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Spese olimpiche, tensione tra Grigioni e Lombardia: rischio blocco dei ristorni ai Comuni

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Olimpiadi 2026 – Il Canton Grigioni alza la pressione sulla Lombardia per ottenere il rimborso dei costi sostenuti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Sul tavolo ci sono 2,6 milioni di franchi svizzeri (circa 2,85 milioni di euro) che il governo di Coira chiede al Pirellone per la gestione del traffico e della mobilità in Engadina durante i Giochi.

La richiesta ufficiale è stata inviata nelle scorse settimane a Milano e le autorità grigionesi attendono ora una risposta, attesa entro la metà di giugno. In assenza di chiarimenti o di un impegno concreto, il Cantone non esclude possibili contromisure, tra cui l’ipotesi di trattenere i ristorni fiscali derivanti dalle imposte alla fonte versate dai lavoratori frontalieri italiani.

La questione nasce dai costi sostenuti dal Canton Grigioni per il piano straordinario della viabilità olimpica. La spesa complessiva ammonta a 3,5 milioni di franchi: di questi, Coira è disponibile ad assumersi direttamente circa 900 mila franchi, mentre ritiene che i restanti 2,6 milioni debbano essere coperti dall’Italia, in particolare dalla Regione Lombardia.

Il clima tra le due amministrazioni resta teso, anche se il dialogo non si è interrotto.

Se da Milano e Roma non dovessero arrivare risposte considerate soddisfacenti, il Canton Grigioni potrebbe valutare azioni più incisive. Tra queste figura anche il possibile congelamento dei ristorni fiscali che ogni anno la Svizzera versa all’Italia sulle imposte pagate dai frontalieri. Una cifra che, nel caso della Lombardia, ammonta a circa 12 milioni di euro e che rappresenta una voce importante per i bilanci di numerosi Comuni di confine.

Per il momento si tratta soltanto di un’ipotesi, ma il messaggio lanciato da Coira appare chiaro: il tempo delle attese sta per scadere e il dossier olimpico rischia di trasformarsi in un delicato caso diplomatico tra le due sponde delle Alpi.

La  notizia del 3 giugno

Il Canton Grigioni è ancora in attesa di una risposta da parte della Regione Lombardia riguardo alla richiesta di rimborso dei costi sostenuti per la gestione della viabilità durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La fattura, pari a circa 2,6 milioni di franchi svizzeri, è stata inviata a metà maggio, ma finora non ha ricevuto alcun riscontro ufficiale.

L’operazione predisposta dal Governo retico per garantire la fluidità del traffico durante i Giochi è costata complessivamente 3,5 milioni di franchi. Di questa somma, il Canton Grigioni intende assumersi direttamente solo le spese considerate di propria competenza, quantificate in circa 900 mila franchi, mentre la quota restante è stata addebitata all’Italia.

A fare il punto della situazione è stata la consigliera di Stato Carmelia Maissen, che durante il tradizionale incontro con i media ha confermato l’invio della fattura alla Regione Lombardia. «Abbiamo fissato una scadenza a metà giugno per ottenere una risposta. Al momento, però, non è ancora arrivato alcun riscontro», ha dichiarato.

Nonostante il silenzio da parte italiana, il Governo grigionese continua a confidare in una compartecipazione ai costi, richiamando il valore della collaborazione transfrontaliera costruita negli anni e auspicando che possa proseguire anche in futuro. Qualora il pagamento non dovesse arrivare, l’esecutivo cantonale valuterà le possibili iniziative da intraprendere.

La questione era già emersa durante la sessione di aprile del Gran Consiglio dei Grigioni. In quell’occasione Maissen aveva precisato che non esisteva alcun accordo scritto che impegnasse formalmente la Lombardia al pagamento richiesto. A sollevare il tema era stato il deputato Reto Rauch dell’UDC, che aveva chiesto chiarimenti sulle garanzie ottenute dal Cantone. In precedenza, la controparte italiana aveva ventilato un contributo di circa 600 mila franchi, ben lontano dalla cifra oggi richiesta.

Il piano straordinario di gestione del traffico era stato predisposto per evitare congestionamenti sulle strade grigionesi durante il periodo olimpico. Le autorità temevano infatti un forte aumento della circolazione dovuto sia agli spettatori diretti alle gare di Livigno e Bormio sia all’intenso traffico turistico dell’alta stagione invernale.

Secondo i dati forniti dal Cantone, durante le competizioni olimpiche circa 41 mila persone hanno utilizzato i mezzi pubblici lungo l’asse compreso tra Zernez, la Val Monastero e Livigno, contribuendo a limitare l’impatto sulla rete stradale e a garantire una gestione ordinata dei flussi di visitatori.

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