Battaglia più alta – Il monumento ai caduti nella battaglia del San Matteo, la più alta combattuta nel corso della prima guerra mondiale, al passo Gavia, e che fu l’ultima vittoria austro-ungarica del conflitto bellico.
La battaglia ebbe luogo nella tarda estate del 1918 su Punta San Matteo (3.678 metri).
Fino al 1984 è stata la battaglia combattuta a più alta quota nella storia, prima di essere sorpassata dal conflitto del Siachen che in quell’anno si è svolto a 5.600 metri di quota.
L’attacco italiano iniziò il 13 agosto 1918, la riconquista austriaca il 3 settembre 1918.
Il passo Gavia, lungo il fronte della Grande Guerra
La battaglia più alta combattuta nella Grande Guerra
Durante lo scontro gli austro-ungarici persero 17 uomini, gli italiani 10.
Tra questi anche il capitano Arnaldo Berni, che spari tra i ghiacci, il suo corpo non venne più ritrovato.
Il 3 novembre il battaglione Saluzzo si attestò la mattina su punta San Matteo, ma l’armistizio, siglato il giorno stesso alle ore 15 presso Villa Giusti mise fine alla guerra sul fronte italiano, le cui ostilità cessarono il giorno seguente (4 novembre 1918).
Il Passo Gavia è, dopo lo Stelvio, il passo alpino più alto d’Italia (2.652 m s.l.m) e mette in collegamento la Valtellina con Ponte di Legno, in provincia di Brescia.
Da S. Caterina Valfurva la salita che conduce al Passo Gavia guadagna circa 900 metri di dislivello in poco più di 13 chilometri, con una pendenza media del 6.5% e con diversi tratti semplici e pedalabili intervallati con altri decisamente impegnativi. Il versante bresciano da Ponte di Legno, invece, è il più difficile: lungo i 18 km di strada infatti si raggiunge anche una pendenza del 12% con un dislivello complessivo di circa 1.380 metri.












