Ottobre 2, 2022 00:53

Le conseguenze comunicative del lupo decapitato

Arrivano, come prevedibile, le numerose e forti reazioni della community web e social alla macabra uccisione (e reato secondo la legge italiana) del lupo decapitato in Valchiavenna.
La stessa community, fondamentale a livello turistico, per la quale si investono risorse al fine di promuovere la propria località nel corso dell’anno.
Girano sempre più sui social e soprattutto nelle chat messaggi di condanna, meme, foto e rimandi alla condanna del mondo ambientalista (e non solo) al gesto a dir poco eclatante di chi ha deciso di farsi giustizia da sé.
Purtroppo l’ignoranza non è solo quella di chi spara, riportando la scritta del lenzuolo appeso al cartello, ma è anche quella di chi ignora, per l’appunto, cosa succede fuori dalle quattro mura di casa e del paesello quando si fanno certi gesti, che non restano confinati alla provincia. Parliamo di centinaia di migliaia di follower e contatti dei social e siti web nazionali (non locali, quindi turistici) che condannano l’uccisione. Con messaggi come quello che pubblichiamo e che ci è stato inviato decine di volte. Un gesto isolato e folle che danneggia tutti. Lupo, orso o draghi che siano. E che, soprattutto, mortifica il lavoro di tanti, che nulla hanno a che vedere con la decapitazione.

Arriva la denuncia del WWF Italia sul lupo decapitato in Vachiavenna
Un atto criminale e macabro che vede, oltre all’ennesimo delinquenziale episodio di bracconaggio verso il lupo, la triste esibizione della sua testa e un chiaro messaggio contro la presenza del predatore e contro chi cerca di favorire una pacifica coesistenza con le attività umane. Questa la denuncia del WWF Italia, che auspica che le indagini portino ad individuare i responsabili dell’atto criminale, e che finalmente si arrivi a condanne esemplari verso gli autori. Nonostante ancora oggi centinaia di lupi in Italia ogni anno siano vittime di atti di bracconaggio, le condanne ai bracconieri negli ultimi decenni si contano sulle dita di una mano. E l’impunità e la cattiva informazione alimentano questo fenomeno, purtroppo in aumento soprattutto nelle aree di recente ricolonizzazione, dove il lupo è tornato stabilmente solo negli ultimi anni.

Il WWF Italia ribadisce inoltre che le uccisioni non favoriscono la risoluzione della problematica delle predazioni a danno del bestiame domestico, come dimostrato da numerosi studi scientifici internazionali. Uccidere un lupo dunque è, oltre che un atto criminale, anche inutile per risolvere i conflitti con il settore zootecnico.

La strada da seguire è chiara ed occorre un impegno costante da parte di tutti gli attori in gioco (istituzioni locali e nazionali, forze dell’ordine e associazioni di categoria) per liberare completamente il campo dall’illegalità e ottenere così risultati concreti e positivi. Per arrivare ad una pacifica coesistenza occorre lavorare su più fronti. Indagini rapide ed efficaci, punizioni esemplari per gli autori di tali crimini e diffusione di corrette informazioni sulle buone pratiche di convivenza sono i passi fondamentali per combattere l’illegalità e permettere a lupo e comunità umane di coesistere sugli stessi territori.

La notizia del 6 settembre 2022
Gesto macabro e minaccioso quello segnalato stamattina a Samolaco, in Valchiavenna.
Un lenzuolo insanguinato è stato appeso al cartello all’ingresso della frazione Era, insieme alla testa di un lupo. Eloquente la scritta: “i professori parlano, gli ignoranti sparano”.
Il predatore decapitato è stato fatto ritrovare proprio a Samolaco, dove gli avvistamenti notturni e diurni, anche mentre i lupi attraversavano la statale 36, si sono succeduti nel 2022.
Fonte foto: facebook.com/radiotsn

La notizia del 4 marzo 2022
Questa mattina dei lettori iscritti alle news su Telegram ci hanno inviato due video realizzati da auto in transito, che dovrebbero riferirsi all’alba di oggi, mentre riprendono un branco di lupi attraversare la strada statale 36 nella frazione Giumello, nel territorio comunale di Samolaco. A dicembre era stato avvistato un lupo in Val Bregaglia, e notoriamente nel periodo invernale aumentano gli avvistamenti vicino alle case, ma secondo gli enti preposti non è presente nessun pericolo per le persone.
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