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Codice della strada, le principali novità su multe, velocità, minicar e alcol

nuovo Codice della Strada 2026

Nuovo Codice della Strada 2026: cambiano multe, limiti di velocità, patente e controlli sull’alcol

Nuovo Codice della Strada 2026: cosa cambia davvero per gli automobilisti

Il nuovo Codice della Strada 2026 si prepara a rivoluzionare numerose regole che disciplinano la circolazione in Italia. Il Consiglio dei ministri, riunito il 13 ottobre 2026, ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo destinato a riorganizzare la normativa stradale, introducendo importanti modifiche in materia di multe, velocità, documenti di guida, sicurezza e controlli sui veicoli. Si tratta di un intervento significativo, che punta a semplificare alcune procedure amministrative, aggiornare le disposizioni alle nuove tecnologie e ridefinire il sistema delle sanzioni per determinate violazioni. Per milioni di automobilisti italiani, le conseguenze potrebbero essere concrete, soprattutto per quanto riguarda il costo delle contravvenzioni e le modalità con cui vengono effettuati gli accertamenti.

Una delle novità che sta attirando maggiore attenzione riguarda proprio le multe per eccesso di velocità, che potrebbero essere calcolate attraverso un sistema maggiormente proporzionale al superamento del limite consentito. Il progetto di riforma interviene inoltre sui tempi di notifica delle violazioni, prevedendo in alcuni casi una riduzione da 90 a 45 giorni. Un altro cambiamento importante interessa la digitalizzazione dei controlli: grazie alla consultazione delle banche dati, gli agenti potrebbero verificare direttamente alcune informazioni relative al conducente e al veicolo, riducendo la necessità di esibire documenti cartacei durante i controlli.

Non mancano poi disposizioni dedicate alle minicar modificate, alla guida sotto l’effetto dell’alcol, alla circolazione di motocicli e monopattini e alla possibilità di aumentare il limite massimo di velocità su determinati tratti autostradali. Quest’ultima proposta, in particolare, potrebbe consentire di raggiungere i 150 km/h, ma esclusivamente dove le condizioni infrastrutturali e di sicurezza lo permetteranno e previa applicazione delle disposizioni previste.

È però fondamentale chiarire un aspetto che rischia di generare confusione: il nuovo Codice della Strada non è ancora entrato in vigore. L’approvazione del 13 ottobre rappresenta un passaggio preliminare e non rende automaticamente operative le nuove disposizioni. Il provvedimento dovrà completare l’iter istituzionale, acquisire i pareri previsti e arrivare all’approvazione definitiva. Fino a quel momento, gli automobilisti dovranno continuare a rispettare le norme attualmente vigenti. Conoscere le modifiche proposte è comunque utile per comprendere come potrebbe evolvere la mobilità italiana nei prossimi mesi e prepararsi alle future novità.

Multe per eccesso di velocità: arrivano le sanzioni calcolate al chilometro

Una delle modifiche più rilevanti contenute nel nuovo Codice della Strada 2026 riguarda il sistema di calcolo delle sanzioni per eccesso di velocità. La riforma propone di superare il tradizionale meccanismo basato prevalentemente su fasce di superamento del limite, introducendo un criterio che collega direttamente l’importo della multa ai chilometri orari eccedenti. L’obiettivo dichiarato è rendere le sanzioni più proporzionate alla violazione commessa, distinguendo anche tra differenti tipologie di strade. Si tratta di una modifica destinata ad attirare l’attenzione di chi percorre quotidianamente autostrade, tangenziali, strade provinciali e centri urbani.

Secondo le disposizioni previste, sulle autostrade e sulle strade extraurbane la sanzione sarebbe calcolata applicando un importo di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite consentito. Questo significa che, considerando il semplice parametro indicato nella proposta, un superamento di 11 km/h comporterebbe una multa di 110 euro, mentre uno sforamento di 20 km/h corrisponderebbe a 200 euro. Naturalmente, per determinare gli importi effettivamente dovuti sarà necessario considerare il testo definitivo della normativa, le tolleranze applicabili, le eventuali maggiorazioni e le disposizioni specifiche che accompagneranno il nuovo sistema.

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Per quanto riguarda le strade urbane con limiti di 30 o 50 km/h, il parametro previsto sarebbe invece di 5 euro per ogni chilometro orario eccedente. Anche in questo caso, l’intenzione è collegare l’importo della sanzione all’entità del superamento, mantenendo una distinzione tra la circolazione nei centri abitati e quella sulle principali arterie extraurbane. La riforma prevede inoltre una revisione di alcune sanzioni amministrative più comuni, con una riduzione degli importi minimi e massimi per determinate categorie di infrazioni.

Non tutte le multe, però, sono destinate a diminuire. Il progetto introduce infatti maggiorazioni per alcune violazioni considerate particolarmente gravi, soprattutto quando vengono commesse in condizioni che aumentano il rischio per gli altri utenti della strada. Tra le circostanze rilevanti figurano la guida in stato di ebbrezza, alcune situazioni di recidiva, la circolazione senza assicurazione e le infrazioni che provocano incidenti. Il risultato è un sistema che cerca di differenziare maggiormente le conseguenze economiche dei comportamenti pericolosi.

Per gli automobilisti, il messaggio è chiaro: il rispetto dei limiti di velocità continuerà a essere fondamentale, anche in presenza di un sistema sanzionatorio diverso. Le nuove modalità di calcolo, infatti, non autorizzano alcun superamento dei limiti e non eliminano automaticamente le altre conseguenze previste dalla legge, come la decurtazione dei punti o la sospensione della patente nei casi stabiliti.

Limite di velocità a 150 km/h in autostrada: dove potrebbe essere consentito

Tra le novità più discusse della riforma compare la possibilità di innalzare il limite massimo di velocità in autostrada fino a 150 km/h. Una proposta che interessa soprattutto gli automobilisti abituati a percorrere lunghe distanze e che potrebbe modificare le regole su alcune tratte della rete autostradale italiana. È importante precisare, però, che non si tratta di un aumento generalizzato valido su tutte le autostrade. Il nuovo limite sarebbe applicabile soltanto in presenza di specifici requisiti infrastrutturali e di sicurezza, oltre che delle necessarie decisioni degli enti competenti.

Il progetto prevede che l’eventuale innalzamento possa riguardare tratti autostradali dotati di almeno tre corsie per ogni senso di marcia, oltre alla corsia di emergenza, e di sistemi di rilevamento della velocità media. Questi dispositivi, comunemente conosciuti come Tutor, consentono di controllare la velocità mantenuta dai veicoli lungo un determinato percorso. La presenza di tali infrastrutture rappresenterebbe uno dei requisiti per valutare l’applicazione del limite superiore, insieme alle caratteristiche della strada e alle condizioni necessarie per garantire la sicurezza della circolazione.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda la differenza tra limite massimo teoricamente consentito dalla normativa e limite effettivamente applicato su una determinata autostrada. Anche qualora la riforma venisse approvata nella formulazione attuale, gli automobilisti non potrebbero automaticamente viaggiare a 150 km/h su qualsiasi tratto dotato di tre corsie. Sarebbe necessario che il limite fosse effettivamente autorizzato e indicato attraverso la segnaletica stradale. In assenza di tale indicazione, continuerebbero a valere i limiti ordinari previsti per quella specifica strada.

L’eventuale aumento della velocità consentita apre inoltre una riflessione sulla sicurezza. A velocità più elevate aumentano gli spazi necessari per arrestare il veicolo e diminuisce il tempo disponibile per reagire agli imprevisti. Per questo motivo, anche dove fosse consentito raggiungere i 150 km/h, resterebbe essenziale adeguare la velocità alle condizioni del traffico, alla visibilità, al meteo e allo stato del fondo stradale. In caso di pioggia intensa, nebbia o traffico congestionato, guidare al limite massimo indicato potrebbe comunque risultare pericoloso.

La novità rappresenta dunque una possibilità prevista dal progetto di riforma, non un’autorizzazione già operativa. Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni e all’eventuale aggiornamento della segnaletica, il limite ordinario in autostrada resta quello attualmente previsto, generalmente pari a 130 km/h, salvo riduzioni o altre indicazioni specifiche.

Patente e libretto digitali: meno documenti da portare in auto e multe notificate prima

Il nuovo Codice della Strada 2026 punta anche sulla digitalizzazione delle procedure amministrative e dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Una delle modifiche più interessanti riguarda la possibilità di verificare direttamente attraverso le banche dati le informazioni relative alla patente, alla carta di circolazione e alla copertura assicurativa del veicolo. Con l’applicazione delle nuove disposizioni, secondo quanto previsto dal progetto, non sarebbe più obbligatorio avere materialmente a bordo alcuni documenti di guida e circolazione, perché gli agenti potrebbero accertarne la validità consultando gli archivi informatici disponibili.

Questa innovazione potrebbe semplificare la vita quotidiana di molti conducenti, riducendo il rischio di sanzioni legate alla mancata esibizione dei documenti durante un controllo. È però importante distinguere tra l’eliminazione dell’obbligo di portarli fisicamente e l’obbligo di possedere i requisiti necessari per guidare. La patente dovrà comunque essere valida, il veicolo dovrà risultare regolarmente immatricolato e la copertura assicurativa resterà obbligatoria. La digitalizzazione non cancellerà quindi gli adempimenti previsti dalla legge, ma modificherà le modalità con cui potranno essere verificati.

Un’altra novità riguarda la gestione dei verbali. Il progetto prevede un maggiore utilizzo delle notifiche digitali, attraverso piattaforme dedicate e indirizzi di posta elettronica certificata o domicili digitali. La comunicazione elettronica diventerebbe il canale prioritario quando disponibile, mentre la spedizione tradizionale continuerebbe a essere utilizzata nei casi previsti. L’obiettivo è rendere più rapide le comunicazioni, ridurre gli adempimenti cartacei e migliorare la tracciabilità delle notifiche.

Particolarmente significativa è anche la proposta di ridurre da 90 a 45 giorni il termine di notifica delle multe rilevate attraverso dispositivi di accertamento a distanza, come gli autovelox. La riduzione non riguarderebbe indistintamente tutte le contravvenzioni: per altre tipologie di accertamento resterebbe il termine ordinario di 90 giorni. È quindi essenziale evitare di interpretare la nuova disposizione come una regola generale applicabile a qualsiasi verbale.

Il progetto interviene inoltre sulla riscossione delle sanzioni non pagate, introducendo un avviso bonario prima dell’avvio delle procedure di recupero coattivo. Questo passaggio consentirebbe al destinatario di ricevere una comunicazione dettagliata e di regolarizzare la propria posizione entro i termini previsti, prima dell’attivazione delle successive procedure.

Per chi guida, queste modifiche potrebbero significare meno burocrazia, comunicazioni più rapide e maggiore accessibilità alle informazioni sulle sanzioni. Tuttavia, fino all’effettiva entrata in vigore della riforma, resta necessario rispettare gli obblighi documentali e i termini attualmente previsti.

Alcol alla guida e minicar modificate: controlli più precisi e nuove sanzioni

La sicurezza stradale rimane uno degli elementi centrali della riforma, soprattutto quando si parla di guida sotto l’effetto dell’alcol e circolazione di veicoli modificati illegalmente. Il nuovo Codice della Strada propone infatti aggiornamenti alle procedure utilizzate per accertare lo stato di ebbrezza e introduce misure più severe nei confronti di chi altera le caratteristiche tecniche delle minicar per aumentarne le prestazioni. Due ambiti differenti, accomunati dall’esigenza di contrastare comportamenti che possono compromettere la sicurezza del conducente, dei passeggeri e degli altri utenti della strada.

Per quanto riguarda l’alcol, una delle novità interessa le modalità di accertamento attraverso gli strumenti di misurazione. Il progetto prevede che, quando due misurazioni restituiscono valori differenti, venga considerato quello più favorevole al conducente, secondo le condizioni stabilite dalla normativa. Vengono inoltre introdotti criteri per valutare i risultati acquisiti e per affrontare situazioni nelle quali non sia possibile effettuare una seconda rilevazione oppure emergano anomalie durante il controllo. In determinate circostanze, lo stato di ebbrezza potrebbe essere accertato anche attraverso la valutazione dei sintomi, nei limiti e secondo le procedure previste dalla legge.

Un’altra modifica riguarda il linguaggio utilizzato nella normativa, con il riferimento alle sostanze alcoliche anziché alle sole bevande alcoliche. Non si tratta, quindi, di una liberalizzazione della guida dopo aver consumato alcol, ma di un aggiornamento delle disposizioni e delle procedure di verifica. Guidare in stato di ebbrezza continuerà a essere vietato e sanzionato, con conseguenze che possono diventare particolarmente gravi nei casi previsti dalla legge.

La riforma interviene anche sulle minicar, i piccoli quadricicli spesso utilizzati dai giovani e negli spostamenti urbani. Il problema riguarda soprattutto i veicoli modificati per superare le caratteristiche e le prestazioni consentite dalla loro categoria di omologazione. Nel caso dei quadricicli leggeri, uno degli elementi fondamentali è il limite di velocità di costruzione di 45 km/h. Alterare il motore o altri componenti per aumentare artificialmente le prestazioni può compromettere la sicurezza del mezzo e renderlo non conforme ai requisiti previsti.

Per contrastare queste modifiche, il nuovo testo propone sanzioni economiche, immobilizzazione del veicolo e divieto di circolazione per 30 giorni. L’intento è scoraggiare gli interventi irregolari, soprattutto quando vengono effettuati su mezzi utilizzati da conducenti giovani o con minore esperienza.

Il messaggio della riforma è quindi duplice: da una parte si punta a rendere più definite le procedure di controllo sull’alcol, dall’altra si rafforzano le conseguenze per chi modifica illegalmente le caratteristiche dei veicoli. In entrambi i casi, la sicurezza stradale rimane il principio fondamentale, indipendentemente dalle novità che verranno confermate nel testo definitivo.

Quando entra in vigore il nuovo Codice della Strada 2026?

La domanda che molti automobilisti si stanno ponendo riguarda la data di entrata in vigore delle nuove regole. Nonostante l’approvazione preliminare avvenuta il 13 ottobre 2026, il nuovo Codice della Strada non è ancora operativo. Il provvedimento deve infatti completare il percorso istituzionale previsto, durante il quale potranno essere esaminati e modificati diversi aspetti del testo. Per questo motivo, parlare di nuove multe già applicabili o di un limite autostradale di 150 km/h immediatamente utilizzabile sarebbe scorretto.

Lo schema di decreto legislativo dovrà essere sottoposto ai pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari competenti. Dopo questa fase, il Governo potrà valutare eventuali osservazioni e procedere verso l’approvazione definitiva. La riforma nasce nell’ambito della delega legislativa prevista dalla legge 177 del 25 novembre 2024 e rappresenta un intervento di riordino complessivo della disciplina della circolazione stradale.

Secondo il calendario ipotizzato in questa fase, il testo definitivo potrebbe arrivare nei primi mesi del 2027, mentre il 1° gennaio 2028 viene indicato come possibile data di entrata in vigore. Si tratta tuttavia di una previsione e non di una scadenza definitivamente stabilita. La data effettiva dovrà essere confermata dal provvedimento finale e dalla sua pubblicazione ufficiale.

Nel frattempo, per chi utilizza quotidianamente l’automobile, la moto o altri mezzi di trasporto, è importante continuare a rispettare le disposizioni attualmente vigenti. Le nuove regole sulla velocità, sui documenti digitali e sulle notifiche delle multe non possono essere considerate operative soltanto perché sono state annunciate o approvate in via preliminare.

La riforma potrebbe comunque segnare un cambiamento importante nel rapporto tra automobilisti, controlli e amministrazione pubblica. Il sistema delle sanzioni più proporzionato, l’utilizzo delle tecnologie digitali e la maggiore attenzione verso determinati comportamenti pericolosi rappresentano alcuni degli elementi principali del progetto. Sarà però il testo definitivo a chiarire quali disposizioni verranno confermate e come dovranno essere applicate.

In conclusione, il nuovo Codice della Strada 2026 introduce prospettive di cambiamento importanti, ma per il momento le regole da rispettare restano quelle in vigore. Le novità su multe, velocità, minicar, patente e alcol dovranno essere seguite attentamente nei prossimi mesi, soprattutto per comprendere quali effetti concreti avranno sulla circolazione quotidiana.

Articolo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le novità descritte si riferiscono allo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare e potrebbero subire modifiche prima dell’entrata in vigore.

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