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Qual è il momento migliore per fare benzina e risparmiare? La verità degli esperti

l'ora migliore per fare benzinaA che ora fare benzina per risparmiare? - valtellinamobile.it

Qual è il momento della giornata migliore per fare rifornimento di benzina e spendere meno? Gli esperti indicano l’orario del risparmio.

Tra gli automobilisti italiani persiste da anni un luogo comune quasi mitologico: fare rifornimento di benzina di notte consentirebbe un risparmio economico, poiché il carburante sarebbe più denso e quindi, a parità di volume, si otterrebbe maggiore quantità di materia. Ma cosa ci dice la scienza e, in particolare, la fisica attuale su questa convinzione? L’analisi approfondita dei dati e delle condizioni reali nei distributori mostra una realtà ben diversa e più complessa di quanto si possa immaginare a prima vista.

La fisica dietro il mito della benzina fredda da mettere di notte

L’idea di base che alimenta questo mito è radicata in un principio scientifico vero: i liquidi si contraggono e aumentano la densità quando la temperatura diminuisce. Questa legge è valida anche per la benzina, un liquido oleoso altamente infiammabile, composto da miscele di idrocarburi derivati dalla distillazione del petrolio grezzo. Pertanto, un litro di benzina a temperature più basse dovrebbe, in teoria, contenere una quantità leggermente superiore di materia rispetto allo stesso volume misurato a temperature più alte.

La convinzione popolare suggerisce quindi che facendo il pieno nelle ore notturne, quando le temperature sono più basse, si possa ottenere più carburante “fisico” allo stesso prezzo. Considerando un pieno standard di circa 50 litri, la contrazione termica della benzina potrebbe tradursi in un risparmio teorico vicino a un litro, ovvero circa 2 euro, ipotizzando un calo di temperatura da 15 a 0 gradi Celsius.

Il momento della giornata in cui si risparmia sulla benzina – valtellinamobile.it

Questo ragionamento però trascura un elemento fondamentale: la benzina nei distributori non è mai esposta direttamente agli sbalzi di temperatura esterni. In Italia, come in gran parte d’Europa, il carburante viene conservato in grandi serbatoi sotterranei, a diversi metri di profondità, dove la temperatura rimane sostanzialmente costante durante tutto il giorno e la notte. Il terreno agisce da isolante termico naturale, mantenendo la benzina a una temperatura stabile che difficilmente si discosta dai valori medi stagionali.

Ciò significa che, indipendentemente dal fatto che si faccia rifornimento alle 3 del mattino o alle 15, la temperatura della benzina erogata è praticamente la stessa. Gli sbalzi termici tra giorno e notte, per quanto evidenti nell’aria, hanno un impatto trascurabile sul carburante conservato nel sottosuolo.

Quanto si risparmia davvero sul rifornimento notturno?

Gli studi più recenti e le analisi pratiche condotte da esperti petrolchimici e fisici confermano che la differenza di densità della benzina tra giorno e notte, nelle condizioni reali di stoccaggio, è molto limitata. Il risparmio effettivo è nell’ordine di pochi centesimi per un pieno di carburante, spesso tra 1 e 3 centesimi di euro, una cifra talmente esigua da risultare praticamente impercettibile al momento del pagamento.

Perciò, la convinzione di risparmiare facendo benzina di notte, seppur basata su un principio scientifico valido, si rivela essere una leggenda metropolitana: un residuo di scienza parziale mischiata a una interpretazione errata delle condizioni reali dei distributori.

Le leggende popolari che contengono un fondo di verità, anche minimo, tendono a sopravvivere a lungo e a diffondersi rapidamente. Nel caso della benzina fredda, la spiegazione fisica della dilatazione termica è corretta, ma viene spesso applicata senza considerare la realtà concreta dello stoccaggio e della distribuzione del carburante.

Inoltre, la voglia di “sfruttare un trucco” per risparmiare, unita al passaparola tra automobilisti, rafforza la diffusione di questa falsa credenza. Solo una corretta informazione e una maggiore consapevolezza sulle modalità di conservazione della benzina possono contribuire a smontare definitivamente questo mito.

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