Spegnere motore sosta – Motore acceso durante una sosta breve: conviene davvero?
Capita praticamente a tutti: ci fermiamo per aspettare qualcuno, troviamo un passaggio a livello chiuso oppure sappiamo che dovremo restare immobili per qualche minuto e ci chiediamo se sia meglio spegnere il motore dell’auto oppure lasciarlo acceso al minimo.
Per anni è circolata l’idea secondo cui riavviare continuamente il motore consumerebbe più carburante rispetto a lasciarlo acceso. Sulle automobili moderne, però, questa convinzione è in buona parte superata.
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Il principio generale è abbastanza semplice: quando il motore rimane acceso, continua a consumare carburante anche se l’auto non percorre nemmeno un metro. Spegnendolo, invece, il consumo di carburante necessario a mantenere il propulsore in funzione si interrompe.
La questione diventa quindi capire dopo quanto tempo il carburante risparmiato compensa quello necessario per il successivo riavvio. Le analisi effettuate sull’argomento indicano che questo intervallo può essere sorprendentemente breve. Per molte automobili moderne a combustione, lasciare il motore al minimo per più di una decina di secondi può richiedere più carburante rispetto allo spegnimento e al successivo riavvio.
Questo non significa, naturalmente, che sia opportuno spegnere manualmente il motore ogni volta che ci si immobilizza per tre o quattro secondi nel traffico. Bisogna distinguere una vera sosta da un’interruzione momentanea della marcia.
Se siamo in coda e avanziamo continuamente di pochi metri, spegnere manualmente il motore a ogni arresto può risultare scomodo e poco sensato. Se invece sappiamo che resteremo fermi per uno o più minuti, mantenere il propulsore acceso generalmente non offre vantaggi dal punto di vista dei consumi.
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È proprio su questo principio che funzionano i moderni sistemi Start & Stop, ormai presenti su moltissime vetture. Quando determinate condizioni vengono soddisfatte, l’elettronica spegne automaticamente il propulsore durante l’arresto e lo riavvia non appena il conducente deve ripartire.
Lo Start & Stop può quindi ridurre il carburante sprecato durante gli arresti, soprattutto nella guida urbana caratterizzata da semafori, code e frequenti interruzioni.
Naturalmente il beneficio effettivo dipende dal tipo di automobile, dal motore, dalla durata degli arresti, dalla temperatura esterna e dall’utilizzo del climatizzatore e degli altri servizi di bordo.
La regola pratica, però, rimane piuttosto semplice: se l’auto deve restare ferma per un periodo significativo, spegnere il motore è generalmente più efficiente che lasciarlo girare al minimo.
Spegnere e riaccendere il motore lo rovina?
Spegnere motore sosta – Una delle obiezioni più comuni riguarda l’usura: accendere e spegnere frequentemente il motore può danneggiare il motorino d’avviamento, la batteria e altri componenti meccanici?
La risposta richiede una distinzione importante tra una vettura moderna dotata di Start & Stop e un’automobile più vecchia che non è stata progettata pensando a frequenti riavvii.
Nelle vetture provviste di Start & Stop, il sistema di avviamento e la gestione elettrica sono progettati specificamente per affrontare un numero di cicli molto superiore rispetto a quello previsto su un’automobile tradizionale.
Anche la batteria viene scelta in funzione di questo utilizzo. Per questo motivo sulle vetture Start & Stop vengono comunemente adottate batterie EFB o AGM, a seconda delle caratteristiche tecniche stabilite dal costruttore.
L’elettronica, inoltre, non spegne il motore indiscriminatamente. La centralina valuta numerosi parametri e può decidere di mantenerlo acceso quando le condizioni necessarie non sono soddisfatte.
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Può accadere, ad esempio, quando la carica della batteria non è sufficiente, quando il motore non ha ancora raggiunto determinate condizioni operative oppure quando la richiesta dell’impianto di climatizzazione rende necessario mantenere il propulsore in funzione.
In altre parole, se l’automobile dispone di uno Start & Stop installato di serie, normalmente non c’è motivo di disattivarlo per paura che ogni riavvio possa rovinare il motore.
Il discorso può essere diverso con una vettura datata e priva di questa tecnologia. Spegnere manualmente il motore a ogni brevissima interruzione di pochi secondi non è necessario e può sottoporre batteria e motorino d’avviamento a un numero maggiore di cicli.
Ciò non significa, però, che un’auto tradizionale debba essere lasciata accesa per cinque o dieci minuti mentre aspettiamo qualcuno. Durante una vera sosta, il consumo al minimo è semplicemente carburante utilizzato senza produrre alcuno spostamento, oltre a generare emissioni evitabili.
È utile anche sfatare un’altra convinzione: un riavvio effettuato dopo una breve sosta a motore caldo non equivale alla classica partenza a freddo del mattino.
Motore, lubrificante e altri componenti rimangono infatti caldi per un certo periodo. Un riavvio dopo pochi secondi o qualche minuto avviene quindi in condizioni molto differenti rispetto all’accensione di un’automobile rimasta parcheggiata per tutta la notte.
Quando è presente lo Start & Stop automatico, la soluzione più semplice consiste generalmente nel lasciare che sia la vettura a decidere quando spegnere e riavviare il propulsore, salvo esigenze particolari o indicazioni differenti riportate nel manuale dell’auto.
Quanto carburante si risparmia spegnendo il motore?
Il vantaggio dello spegnimento può sembrare insignificante se consideriamo una singola fermata di pochi secondi. La situazione cambia, però, sommando tutti i minuti trascorsi con il motore acceso al minimo durante settimane, mesi e anni di utilizzo dell’automobile.
Un’automobile ferma continua infatti ad alimentare il motore e, a seconda delle condizioni, deve sostenere anche il consumo degli accessori.
Cilindrata, tipo di propulsore, temperatura esterna, climatizzatore e carico elettrico possono modificare sensibilmente il consumo istantaneo. Il punto importante è che un motore acceso consuma carburante anche quando il veicolo è completamente fermo.
Per chi utilizza quotidianamente l’auto in città, eliminare diversi minuti di funzionamento inutile ogni giorno può quindi tradursi in un piccolo ma concreto risparmio annuale, oltre che in una riduzione delle emissioni.
Naturalmente non bisogna trasformare questa considerazione in un’ossessione. Spegnere manualmente il motore per ogni arresto di pochissimi secondi non è lo scopo.
Il vero risparmio si ottiene soprattutto eliminando quelle situazioni in cui il motore rimane acceso inutilmente per diversi minuti: aspettare una persona davanti a casa, sostare fuori da un negozio, fermarsi in un parcheggio oppure attendere a lungo senza necessità di muovere il veicolo.
In queste circostanze spegnere il propulsore è generalmente la scelta più efficiente.
Motore acceso durante la sosta: cosa dice il Codice della Strada?
Spegnere motore sosta – Quando si parla di motore acceso a veicolo fermo bisogna considerare anche un altro aspetto importante: le regole previste dal Codice della Strada italiano.
Non tutte le situazioni nelle quali un’automobile è immobile rappresentano infatti una “sosta” nel significato giuridico del termine.
L’articolo 157 del Codice della Strada distingue tra arresto, fermata e sosta. Un veicolo immobilizzato perché il semaforo è rosso o perché si trova in coda, ad esempio, si trova in una situazione differente rispetto a un’automobile parcheggiata mentre il conducente aspetta qualcuno.
Durante una vera sosta, il conducente deve adottare le opportune precauzioni e il motore deve essere spento.
La normativa prevede inoltre uno specifico divieto relativo al mantenimento del motore acceso durante la sosta allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di climatizzazione.
Questo significa che lasciare l’automobile parcheggiata con motore acceso e aria condizionata o riscaldamento in funzione non è semplicemente una questione di consumo di carburante.
Diverso è il caso degli arresti determinati dalla circolazione. Se siamo in coda, a un semaforo o in un’altra situazione nella quale dobbiamo essere pronti a ripartire, entrano in gioco anche sicurezza, condizioni del traffico e caratteristiche del veicolo.
In queste circostanze non è necessario spegnere manualmente il motore in continuazione, soprattutto se l’automobile non dispone di un sistema automatico progettato appositamente per farlo.
Start & Stop: conviene lasciarlo attivo?
Spegnere motore sosta – Per la maggior parte degli automobilisti che possiedono una vettura moderna, la domanda assume una forma ancora più semplice: conviene utilizzare lo Start & Stop oppure disattivarlo?
In condizioni normali, il sistema è stato progettato proprio per individuare le situazioni nelle quali lo spegnimento temporaneo del motore può avvenire senza compromettere il normale utilizzo dell’automobile.
La centralina monitora le condizioni della vettura e lo Start & Stop può non intervenire quando non sono presenti i requisiti necessari.
Per esempio, il sistema potrebbe mantenere il motore acceso quando la batteria necessita di maggiore carica, quando sono richieste determinate prestazioni dell’impianto di climatizzazione o quando altre condizioni stabilite dal costruttore non risultano soddisfatte.
Per questo motivo, sulle vetture progettate per utilizzare questa tecnologia, lasciare attivo lo Start & Stop rappresenta generalmente la scelta più semplice.
Naturalmente possono esserci situazioni specifiche nelle quali il conducente preferisce disattivarlo temporaneamente. In caso di dubbi relativi a un determinato modello, è sempre opportuno verificare le indicazioni contenute nel manuale del costruttore.
Dopo quanti secondi conviene spegnere il motore?
Spegnere motore sosta – Stabilire una soglia universale valida per qualsiasi automobile è impossibile, perché entrano in gioco cilindrata, tecnologia del motore, temperatura e numerosi altri fattori.
Tuttavia, le analisi dedicate al consumo al minimo mostrano che il punto di pareggio può essere raggiunto già dopo circa 10 secondi su alcune moderne automobili.
Questo valore non deve essere interpretato come un cronometro. Non significa che allo scoccare dell’undicesimo secondo ogni automobilista debba immediatamente spegnere il motore.
È più utile considerarlo come la dimostrazione del fatto che riavviare un moderno motore richiede generalmente molto meno carburante di quanto si pensi.
Se sappiamo che l’attesa durerà diversi minuti, quindi, non ci sono particolari ragioni legate ai consumi per mantenere il motore acceso.
Se invece siamo nel traffico e prevediamo di ripartire quasi immediatamente, possiamo semplicemente continuare a guidare normalmente oppure lasciare che sia lo Start & Stop a gestire automaticamente l’arresto, quando presente.
Spegnere motore sosta
La risposta dipende dalla situazione, ma possiamo ricavare una regola pratica molto semplice.
Se l’arresto dura soltanto pochi secondi e l’auto non dispone dello Start & Stop, non è necessario spegnere manualmente il motore ogni volta.
Se invece sappiamo che resteremo fermi per uno o più minuti, spegnere il motore è generalmente più conveniente dal punto di vista del consumo di carburante e delle emissioni.
Sulle automobili dotate di Start & Stop, invece, è normalmente possibile lasciare che sia l’elettronica del veicolo a stabilire quando il propulsore può essere spento e quando deve rimanere in funzione.
Durante una vera sosta bisogna inoltre ricordare quanto previsto dal Codice della Strada, evitando di mantenere inutilmente il motore acceso, in particolare per utilizzare il climatizzatore.
In definitiva, la vecchia abitudine di lasciare il motore acceso “perché tanto sono solo cinque minuti” non offre particolari vantaggi sulle moderne automobili.
Un propulsore che gira al minimo continua a consumare carburante senza far avanzare il veicolo. Quando l’attesa è sufficientemente lunga, spegnere il motore è quindi la soluzione più razionale, economica ed efficiente.













