La tragedia dei 18 alpini precipitati sul Gavia nel 1954

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Il 20 luglio 1954, verso le 10 del mattino, un autocarro militare Fiat 639, che faceva parte di una colonna di camion del Battaglione Alpino Bolzano, con a bordo 21 alpini poco più che ventenni, cadde in una scarpata sul passo Gavia. La tragedia fu causata dal cedimento del fondo della strada sul versante bresciano della sterrata del passo Gavia che da Santa Caterina Valfurva porta a Ponte di Legno. In una strettoia un muro di sostegno cedette sotto il peso del mezzo, che arrancava nella salita, e il ciglio della strada franò.
18 VITTIME – Lo schianto che seguì al volo nella scarpata, profonda 150 metri, causò 17 morti. Un ferito morì il giorno successivo a causa delle conseguenze dell’impatto, portando così a 18 il totale delle vittime.
I più fortunati riuscirono a buttarsi in strada, aprendo a calci lo sportello del camioncino, prima che quest’ultimo precipitasse nel vuoto, distruggendosi completamente nel torrente Frigidolfo.
Il Gavia, uno dei luoghi più al buio d’Italia
All’epoca la strada del Gavia, priva di parapetti e protezioni, era considerato fortemente rischioso e la sua percorrenza veniva sconsigliata agli autocarri. Inoltre vigeva il divieto di transito per i veicoli con più di 14 passeggeri. Nel punto dell’incidente la larghezza totale della carreggiata era di 2,30 metri.
I corpi straziati degli alpini, appartenenti al 6º Reggimento, Battaglione Bolzano, furono trasferiti nella chiesa di Ponte di Legno per le esequie. A ricordo della tragedia furono collocate due lapidi commemorative, tuttora esistenti.
Foto Rifugio Bonetta (passogavia.it)
Il secondo passo asfaltato più alto d’Italia


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