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Il paese degli arrotini

Il paese degli arrotini

Paese degli arrotini – Caspoggio: un borgo alpino tra storia, natura e artigianato

Caspoggio è un incantevole comune alpino situato nella Valmalenco, valle laterale della Valtellina in provincia di Sondrio, Lombardia. Il paese si eleva tra i 1.000 e i 1.200 metri di quota, offrendo panorami spettacolari sulle Alpi Retiche occidentali, con il massiccio del Pizzo Bernina, il Pizzo Scalino e il Monte Disgrazia che dominano l’orizzonte.

La posizione geografica di Caspoggio ne ha fatto fin dal passato un punto strategico: il borgo sorge su una piccola altura che lo pone come una sorta di “balcone naturale” sulla valle, da cui si dominano i paesaggi alpini circostanti. La morfologia stessa del territorio — con nuclei abitativi storici, contrade collegate da viuzze tortuose e il suggestivo centro storico noto come “La Truna” — conserva ancora oggi l’impronta del passato contadino e artigianale della comunità.

Storicamente, Caspoggio nasce come borgo di frontiera già in epoca medievale, inserito tra antichi percorsi di transito che collegavano la Valtellina alle regioni montane oltre confine. Nel corso dei secoli, le attività principali ruotarono attorno all’agricoltura di montagna, alla pastorizia e, soprattutto, ad una forma particolare di artigianato ambulante che ha segnato profondamente l’identità del paese: il mestiere dell’arrotino itinerante, chiamato in dialetto locale el muléta.

Il paese degli arrotini


Il mestiere degli arrotini: da tradizione contadina a identità culturale

La figura dell’arrotino ambulante (el muléta) rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della storia di Caspoggio: una vera e propria specializzazione artigianale che ha coinvolto per generazioni gran parte degli uomini del borgo.

In passato, data la povertà delle risorse agricole e la difficoltà di mantenere le famiglie solo con il raccolto e il bestiame, molti abitanti di Caspoggio furono spinti a emigrare stagionalmente per esercitare l’arte dell’arrotino. Questo mestiere, svolto con grande abilità e dedizione, consisteva nel girare i paesi con una mola artigianale per affilare attrezzi da cucina, coltelli, forbici, falci e altri utensili metallici indispensabili alla vita quotidiana.

La mola era il cuore dell’attività: una ruota di legno cerchiata di ferro, azionata da un pedale, permetteva di far girare la pietra abrasiva per ristabilire il filo degli strumenti. Sulla mola erano presenti un secchiello d’acqua, per raffreddare le lame, e un armadietto con gli attrezzi dell’arrotino, oltre a pochi effetti personali.

Con il passare del tempo, dopo il 1878, vennero realizzate strade carrozzabili che collegarono Caspoggio a Chiesa in Valmalenco e a Sondrio, favorendo l’espansione dell’attività degli arrotini non solo in Valtellina ma anche nella Pianura Padana, nel Piemonte, in Emilia Romagna e persino fino a Napoli.

Una caratteristica di questo mestiere era l’appoggio dei giovani o dei parenti degli arrotini che accompagnavano i professionisti gridando per le vie dei paesi “molìta, l’è chi ‘l molita!”, raccogliendo i ferri da molare e restituendoli una volta affilati.


Una vita dura ma piena di dedizione: il quotidiano del muléta

La vita dell’arrotino ambulante non era semplice: spesso costretti a percorrere chilometri a piedi, gli arrotini dormivano dove capitava — in stalle, fienili o all’aperto — e si lavavano alle fontane pubbliche, consumando pasti frugali e vivendo distanti dalle loro famiglie per lunghi periodi. Questo stile di vita, seppur faticoso, permise a molti di migliorare le condizioni economiche familiari e di portare risorse alla comunità, tanto che nel 1930 si contavano più di trecento arrotini a Caspoggio (incluso il sindaco).

Negli anni ’50, con l’evoluzione tecnologica, la mola fu progressivamente sostituita dalla bicicletta attrezzata con ruota abrasiva e secchiello d’acqua sul manubrio, che consentiva agli arrotini di spostarsi più agevolmente e affilare attrezzi pedalando. Successivamente la bicicletta fu a sua volta sostituita da moto e vespe con mola agganciata al motore, facilitando ulteriormente il lavoro.


Il paese degli arrotini: declino e trasformazione: 

Con il passare degli anni e il mutare delle esigenze sociali ed economiche, soprattutto dagli anni ’70 del Novecento, la figura tradizionale del muléta cominciò a scomparire quasi completamente. Molti abitanti di Caspoggio trovarono occupazione in altri settori, come turismo, edilizia e commercio, mentre altri trasformarono la loro attività di arrotino ambulante in botteghe stabili in paese.

Oggi, pur essendo definitivamente scomparsa la professione tradizionale, la memoria degli arrotini rimane un patrimonio culturale, raccontato dai più anziani e celebrato in eventi e narrazioni locali che ricordano l’abilità, la resilienza e la dedizione di queste figure artigiane, protagoniste per secoli della vita economica e sociale di Caspoggio.


Caspoggio nel presente: turismo, natura e identità alpina

Oggi Caspoggio è anche una meta turistica apprezzata per la sua autenticità alpina, con attività stagionali che spaziano dallo sci, all’escursionismo, alle esperienze eno‑gastronomiche legate alla cultura alpina. La qualità della vita, i paesaggi montani incontaminati e la ricchezza delle tradizioni rendono questo borgo un luogo ideale per chi cerca autenticità, natura e storia in Lombardia.

Caspoggio, paese degli arrotini, conserva ancora oggi le tracce delle antiche contrade e dei nuclei rurali che raccontano l’evoluzione di un paese che, pur proiettandosi verso il futuro, non dimentica le sue radici più profonde.

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