Lupi Svizzera – Crollano le predazioni dei lupi nei Grigioni: dimezzati gli attacchi al bestiame
Le predazioni del lupo ai danni degli animali da reddito registrano un netto calo nei Grigioni rispetto agli anni precedenti. A evidenziarlo è il nuovo rapporto trimestrale sui grandi predatori pubblicato dall’Ufficio cantonale per la caccia e la pesca, che conferma una sensibile diminuzione degli attacchi durante la stagione degli alpeggi.
«La differenza rispetto agli anni passati è notevole», ha dichiarato il responsabile cantonale dei grandi predatori, Arno Puorger, sottolineando tuttavia che è ancora prematuro attribuire il fenomeno a una singola causa. Secondo il funzionario, infatti, l’andamento delle predazioni varia sensibilmente di anno in anno ed è influenzato da molteplici fattori, tra cui le misure di protezione delle greggi, la regolazione della popolazione dei lupi, le condizioni climatiche e la disponibilità di prede selvatiche.
Il calo non riguarda esclusivamente i Grigioni. Secondo i dati diffusi dal Gruppo Lupo Svizzera, nelle regioni elvetiche dove sono presenti branchi di lupi sono stati predati 183 animali da reddito, contro i 402 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Le statistiche non includono il Ticino, che non ha ancora reso noti i dati aggiornati.
L’associazione attribuisce questa significativa diminuzione soprattutto al rafforzamento delle misure di protezione delle greggi, come recinzioni elettrificate, cani da guardiania e una migliore gestione degli alpeggi. Il direttore David Gerke, intervistato dalla SRF, ha precisato che la regolazione preventiva dei lupi può offrire benefici a livello locale, ma non rappresenta il principale fattore responsabile del calo delle predazioni su scala nazionale. A sostegno di questa tesi, Gerke evidenzia come la riduzione degli attacchi sia stata osservata anche in aree dove non sono stati abbattuti esemplari di lupo.
Nei Grigioni le vittime principali restano pecore e capre, ma il 5 luglio, in Prettigovia, un lupo ha ucciso anche un bovino. L’episodio ha spinto il Dipartimento cantonale delle infrastrutture, energia e mobilità a richiedere una regolazione del branco interessato. La domanda è stata accolta dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), autorizzando il Cantone ad abbattere fino a due terzi dei cuccioli del branco, che però non sono ancora stati localizzati.
Attualmente nei Grigioni risultano essersi riprodotti soltanto due branchi: quello del Calanda, con sette cuccioli, e il branco Seta, nell’area di Arosa, con sei nuovi esemplari.
Il rapporto dedica spazio anche agli altri grandi predatori presenti sul territorio cantonale. Tra aprile e giugno sono state registrate 58 segnalazioni della presenza dell’orso in Bassa Engadina, concentrate principalmente nei comuni di Zernez e Scuol. Secondo gli esperti, al momento non vi sono elementi che confermino la presenza di due individui distinti.
Per quanto riguarda la lince, gli avvistamenti documentati sono stati 311, confermando una presenza ormai diffusa in gran parte del territorio grigionese. Restano invece poche o assenti le segnalazioni in alcune aree, tra cui Valposchiavo, Hinterrhein e Arosa.
Infine, il rapporto conferma anche la presenza dello sciacallo dorato, specie sempre più osservata in Svizzera. Tracce certe dell’animale sono state rilevate nei comuni di Scuol e Vals, a testimonianza della progressiva espansione di questa specie anche sul territorio grigionese.
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Il Cantone persegue due obiettivi riguardo alla popolazione di lupi. Da un lato si interviene laddove potrebbero sorgere conflitti. Dall’altro si vuole frenare la crescita dinamica della popolazione di lupi.









