Olimpiadi Bormio – L’eredità olimpica di Bormio finisce al centro delle polemiche. A sollevare il caso è la Società Impianti Bormio (SIB), che dopo una stagione particolarmente difficile chiede risposte alle amministrazioni comunali sul futuro della ski area e sulla realizzazione degli impianti di risalita legati agli interventi olimpici.
La società afferma di osservare da mesi con grande preoccupazione la situazione, sottolineando come l’incertezza renda sempre più difficile la programmazione aziendale e rischi di compromettere le prospettive della destinazione. Dopo la visibilità internazionale ottenuta grazie ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, secondo SIB servono certezze per riuscire a trasformare l’evento in un vantaggio concreto per Bormio.
La società vuole conoscere quali siano le intenzioni delle amministrazioni comunali sulla realizzazione degli impianti di risalita olimpici e come gli enti intendano intervenire rispetto ai danni che SIB sostiene di aver subito. A pesare sono soprattutto i risultati dell’ultima stagione invernale.
Secondo i dati comunicati dalla società , la stagione 2025/26, condizionata dalle chiusure forzate per lo svolgimento dei Giochi, è stata la peggiore di sempre per presenze sulle piste. Sono stati registrati appena 275mila primi ingressi, circa 100mila in meno rispetto alla media storica.
Una contrazione importante per un comprensorio nel quale gli impianti rappresentano un elemento fondamentale dell’economia turistica. Il problema, infatti, non riguarda soltanto SIB, ma potenzialmente l’intera filiera composta da alberghi, ristoranti, scuole di sci, noleggi e attività commerciali.
Il caso della seggiovia Ciuk-La Rocca
Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto gli impianti di risalita di Bormio. SIB ricorda che nel 2025 fu necessario smantellare in tempi molto rapidi la seggiovia Fontanalonga-Valbella, con la prospettiva della realizzazione dell’impianto sostitutivo Ciuk-La Rocca.
Secondo la ricostruzione della società , SIMICO si era impegnata a realizzare il nuovo collegamento in tempo per la stagione invernale 2025/26. L’impianto avrebbe dovuto contribuire a mantenere efficiente la distribuzione degli sciatori all’interno della ski area dopo la rimozione della vecchia seggiovia.
La situazione, però, non avrebbe seguito il programma iniziale. Nel mese di giugno SIB afferma di aver appreso attraverso gli organi di informazione dell’annullamento dell’affidamento a Graffer per la realizzazione degli impianti di risalita previsti per le Olimpiadi.
Una notizia definita dalla società particolarmente grave e alla quale, secondo SIB, sarebbe seguito un lungo periodo di incertezza sulle prospettive delle opere.
Il timore è ora quello di arrivare alla seconda stagione invernale consecutiva senza il nuovo impianto Ciuk-La Rocca. Uno scenario che potrebbe creare ulteriori difficoltà alla ski area, soprattutto nei periodi caratterizzati dalla maggiore presenza di sciatori.
Senza il nuovo collegamento, sottolinea SIB, la Bormio 2000-Cimino rimarrebbe di fatto l’unica seggiovia a portare in quota gli sciatori in quell’area, con il rischio concreto di code, tempi di attesa e disagi. Una situazione particolarmente delicata dopo l’esposizione internazionale ottenuta da Bormio con le Olimpiadi.
«Bormio-Ciuk non è prioritario»
SIB rivendica inoltre il ruolo svolto durante la preparazione dell’appuntamento olimpico, sostenendo di essersi fatta carico di interventi indispensabili per permettere il regolare svolgimento delle competizioni. Proprio per questo la società chiede ora agli enti coinvolti risposte precise sui tempi e sulle modalità di realizzazione delle opere.
Il confronto riguarda anche le priorità infrastrutturali. SIB ribadisce infatti che l’impianto Bormio-Ciuk non viene considerato prioritario per la ski area, soprattutto rispetto alla necessità di sostituire le infrastrutture venute meno durante la preparazione dei Giochi.
È su questo terreno che si gioca la partita della legacy di Milano Cortina 2026. Le Olimpiadi hanno garantito a Bormio una visibilità internazionale straordinaria, ma per gli operatori del territorio la sfida è trasformare questa notorietà in crescita turistica duratura.
Per SIB, invece, esiste il rischio che nel breve periodo il comprensorio debba fare i conti con meno capacità di trasporto e maggiori difficoltà operative, proprio quando le aspettative dei turisti sono cresciute.
Il dato dei 275mila primi ingressi resta il simbolo di una stagione complicata. Recuperare le circa 100mila presenze mancanti rispetto alla media storica richiederà investimenti e soprattutto un sistema di risalita efficiente.
Da qui la richiesta alle amministrazioni: chiarire quali impianti saranno effettivamente realizzati e in quali tempi. Per SIB, dopo i sacrifici affrontati durante il percorso olimpico, è arrivato il momento di capire quale sarà concretamente l’eredità lasciata dai Giochi alla ski area di Bormio.










