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Arriva il freddo sulle Alpi: ecco quali passi rischiano di chiudere per primi

Passi alpini chiusi

Passi alpini chiusi – Le prime irruzioni fredde d’autunno cambiano rapidamente la situazione sulle strade di montagna. Quando le temperature scendono e la neve torna a imbiancare le quote più alte, alcuni passi alpini possono diventare difficili da percorrere nel giro di poche ore.

Lombardia, Trentino-Alto Adige e Svizzera meridionale sono tra le zone dove, tra ottobre e novembre, è particolarmente importante controllare le condizioni della viabilità prima di mettersi in viaggio.

Con il primo freddo cambia tutto sui passi alpini

L’arrivo del freddo sulle Alpi segna ogni anno un momento delicato per chi attraversa i valichi di montagna. Non serve necessariamente una grande nevicata per creare problemi alla circolazione.

Alle quote più elevate possono bastare temperature sottozero, pochi centimetri di neve e la formazione di ghiaccio per rendere necessario l’intervento dei mezzi sgombraneve oppure, nelle situazioni più difficili, una chiusura temporanea della strada.

C’è però una distinzione fondamentale da fare: un passo chiuso dopo una nevicata di ottobre non è necessariamente chiuso per tutto l’inverno.

Durante l’autunno può accadere che una strada venga interdetta alla circolazione per alcune ore o alcuni giorni e successivamente riaperta quando il tempo migliora e la carreggiata viene messa nuovamente in sicurezza.

La chiusura invernale stagionale è invece differente. Riguarda soprattutto alcuni dei valichi alpini più elevati e difficili da mantenere transitabili nei mesi caratterizzati da neve abbondante, ghiaccio e rischio valanghe.

Tra Lombardia e Alto Adige, Passo dello Stelvio e Passo Gavia sono inevitabilmente tra i primi nomi da controllare.

Lo Stelvio raggiunge quota 2.758 metri, mentre il Gavia arriva a circa 2.621 metri. A queste altitudini le condizioni possono diventare pienamente invernali mentre nelle città e nei fondovalle il clima rimane ancora relativamente mite.

Un altro osservato speciale è Passo del Rombo, conosciuto anche come Timmelsjoch, collegamento d’alta quota tra Alto Adige e Austria che durante la stagione fredda viene chiuso al traffico.

Per chi programma un itinerario sulle Alpi in autunno, quindi, la quota rappresenta un indicatore importante, ma non è l’unico elemento da considerare.

Esposizione della strada, rischio valanghe, accumuli di neve, possibilità di intervento degli spartineve e modalità di gestione del valico possono fare una differenza enorme.

Per questo motivo due passi situati a quote simili possono trovarsi contemporaneamente in condizioni completamente diverse.

Lombardia: attenzione soprattutto a Stelvio, Gavia, Spluga e Forcola

Tra i valichi lombardi, Stelvio e Gavia sono quelli maggiormente associati all’arrivo anticipato dell’inverno.

Il Passo dello Stelvio è uno dei valichi stradali più alti delle Alpi e la sua posizione rende possibili nevicate significative già durante l’autunno.

Lo stesso discorso riguarda il Passo Gavia, dove la strada raggiunge quote molto elevate e presenta caratteristiche che rendono particolarmente complessa la normale gestione durante l’inverno.

Nelle settimane che precedono la chiusura stagionale, una perturbazione sufficientemente intensa può quindi determinare limitazioni o chiusure anche improvvise.

Più a ovest merita attenzione anche Passo dello Spluga, situato a oltre 2.100 metri e importante collegamento tra Lombardia e Canton Grigioni.

Anche lo Spluga non rimane normalmente transitabile per tutto l’inverno. Con le prime nevicate consistenti, quindi, la situazione del valico diventa una delle prime da verificare prima di partire.

Da monitorare attentamente anche Forcola di Livigno, sopra i 2.300 metri. Si tratta di uno degli accessi internazionali all’area di Livigno e di un valico fortemente condizionato dalla stagione.

Trentino-Alto Adige: Rombo, Stalle e Pennes tra quelli da controllare

Spostandosi verso il Trentino-Alto Adige, oltre allo Stelvio assume particolare importanza Passo del Rombo.

La strada raggiunge quote molto elevate e il collegamento non viene mantenuto aperto durante l’intero inverno. Con l’arrivo delle prime perturbazioni fredde, quindi, è uno dei valichi da tenere maggiormente sotto osservazione.

Un altro nome da ricordare è Passo Stalle, al confine tra Alto Adige e Austria. Anche in questo caso la circolazione è fortemente condizionata dalla stagione e dalle condizioni meteorologiche.

Da monitorare inoltre Passo Pennes, che supera quota 2.200 metri e può essere interessato da condizioni pienamente invernali già durante l’autunno.

Diverso è invece il discorso per molti dei grandi passi delle Dolomiti.

Gardena, Sella, Pordoi e Campolongo non devono essere automaticamente considerati chiusi con l’arrivo dell’inverno. Si tratta infatti di strade utilizzate anche durante la stagione sciistica e normalmente interessate da un’importante attività di manutenzione e sgombero della neve.

Naturalmente una perturbazione particolarmente intensa può determinare chiusure temporanee, obbligo di catene o altre limitazioni.

Il principio, però, è diverso rispetto ai valichi caratterizzati da una vera chiusura stagionale invernale.

Svizzera meridionale: la Novena è tra i passi più esposti

Anche sul versante svizzero l’autunno porta progressivamente alla chiusura di diversi collegamenti alpini.

Uno dei più importanti da monitorare è Passo della Novena, conosciuto anche come Nufenenpass, che raggiunge circa 2.478 metri e collega il Vallese con il Ticino.

La quota elevata e le condizioni tipicamente alpine fanno sì che il valico non rimanga percorribile durante tutto l’inverno.

Con il progressivo abbassamento delle temperature, la Novena rientra quindi tra i passi che possono diventare rapidamente problematici dopo le prime nevicate importanti.

La situazione può cambiare molto velocemente. Una perturbazione accompagnata da un forte calo termico può trasformare una strada perfettamente percorribile in un ambiente invernale nel giro di poche ore.

E il Passo del San Gottardo?

Altro nome celebre è naturalmente il Passo del San Gottardo, situato a circa 2.100 metri.

La strada del passo viene chiusa durante l’inverno, mentre il principale collegamento nord-sud rimane possibile attraverso il tunnel autostradale del San Gottardo.

Questa distinzione è importante per interpretare correttamente le informazioni sulla viabilità.

La chiusura del Passo del San Gottardo non significa infatti che venga interrotto il principale collegamento stradale attraverso le Alpi.

Anche nei Grigioni le condizioni possono cambiare rapidamente con l’avanzare della stagione e lo Spluga rappresenta uno dei collegamenti da controllare con particolare attenzione.

Quali passi rischiano di chiudere per primi?

Volendo costruire una sorta di ordine di attenzione con l’arrivo delle prime vere perturbazioni fredde, Stelvio, Gavia e Rombo sono sicuramente tra i nomi da mettere in cima alla lista.

Subito dopo vanno monitorati con attenzione Novena, Forcola di Livigno, Spluga, Stalle e Pennes.

Il San Gottardo entra a sua volta nella fase di chiusura stagionale con l’avanzare dell’autunno, mentre molti dei principali passi dolomitici rappresentano un caso differente perché vengono normalmente mantenuti percorribili anche durante la stagione invernale.

Questo ordine, però, non deve essere interpretato come un calendario fisso.

Basta una perturbazione particolarmente intensa per cambiare completamente lo scenario e provocare una chiusura anticipata o temporanea.

Un passo aperto oggi potrebbe essere chiuso domani

È probabilmente questo l’aspetto più importante per chi deve attraversare le Alpi tra ottobre e novembre.

In autunno non bisogna mai considerare lo stato di un passo alpino come definitivo.

Una strada indicata come aperta al mattino può essere interessata da limitazioni poche ore dopo, soprattutto quando è previsto un brusco abbassamento delle temperature.

Allo stesso modo, un valico temporaneamente chiuso dopo una nevicata potrebbe essere nuovamente aperto una volta terminati gli interventi di sgombero e messa in sicurezza.

Per questo motivo, prima di affrontare Stelvio, Gavia, Rombo, Spluga, Forcola, Novena o San Gottardo, è sempre consigliabile controllare gli aggiornamenti ufficiali della viabilità immediatamente prima della partenza.

Con l’avanzare dell’autunno, infatti, sulle strade più alte delle Alpi l’inverno può arrivare molto prima di quanto facciano pensare le temperature registrate in pianura.

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