulle regole locali, sugli eventuali permessi e sui limiti di raccolta previsti nel territorio nel quale ci si trova.
Cercare funghi rimane uno dei modi più piacevoli per vivere boschi e montagne, ma entusiasmo e passione devono sempre andare di pari passo con il buon senso.
Meteo, abbigliamento adeguato, conoscenza del percorso, attenzione al terreno e organizzazione del rientro possono fare la differenza durante la stagione dei funghi.
E se le condizioni non convincono, il terreno diventa troppo difficile o si avvicina il buio, la scelta più prudente è tornare indietro: nessun porcino vale un rischio inutile.










