13 Aprile 2024 03:15

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Come nacque il lago di Poschiavo

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Come nacque il lago di PoschiavoOrigine del lago di Poschiavo

Questo incantevole lago si erge a 962 metri di altitudine nel cuore della Valposchiavo, circondato da imponenti montagne. Il lago, un bacino naturale d’accumulo, è formato dal fiume Poschiavino. Sulla sua superficie calma e cristallina, le maestose montagne circostanti si specchiano come in uno specchio.

Da Le Prese, una breve passeggiata lungo la ferrovia del Bernina della Ferrovia Retiche conduce all’estremità settentrionale del lago. Altrettanto breve è la passeggiata sul lungolago, parallela alla ferrovia del Bernina, che porta all’estremità meridionale del bacino, alla stazione di Miralago, tanto nominata quanto suggestiva. Da Miralago, guardando verso l’estremità settentrionale del lago, la vista del maestoso Piz Varuna (3453 metri) del Massiccio del Bernina a nord-ovest lascia senza parole. Il periodo ideale per visitare è la primavera o l’autunno, quando sullo sfondo le vette innevate brillano e gli alberi intorno al lago sono in piena fioritura.

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Come nacque il lago di Poschiavo

Una vasta porzione della pendice montuosa si mostra quasi spoglia di alberi, con imponenti pareti di roccia intervallate da ripide distese erbose. Ai piedi di questa notevole scogliera, dove si intravede la vetusta chiesa di San Romerio sul bordo superiore, si estende un ripido pendio ghiaioso, prima che il profilo del terreno torni ad ascendere, formando una dolce montagnola coperta di abeti nota come La Motta.

Un antico cataclisma geologico ha dato origine al lago: in epoche remote, forse preistoriche, 350 milioni di metri cubi di roccia si sono staccati precipitando a valle,.

La frana che ha dato origine alla Mota da Miralago, e successivamente al lago di Poschiavo, ha avuto origine dal versante occidentale, dalla cima Giümelin sul versante ovest.

I detriti si sono accumulati bloccando la valle a Meschino, si sono sollevati formando La Motta e hanno costituito una diga naturale estremamente solida. Le acque sono cresciute finché, trovando una via d’uscita, hanno potuto fluire di nuovo verso l’Adda, erodendo nel tempo parte del deposito di detriti. Così la natura ha mostrato la sua potenza, distruggendo e creando contemporaneamente, donando all’uomo questo magnifico lago che ha fornito pesce, sabbia e legname dopo le inondazioni, consentendo la sopravvivenza alle generazioni di montanari che si sono dimostrate abili navigatori.

Oggi, i tempi sono cambiati e sul lago si susseguono veloci i windsurf e le barche a vela, aggiungendo in estate un ulteriore tocco di colore a un paesaggio già di per sé meraviglioso.

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