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Dal 15 ottobre cambia tutto per questi impianti a biomassa in Lombardia: cosa bisogna sapere

impianti a biomassa Lombardia

Dal 15 ottobre 2026 cambiano le regole per una parte degli impianti a biomassa in Lombardia. Una data importante, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione fredda e della riaccensione degli impianti di riscaldamento. Ma attenzione: la novità non riguarda indistintamente tutte le stufe a pellet, i caminetti e le caldaie a legna presenti nelle abitazioni lombarde. È proprio questo uno degli aspetti che rischia di creare maggiore confusione tra proprietari di casa, amministratori di condominio e gestori degli impianti.

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Impianti a biomassa, cosa succede dal 15 ottobre 2026 in Lombardia

La data da segnare sul calendario è 15 ottobre 2026. Da quel giorno diventano applicabili in Lombardia i nuovi requisiti emissivi e impiantistici previsti per gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.

Le nuove disposizioni derivano dalla DGR Lombardia XII/3649 del 16 dicembre 2024, provvedimento che interviene sulle condizioni per l’installazione e l’esercizio di questa categoria di impianti. La piena efficacia della delibera è stata successivamente confermata dal decreto regionale n. 5817 del 23 aprile 2025.

La distinzione sulla potenza è fondamentale. Quando si legge che “dal 15 ottobre cambiano le regole per gli impianti a biomassa”, infatti, si potrebbe facilmente pensare che qualsiasi famiglia dotata di una stufa a pellet o di un piccolo generatore domestico debba necessariamente sostituirlo. Non è così.

La scadenza del 15 ottobre 2026 riguarda gli impianti con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. Parliamo quindi di una categoria che può comprendere, per esempio, impianti di dimensioni maggiori utilizzati per riscaldare edifici, condomini, strutture o utenze con fabbisogni termici più elevati.

Per questi impianti la Lombardia introduce requisiti emissivi più stringenti, nell’ambito delle politiche regionali rivolte alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. La combustione della biomassa legnosa, infatti, rappresenta uno dei settori sui quali da anni la Regione interviene con regole specifiche riguardanti installazione, utilizzo, manutenzione e caratteristiche dei generatori.

Il punto centrale della nuova disciplina è proprio il contenimento delle emissioni. Tra i parametri considerati rientrano particolato e Carbonio Organico Totale (COT), con requisiti che devono essere verificati in relazione alle caratteristiche dell’impianto e alle condizioni previste dalla normativa regionale.

Per chi possiede o gestisce un impianto sopra i 35 kW, quindi, non conviene aspettare l’ultimo momento: prima della piena stagione di riscaldamento è opportuno verificare con un tecnico qualificato la situazione dell’impianto, la documentazione disponibile e l’applicabilità dei nuovi requisiti.

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È probabilmente la domanda che interessa maggiormente i cittadini: chi possiede una normale stufa a pellet deve cambiarla dal 15 ottobre 2026?

La risposta non può essere data guardando soltanto alla data, perché bisogna prima verificare la tipologia e soprattutto la potenza dell’impianto.

La nuova scadenza del 15 ottobre 2026 non introduce un divieto generalizzato per tutte le stufe e tutti i caminetti domestici. Il provvedimento riguarda espressamente gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.

Per questo motivo, chi utilizza una comune stufa domestica non dovrebbe partire dal presupposto di doverla necessariamente sostituire a ottobre. Deve invece verificare quali disposizioni siano applicabili al proprio apparecchio.

C’è inoltre un’altra data importante. Per le caldaie ad uso civile alimentate a biomassa con potenza termica al focolare inferiore o uguale a 35 kW, Regione Lombardia ha approvato una disciplina specifica con la DGR XII/4720 del 14 luglio 2025. I nuovi requisiti previsti da questo provvedimento decorrono dal 15 ottobre 2027.

In altre parole, 15 ottobre 2026 e 15 ottobre 2027 non sono la stessa scadenza e non riguardano esattamente gli stessi impianti.

Naturalmente questo non significa che fino al 2027 per le stufe e gli altri generatori domestici non esistano regole. In Lombardia sono già in vigore disposizioni relative alle caratteristiche ambientali dei generatori, all’installazione, all’esercizio e alla manutenzione degli impianti a biomassa.

Esistono inoltre specifiche esclusioni e deroghe previste dalla disciplina regionale. Tra i casi contemplati figurano, a determinate condizioni, caminetti e impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per finalità ricreative e alcuni impianti storici.

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Per capire se un apparecchio possa essere utilizzato regolarmente, quindi, non basta sapere che brucia pellet o legna. Bisogna conoscere almeno la sua potenza, la tipologia del generatore, l’anno e le condizioni di installazione e verificare la documentazione dell’impianto.

Controlli e multe: cosa rischia chi non rispetta le regole

La normativa lombarda sugli impianti a biomassa non si limita a indicare requisiti tecnici. Sono previsti anche controlli e sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni.

Secondo le indicazioni regionali, i controlli sugli impianti termici vengono effettuati dalle Province nei Comuni con popolazione inferiore a 40.000 abitanti e direttamente dai Comuni quando la popolazione supera i 40.000 abitanti.

La sanzione prevista dalla normativa regionale in caso di inosservanza delle disposizioni può andare da 500 a 5.000 euro.

Ecco perché, soprattutto per chi gestisce un impianto di potenza superiore a 35 kW, la verifica preventiva diventa particolarmente importante. La prima informazione da recuperare è la potenza termica al focolare del generatore. Successivamente è opportuno controllare la documentazione tecnica, la situazione dell’impianto e gli eventuali interventi necessari per rispettare i requisiti applicabili.

Un altro elemento da non dimenticare è il CURIT, il Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici, utilizzato in Lombardia per il censimento e la gestione delle informazioni relative agli impianti. Anche le attività di manutenzione rientrano nel sistema di tracciamento previsto dalla disciplina regionale.

Le regole sulle biomasse si inseriscono infatti in una strategia più ampia per migliorare la qualità dell’aria. Legna, pellet e cippato sono fonti rinnovabili, ma la loro combustione può produrre emissioni significative, soprattutto quando vengono utilizzati generatori poco efficienti, combustibili non adeguati o impianti che non sono correttamente installati e mantenuti.

La Regione ha progressivamente rafforzato i requisiti proprio per ridurre l’impatto del riscaldamento a biomassa sulla qualità dell’aria, un tema particolarmente rilevante nel territorio lombardo e più in generale nel Bacino Padano.

Cosa controllare prima del 15 ottobre 2026

Per evitare equivoci, la cosa più importante è quindi non interpretare il 15 ottobre 2026 come una sorta di “messa al bando” generale delle stufe a pellet o dei caminetti.

Chi possiede un impianto a biomassa può partire da alcuni controlli essenziali:

verificare la potenza termica al focolare, controllare la documentazione dell’apparecchio, verificare che manutenzioni e registrazioni previste siano state effettuate e, quando necessario, rivolgersi a un tecnico abilitato per accertare la conformità dell’impianto.

Se la potenza è superiore a 35 kW, la data del 15 ottobre 2026 assume particolare rilevanza perché entrano in applicazione i nuovi requisiti previsti dalla DGR XII/3649.

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Se invece si tratta di una caldaia a biomassa con potenza inferiore o uguale a 35 kW, bisogna tenere presente anche la successiva scadenza del 15 ottobre 2027, prevista dalla DGR XII/4720.

La differenza è tutt’altro che secondaria. Parlare genericamente di “nuove regole per tutte le stufe dal 15 ottobre” rischia infatti di creare allarmismo e di far pensare a migliaia di famiglie di dover sostituire immediatamente apparecchi che appartengono invece a categorie differenti.

La potenza dell’impianto è quindi il primo dato da controllare. In caso di dubbi, soprattutto per impianti centralizzati o generatori di maggiore potenza, la soluzione più prudente è far verificare la situazione da un professionista qualificato prima dell’avvio della stagione termica.

Una cosa, però, è certa: dal 15 ottobre 2026 in Lombardia scatterà una nuova fase della disciplina sugli impianti a biomassa sopra i 35 kW, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e rendere progressivamente più pulito il riscaldamento alimentato con biomassa.

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