Porte nelle gallerie – Chi percorre spesso la SS36 tra Lecco e Colico probabilmente le avrà notate almeno una volta. Mentre si attraversano le numerose gallerie che caratterizzano questo tratto della superstrada, lungo le pareti compaiono infatti porte, nicchie e accessi apparentemente misteriosi.
Si intravedono per pochi secondi dal finestrino e la domanda viene quasi spontanea: ma dove portano quelle porte all’interno delle gallerie della SS36?
Non si tratta, naturalmente, di normali ingressi e nemmeno di locali accessibili agli automobilisti durante la normale circolazione. Quello che vediamo fa parte, in molti casi, del complesso sistema predisposto per aumentare la sicurezza all’interno delle gallerie stradali.
È importante precisare, però, che non tutte le porte hanno necessariamente la stessa funzione. Alcune possono identificare accessi tecnici, mentre quelle opportunamente segnalate come uscite di emergenza fanno parte delle vie utilizzabili in situazioni critiche.
Cosa c’è dietro le porte nelle gallerie?
La normativa sulla sicurezza delle gallerie prevede diverse possibili soluzioni: uscite direttamente verso l’esterno, collegamenti trasversali tra i due fornici di una galleria, accessi verso gallerie di emergenza e vie di fuga separate dalla carreggiata.
Dietro una porta di emergenza, quindi, non bisogna necessariamente immaginare una semplice stanza. In determinate configurazioni può esserci un vero e proprio percorso protetto, progettato per consentire alle persone di allontanarsi dalla zona interessata da un incidente o da un incendio.
Le porte stesse possono avere una funzione fondamentale: ostacolare la propagazione del fumo e del calore verso la via di fuga. Un particolare tutt’altro che secondario, perché in un incendio in galleria proprio fumo, temperatura e riduzione della visibilità possono rappresentare alcuni dei maggiori pericoli.
Ma queste infrastrutture non riguardano solamente l’evacuazione degli automobilisti. Le uscite e i collegamenti possono essere utilizzati, a seconda della configurazione della galleria, anche per facilitare l’intervento dei servizi di emergenza e dei soccorritori.
Non tutte le porte nelle gallerie sono uscite di emergenza
Guardando una porta dal finestrino mentre si viaggia sulla SS36, tuttavia, non è possibile stabilire automaticamente che si tratti di una via di fuga.
Le gallerie ospitano infatti numerose infrastrutture e apparecchiature necessarie al loro funzionamento: impianti elettrici, sistemi di comunicazione, dispositivi antincendio, ventilazione, illuminazione di sicurezza e sistemi utilizzati nella gestione delle emergenze.
Esistono inoltre stazioni di emergenza che possono essere ricavate all’interno di nicchie nelle pareti e contenere, secondo le caratteristiche dell’infrastruttura, strumenti come telefoni di emergenza ed estintori.
C’è però una distinzione fondamentale. Una stazione di emergenza non deve essere automaticamente considerata un luogo sicuro nel quale ripararsi durante un incendio. Le vere uscite di emergenza sono invece indicate dall’apposita segnaletica e servono a indirizzare gli utenti verso il percorso previsto per l’evacuazione.
Proprio per questo, in una situazione di pericolo è fondamentale seguire la segnaletica presente nella galleria e le eventuali indicazioni dei soccorritori, senza aprire casualmente una porta soltanto perché sembra rappresentare una possibile uscita.
Perché ci sono indicazioni lungo le pareti?
Chi presta particolare attenzione all’interno delle gallerie può notare anche diversi segnali dedicati alle emergenze.
La normativa prevede infatti indicazioni che aiutano gli utenti a individuare le uscite di emergenza più vicine e la direzione da seguire. Nelle infrastrutture interessate dai relativi requisiti possono essere presenti anche illuminazione di emergenza, sistemi di sorveglianza, rilevamento degli incidenti e dispositivi per la gestione del traffico.
Tutto questo fa capire quanto una galleria stradale sia in realtà molto più complessa di quanto sembri attraversandola in automobile. Dietro le pareti possono svilupparsi spazi e impianti che normalmente rimangono completamente invisibili a chi percorre la strada.
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Quelle porte possono diventare fondamentali
La prossima volta che percorrerete la SS36 Lecco-Colico probabilmente farete caso a quelle porte con occhi diversi.
Dietro elementi che durante un normale viaggio sembrano semplicemente parte della parete può infatti trovarsi una componente di un sistema progettato pensando agli scenari più critici.
Le norme europee prevedono, per le gallerie alle quali si applicano determinati requisiti, che quando sono necessarie uscite di emergenza, la distanza fra due uscite non superi i 500 metri. Per le infrastrutture esistenti entrano comunque in gioco diversi fattori e specifiche valutazioni del rischio.
È quindi sbagliato pensare che ogni galleria e ogni porta lungo la SS36 siano identiche: configurazione e dotazioni dipendono dalla singola infrastruttura.
Il principio generale, però, è semplice. Durante il normale viaggio quelle porte possono passare quasi inosservate; in una situazione critica, invece, gli accessi identificati dalla specifica segnaletica possono diventare fondamentali per abbandonare la carreggiata e raggiungere un percorso destinato all’evacuazione.
Ecco quindi spiegato uno dei piccoli misteri che probabilmente molti automobilisti si sono posti viaggiando tra Lecco e Colico: alcune di quelle porte appartengono agli impianti tecnici della galleria, mentre quelle segnalate come uscite di emergenza possono condurre verso collegamenti, cunicoli o percorsi destinati alla sicurezza.
Un’infrastruttura che normalmente quasi nessuno nota, ma che è stata pensata per diventare preziosa proprio nel momento in cui ce n’è più bisogno.














