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Dove una volta passava il treno: il fascino senza tempo del Sentiero del Tracciolino in Valchiavenna

sentiero del tracciolino

Sentiero del Tracciolino –  Un capolavoro sospeso tra storia, natura e ingegneria

«Su per il lago di Como di ver la Magna è valle di Ciavèna…». Con queste parole, Leonardo da Vinci descriveva nel suo celebre Codice Atlantico uno dei territori più affascinanti e selvaggi della Lombardia. Una terra caratterizzata da montagne imponenti, pareti rocciose vertiginose, boschi incontaminati e vallate che ancora oggi conservano un fascino autentico. È proprio qui, nel cuore della Valchiavenna, che si sviluppa uno dei percorsi escursionistici più spettacolari del Nord Italia: il Sentiero del Tracciolino.

Lungo circa 12 chilometri, questo straordinario itinerario si snoda a una quota pressoché costante di circa 912 metri sul livello del mare, collegando la Val Codera alla Val dei Ratti. Ciò che rende unico questo percorso non è soltanto la bellezza del paesaggio, ma soprattutto la sua origine. Il Tracciolino, infatti, non nasce come sentiero turistico ma come una vera e propria infrastruttura industriale realizzata negli anni Trenta per consentire la costruzione e la manutenzione degli impianti idroelettrici della zona.

La valle incantata nascosta tra le Alpi

Negli anni Venti del Novecento, grazie all’iniziativa del parroco Don Milani, venne realizzata una piccola centrale elettrica destinata a portare energia alla Val Codera. Successivamente, la società elettrica Sondel avviò un progetto molto più ambizioso che prevedeva la costruzione della Diga di Moledana e di un articolato sistema di captazione delle acque. Per trasportare materiali e operai in un territorio tanto impervio fu costruita una ferrovia a scartamento ridotto che percorreva l’attuale tracciato del sentiero. I lavori richiesero oltre due anni e coinvolsero numerosi scalpellini e lavoratori locali, che scolpirono letteralmente la montagna per creare passaggi, gallerie e percorsi ancora oggi perfettamente visibili.

Con il passare del tempo la ferrovia perse la sua funzione originaria e venne progressivamente dismessa. Tuttavia, anziché essere abbandonato, il percorso è stato recuperato e messo in sicurezza attraverso l’installazione di corrimano, reti protettive e strutture di sostegno, trasformandosi in una delle mete più amate dagli escursionisti e dagli appassionati di trekking. Oggi il fondo è ampio, generalmente ben tenuto e adatto anche alle famiglie con bambini, permettendo di vivere un’esperienza immersiva in un ambiente naturale straordinario senza affrontare particolari difficoltà tecniche.

Camminare lungo il Tracciolino significa attraversare un autentico museo a cielo aperto dove ingegneria, storia e natura convivono in perfetta armonia. Le vecchie rotaie ancora presenti in alcuni tratti raccontano il passato industriale della valle, mentre le montagne circostanti ricordano quanto fosse arduo lavorare in questi luoghi quasi un secolo fa. Ogni passo permette di percepire il legame profondo tra uomo e territorio, un rapporto costruito con fatica, ingegno e rispetto per un ambiente tanto spettacolare quanto severo.

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Gallerie nella roccia, panorami mozzafiato e il borgo senza tempo di San Giorgio

Se la storia del Tracciolino è affascinante, il percorso stesso riesce a stupire ancora di più. L’escursione può essere affrontata partendo da Verceia oppure da Novate Mezzola, due località facilmente raggiungibili da Milano in poco più di un’ora d’auto. Fin dai primi chilometri si viene immersi in un paesaggio che alterna scorci panoramici sul Lago di Como, vedute sul Lago di Mezzola, boschi rigogliosi e impressionanti pareti rocciose.

Uno degli elementi più iconici del percorso è rappresentato dalle numerose gallerie scavate nella roccia viva. Alcune sono brevi e luminose, altre si sviluppano per decine di metri all’interno della montagna, creando atmosfere suggestive che sembrano trasportare l’escursionista in un’altra epoca. Questi tunnel furono realizzati per consentire il passaggio della ferrovia e oggi costituiscono il simbolo stesso del Tracciolino. Tra una galleria e l’altra si aprono passaggi aerei protetti da parapetti che regalano viste spettacolari sulle vallate sottostanti.

Particolarmente affascinante è l’incontro con il piccolo borgo di San Giorgio, una perla nascosta tra i monti. Per raggiungerlo occorre affrontare un modesto dislivello di circa 150 metri che conduce a una vasta distesa erbosa circondata da cime granitiche. Qui il tempo sembra essersi fermato. Le case in pietra, molte delle quali utilizzate soltanto in determinati periodi dell’anno, raccontano la vita di montagna di un tempo. Al centro del villaggio emerge il campanile della chiesa, anch’essa costruita interamente in pietra locale, che domina la vallata offrendo un panorama straordinario.

La storia di San Giorgio affonda le radici in epoche molto antiche. Nei pressi del cimitero si trova infatti un avello celtico, testimonianza della presenza umana già in tempi remoti. Una leggenda locale narra che questo antico manufatto abbia ospitato le spoglie di un comandante spagnolo proveniente dal vicino Forte di Fuentes e deceduto a causa della malaria che infestava il Pian di Spagna. Sono racconti che aggiungono fascino e mistero a un luogo già di per sé straordinario.

Proseguendo oltre San Giorgio si entra nella parte più spettacolare e selvaggia del Tracciolino. Le pareti rocciose si avvicinano al sentiero, le gallerie diventano più frequenti e gli strapiombi più impressionanti. Nonostante ciò, il percorso rimane generalmente sicuro grazie agli interventi di messa in sicurezza effettuati negli anni. Si arriva infine alla maestosa Diga di Moledana, alta oltre 37 metri, che appare improvvisamente tra i boschi creando un contrasto sorprendente tra opera umana e ambiente naturale. Nei pressi della diga si trova ancora la casa dei guardiani, dove talvolta è possibile osservare il piccolo trenino di servizio utilizzato per le attività di manutenzione.

Sentiero del Tracciolino

Prima di organizzare l’escursione è però fondamentale verificare sempre la situazione aggiornata della percorribilità. Attualmente alcuni tratti verso la Val Codera risultano ancora chiusi a causa del rischio frane, mentre il tratto in direzione della Diga di Moledana è regolarmente transitabile. Informarsi prima della partenza permette di vivere questa esperienza in totale sicurezza e di godersi uno dei percorsi più affascinanti dell’intero arco alpino lombardo.

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