19 Luglio 2024 16:28

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La fusione del Ghiacciaio dei Forni aumentata del 15%

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gigante biancoNel bel mezzo di una nuova ondata di calore che sconvolge le temperature anche sulle Alpi ritardando le prime nevicate stagionali, Greenpeace Italia e il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) pubblicano il rapporto “Giganti in ritirata: gli effetti della crisi climatica sui ghiacciai italiani”, per lanciare un allarme sullo stato di salute di queste importanti sentinelle della crisi climatica.

Lo studio è frutto di due spedizioni congiunte effettuate tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2023 sul Ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, nel Parco Nazionale dello Stelvio, e sul Ghiacciaio del Miage, che si trova nel versante italiano del massiccio del Monte Bianco, in Valle d’Aosta. Nel rapporto, che prende in esame due dei più estesi ed emblematici ghiacciai alpini italiani, sono pubblicati nuovi dati e confronti fotografici che mostrano come siano cambiati i due ghiacciai dalla fine dell’Ottocento a oggi.

Le misure effettuate quest’anno sul Ghiacciaio dei Forni hanno permesso di evidenziare una fusione del 15% superiore a quella registrata in media negli anni precedenti, con una perdita di 9 centimetri di spessore al giorno durante l’ondata di calore della seconda metà di agosto, quando lo zero termico è rimasto per più giorni sopra i 5.000 metri.

Le trasformazioni sono evidenti a occhio nudo: da metà Ottocento il ghiacciaio dei Forni ha perso circa 10 chilometri quadrati, ovvero metà della sua superficie, mentre la fronte del ghiacciaio è arretrata di 400 metri in meno di dieci anni.

«Nel corso dell’ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno subito una perdita di oltre il 50% della loro estensione, e di questa metà scomparsa circa il 70% è andato perduto negli ultimi trent’anni», commenta Valter Maggi, presidente del CGI e professore presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università Bicocca di Milano. «Una tendenza che sembra aver subito un’accelerazione negli ultimi quindici anni: le ultime campagne glaciologiche hanno infatti confermato gli impatti delle attività umane sul sistema climatico del pianeta, con una notevole contrazione dei ghiacciai nel nostro Paese e con un massimo di ritiro delle fronti glaciali raggiunto nel 2022, chiamato non per niente l’annus horribilis dei ghiacciai».

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