Come risparmiare 85 milioni per la pista di bob olimpica?

Alcuni giorni fa è diventato di dominio pubblico il fatto che per le Olimpiadi del 2026, oltre ai costi che stanno aumentando a dismisura, si aggiunge il problema non da poco che mancano gli sponsor.

Lanciata infatti come l’Olimpiade a costo zero, ad oggi costerebbe 2 miliardi e 165 milioni di euro e sul fronte sponsor se erano previsti introiti per 500 milioni dagli sponsor, i contratti firmati contano per meno di 20 milioni di euro.

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Tutto è nato dal clamore sulla possibile sulla mancata realizzazione della nuova pista da bob per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, il cui progetto originario prevedeva un finanziamento statale di 61 milioni di euro per l’adeguare alle gare olimpiche la vecchia pista da bob di Cortina d’Ampezzo, ma l’impianto “Eugenio Monti” ha visto aumentare i costi a 85 milioni e ora sembra che addirittura non possano bastare.

Forse però un’idea in tal senso ce la forniscono i vicini svizzeri che sull’efficienza e la mancanza di sprechi di danaro pubblico ci bagnano il naso da secoli. Come si vede dalla foto di Sandro Zala ieri a Saint Moritz hanno, come ogni anno, ricominciato a costruire la pista da bob che, oltre ad essere la più antica al mondo, è anche l’unica ancora costruita a mano. Nessun intervento in calcestruzzo, ma semplice ghiaccio, con la struttura che in primavera verrà sciolta naturalmente dal sole.


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