Lago che scompare – Il Lago del Zapel o “delle rane” si può ammirare solo per pochi mesi perché a fine estate scompare.
Il viaggio di Leonardo Da Vinci ad Ambria
Come si raggiunge il lago che scompare (o delle rane)
Da Piateda si sale in direzione Ambria, si parcheggia l’auto e si imbocca il sentiero verso sinistra da cui, in trenta minuti circa, si arriva al lago.
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Il Lago Zappello non è un lago perenne, ma un laghetto alpino temporaneo che si forma in fondo alla Val d’Ambria, valle secondaria della Val Venina, nel territorio del comune di Piateda (provincia di Sondrio).
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La sua altezza è circa 1.502 metri sul livello del mare.
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In pratica, durante la primavera e la tarda primavera, grazie allo scioglimento delle nevi e spesso a piogge abbondanti, la depressione naturale si riempie d’acqua e diventa un piccolo “specchio alpino”.
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Però — e qui sta il suo fascino — in estate il lago si prosciuga quasi completamente, diventando spesso una vasta piana erbosa o sassosa. Questo alternarsi acqua / asciutto gli conferisce il soprannome “lago che scompare”.
Per questo motivo, chi desidera vederlo nella sua forma “sotto ai riflessi dell’acqua” deve puntare ai mesi primaverili o subito dopo la neve/precipitazioni abbondanti — non in piena estate, quando spesso non c’è traccia di lago.
Il Lago Zappello è speciale soprattutto per l’atmosfera molto particolare che offre:
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Quando è pieno, circondato dalle montagne delle Orobie (cime come il Pizzo del Diavolo di Tenda, il Pizzo del Salto, il Monte Aga…), crea uno specchio alpino che sembra sospeso nel tempo.
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Quando invece si asciuga, la valle si trasforma: la “riva” sparisce, l’acqua svanisce, e al suo posto rimane una piana erbosa o sassosa, spesso deserta e silenziosa, dando un effetto quasi “surreale”.
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Questa alternanza — acqua/terra, lago/piana — regala al visitatore una sensazione di mistero e bellezza effimera: un lago che appare e scompare, come un “miraggio della montagna”.












