Curiosità

Aria condizionata auto: meglio ricircolo o aria esterna?

Climatizzatore auto

Climatizzatore auto, ricircolo o aria esterna? La risposta non è così scontata

Con l’arrivo delle giornate più calde, basta lasciare l’auto parcheggiata al sole per ritrovarsi in un abitacolo rovente. La prima reazione è quasi sempre la stessa: accendere immediatamente l’aria condizionata al massimo.

A quel punto, però, c’è un pulsante che può fare una differenza importante: quello del ricircolo dell’aria, generalmente riconoscibile dal simbolo di un’automobile con una freccia curva al suo interno.

La domanda è semplice: per raffreddare velocemente l’auto è meglio attivare il ricircolo oppure utilizzare l’aria proveniente dall’esterno?

La risposta dipende soprattutto dalla temperatura presente nell’abitacolo. Ed è proprio qui che molti automobilisti possono commettere un piccolo errore.

Se l’auto è rimasta per parecchio tempo sotto il sole, infatti, l’aria all’interno può essere molto più calda rispetto a quella esterna. Attivare immediatamente il ricircolo significa quindi continuare a far circolare proprio quell’aria rovente.

In questa prima fase può essere più efficace fare esattamente il contrario.

Aprire portiere o finestrini per qualche momento permette di espellere rapidamente una parte dell’aria calda accumulata nell’abitacolo. Una volta iniziato il viaggio, quando possibile e in condizioni di sicurezza, si può mantenere per un breve periodo l’ingresso dell’aria esterna.

Gomme 4 stagioni: 30.000 o 50.000 km? Quanto durano davvero

Quando la temperatura interna comincia a diminuire, però, la situazione cambia completamente.

A quel punto il ricircolo diventa uno degli alleati più utili del climatizzatore.

Perché il ricircolo può raffreddare l’auto più velocemente

Per capire il vantaggio basta pensare a quello che deve fare il climatizzatore.

Con la modalità aria esterna, il sistema continua a prelevare aria da fuori dall’automobile, filtrandola e trattandola prima di immetterla nell’abitacolo.

Durante una giornata particolarmente calda, quindi, il climatizzatore potrebbe trovarsi continuamente a dover raffreddare aria con una temperatura esterna molto elevata.

Con il ricircolo, invece, viene utilizzata prevalentemente l’aria già presente all’interno dell’automobile.

Dopo i primi minuti di funzionamento del climatizzatore, quest’aria sarà progressivamente più fresca. Il sistema può quindi continuare a trattare aria che è già stata parzialmente raffreddata.

È questo il motivo per cui, nelle giornate molto calde, il ricircolo può aiutare a raggiungere più rapidamente una temperatura confortevole.

Facciamo un esempio molto semplice.

Immaginiamo che fuori ci siano 35 °C e che, dopo qualche minuto di climatizzazione, l’abitacolo sia già sceso a circa 25 °C.

Continuare a introdurre continuamente aria esterna significa chiedere al climatizzatore di trattare aria molto più calda. Utilizzando il ricircolo, invece, il sistema lavora prevalentemente sull’aria già più fresca presente nell’abitacolo.

Il ricircolo può risultare particolarmente utile anche nel traffico intenso, nelle gallerie oppure quando davanti alla nostra automobile c’è un veicolo che produce molto fumo.

In queste circostanze ridurre temporaneamente l’ingresso diretto dell’aria esterna può contribuire a limitare odori e parte degli inquinanti provenienti dall’ambiente circostante.

Questo, però, non significa che il ricircolo debba rimanere attivo continuamente.

Lasciare sempre acceso il ricircolo del climatizzatore auto? Meglio evitare

Se il ricircolo aiuta il climatizzatore a raffreddare l’abitacolo, potrebbe sembrare logico lasciarlo sempre inserito.

In realtà non è necessariamente la scelta migliore, soprattutto durante viaggi lunghi o quando nell’auto sono presenti diversi passeggeri.

Con il ricircolo attivo viene infatti ridotto il ricambio con l’aria proveniente dall’esterno.

Le persone presenti nell’abitacolo continuano naturalmente a respirare, aumentando progressivamente anidride carbonica e umidità nell’aria interna.

Per questo motivo, dopo aver raggiunto una temperatura confortevole, può essere utile consentire periodicamente un ricambio dell’aria oppure affidarsi alla gestione automatica del climatizzatore, se l’automobile dispone di questa funzione.

Molte vetture moderne sono infatti in grado di gestire automaticamente il ricircolo, modificando il flusso dell’aria in base alle condizioni dell’abitacolo e alle impostazioni selezionate.

C’è poi una situazione nella quale bisogna prestare particolare attenzione al ricircolo: quando i vetri iniziano ad appannarsi.

L’umidità presente nell’abitacolo può condensare sulle superfici fredde dei cristalli, riducendo rapidamente la visibilità.

In questo caso la priorità deve essere ripristinare una visuale perfetta.

Se il parabrezza è appannato, è generalmente preferibile utilizzare la funzione specifica di disappannamento o sbrinamento dell’auto, che può gestire automaticamente climatizzatore, ventilazione e ingresso dell’aria.

Sulle vetture con comandi manuali è normalmente utile indirizzare il flusso verso il parabrezza, utilizzare il climatizzatore per deumidificare l’aria e favorire l’ingresso di aria esterna.

Se il ricircolo sta aumentando l’appannamento, va quindi disattivato.

Il trucco per raffreddare velocemente un’auto rimasta al sole

Esiste quindi una sequenza molto semplice da ricordare quando si entra in un’automobile rimasta parcheggiata per ore sotto il sole.

Il primo obiettivo non dovrebbe essere raffreddare immediatamente l’aria rovente, ma eliminarne il più possibile dall’abitacolo.

Quando le condizioni lo consentono, si possono aprire per qualche momento portiere e finestrini prima di partire.

Successivamente si avvia il climatizzatore lasciando inizialmente entrare aria proveniente dall’esterno, eventualmente mantenendo i finestrini leggermente aperti per un breve periodo.

In questo modo l’aria estremamente calda accumulata nell’auto viene espulsa più rapidamente.

Dopo questa prima fase si chiudono completamente i finestrini e si attiva il ricircolo dell’aria.

Da quel momento il climatizzatore può continuare a raffreddare l’aria che si trova già nell’abitacolo.

La sequenza da ricordare è quindi:

auto rovente → espellere l’aria calda → aria esterna per i primi momenti → chiudere i finestrini → attivare il ricircolo → raggiungere la temperatura desiderata.

Una volta che l’abitacolo è diventato confortevole, non è necessario mantenere necessariamente la ventola alla massima velocità.

Si può ridurre gradualmente il flusso oppure, sulle vetture dotate di climatizzatore automatico, impostare semplicemente la temperatura desiderata e lasciare che il sistema gestisca autonomamente la ventilazione.

Climatizzatore auto: quando conviene utilizzare l’aria esterna

L’aria esterna rimane fondamentale ogni volta che è necessario rinnovare l’aria presente nell’abitacolo.

È particolarmente utile durante i viaggi lunghi, quando nell’automobile sono presenti diversi occupanti oppure quando aumenta l’umidità interna.

Anche in inverno il climatizzatore può essere molto utile.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, l’aria condizionata non serve soltanto a produrre aria fredda: il sistema contribuisce anche alla deumidificazione dell’aria, caratteristica particolarmente utile per contrastare l’appannamento dei vetri.

Il ricircolo, invece, torna vantaggioso quando all’esterno ci sono cattivi odori, traffico intenso, fumo o molta polvere.

Naturalmente l’abitacolo dell’automobile non è completamente isolato dall’ambiente esterno. Il ricircolo non deve quindi essere considerato una barriera totale contro gli agenti inquinanti.

Un ruolo importante viene svolto anche dal filtro abitacolo, spesso chiamato filtro antipolline.

Se il filtro è molto sporco o intasato, il flusso d’aria può diminuire e l’efficienza percepita dell’impianto può peggiorare.

Ricircolo o aria esterna per climatizzatore auto: la regola semplice da ricordare

Alla fine non esiste un vincitore assoluto nella sfida tra ricircolo e aria esterna.

Le due modalità sono progettate per essere utilizzate in momenti differenti.

Quando l’automobile è diventata rovente dopo essere rimasta parcheggiata al sole, conviene prima eliminare l’aria caldissima presente nell’abitacolo.

Dopo i primi minuti, quando l’interno ha iniziato a raffreddarsi, il ricircolo può rendere più efficace il lavoro del climatizzatore, perché permette di continuare a trattare aria già progressivamente raffreddata.

Durante un viaggio lungo, invece, è importante garantire anche un adeguato ricambio dell’aria.

E quando i vetri iniziano ad appannarsi, la priorità assoluta diventa la visibilità: in quel momento bisogna utilizzare la funzione di disappannamento prevista dall’automobile e favorire, quando necessario, l’ingresso di aria esterna.

La regola pratica è quindi molto facile da memorizzare: aria esterna per eliminare inizialmente il caldo accumulato, ricircolo per raffreddare più efficacemente l’abitacolo e nuovo ingresso di aria esterna quando serve ricambio o bisogna gestire l’umidità.

Un piccolo cambiamento nelle abitudini può rendere decisamente più confortevoli i viaggi durante le giornate più calde.

LE OFFERTE DI OGGI

Ricevi le news con WhatsApp
Telegram Messenger Instagram