Camini aperti in Lombardia: esiste davvero un nuovo divieto nel 2026?
Negli ultimi mesi si è tornati a parlare con insistenza dei divieti per i camini aperti in Lombardia, tanto che molti proprietari di casa si stanno chiedendo se nel 2026 sia diventato completamente illegale accendere il tradizionale camino a legna.
La situazione, però, è più articolata. Non è corretto parlare di un divieto generalizzato che renda automaticamente inutilizzabile qualsiasi camino aperto presente in Lombardia. Le norme regionali distinguono infatti tra tipologie di generatori, caratteristiche dell’impianto, classe emissiva e modalità con cui il camino viene effettivamente utilizzato.
Le limitazioni sono state introdotte soprattutto per ridurre le emissioni di PM10 e di altre sostanze inquinanti prodotte dalla combustione della biomassa legnosa, particolarmente problematiche durante i mesi più freddi.
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Quali generatori a legna sono vietati?
Le limitazioni permanenti previste in Lombardia riguardano in particolare i generatori di calore alimentati a biomassa appartenenti alle classi ambientali più basse.
In linea generale, è vietato utilizzare i generatori classificati 0, 1 o 2 stelle, salvo le specifiche esclusioni e deroghe previste dalla normativa.
Per le nuove installazioni sono invece richieste prestazioni ambientali decisamente più elevate. I requisiti possono cambiare anche in funzione dell’altitudine del Comune nel quale viene installato l’apparecchio.
L’obiettivo è favorire progressivamente l’utilizzo di stufe, caldaie e caminetti più efficienti e meno inquinanti, riducendo il contributo della combustione domestica della legna all’inquinamento atmosferico.
Un vecchio camino aperto deve essere eliminato?
È proprio su questo punto che nasce uno degli equivoci più frequenti.
Possedere un vecchio camino aperto non significa necessariamente essere obbligati a demolirlo, murarlo oppure sostituirlo immediatamente con un nuovo apparecchio.
Bisogna infatti distinguere tra la semplice presenza del camino nell’abitazione e il suo utilizzo come sistema di riscaldamento.
La disciplina regionale prevede una specifica esclusione dall’obbligo di disattivazione per camini e impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi e non per l’abituale riscaldamento dell’abitazione.
Si tratta di una distinzione fondamentale.
Accendere occasionalmente il camino durante una serata invernale non equivale necessariamente a utilizzare quello stesso focolare ogni giorno per riscaldare la casa.
Uso occasionale e riscaldamento abituale non sono la stessa cosa
Il concetto di utilizzo saltuario diventa quindi particolarmente importante per chi possiede un camino tradizionale.
Se il camino viene utilizzato esclusivamente in maniera occasionale e ricreativa e rientra nelle condizioni previste dalla normativa, la situazione è differente rispetto a quella di un apparecchio utilizzato quotidianamente come fonte principale o abituale di riscaldamento.
Diversamente, se un vecchio camino viene utilizzato regolarmente per riscaldare l’abitazione, occorre verificare attentamente le caratteristiche dell’impianto e le limitazioni applicabili.
Sono inoltre previste particolari disposizioni per alcuni impianti storici situati all’interno di edifici sottoposti a tutela, sempre nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa.
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Per capire se un camino possa essere utilizzato, quindi, non basta chiedersi se sia semplicemente “aperto” oppure “chiuso”. È necessario valutare potenza, tipologia dell’impianto, modalità di utilizzo, eventuale classificazione ambientale e presenza di deroghe o esclusioni.
Camini aperti Lombardia: cosa cambia dal 1° ottobre 2026 con le misure antismog
Un altro elemento importante riguarda le misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria.
Durante la stagione fredda, infatti, alle limitazioni permanenti possono aggiungersi ulteriori restrizioni quando vengono registrate concentrazioni elevate di PM10.
Per la stagione 2026-2027, le misure temporanee interessano il periodo compreso tra 1° ottobre e 31 marzo.
Il sistema prevede differenti livelli di intervento collegati al numero di giorni consecutivi nei quali viene superato il valore limite giornaliero previsto per il PM10.
Quando vengono raggiunte determinate condizioni, possono quindi entrare in vigore restrizioni aggiuntive sull’utilizzo dei generatori alimentati a biomassa.
Perché bisogna controllare le allerte PM10
Questo significa che chi possiede una stufa o un camino non dovrebbe limitarsi a verificare una sola volta se il proprio apparecchio può essere utilizzato.
Durante l’inverno bisogna considerare anche l’eventuale attivazione delle misure temporanee antismog.
In presenza di livelli elevati di inquinamento atmosferico, infatti, le restrizioni possono diventare più severe e interessare determinate categorie di generatori domestici alimentati a biomassa, soprattutto quando nell’abitazione è disponibile un sistema alternativo di riscaldamento.
È proprio questa sovrapposizione tra limitazioni permanenti e misure temporanee a generare spesso confusione.
Una cosa sono le regole valide normalmente durante l’anno; un’altra sono le limitazioni supplementari che possono essere attivate quando la qualità dell’aria peggiora.
Bruciare legna nel camino e bruciare ramaglie non è la stessa cosa
Bisogna inoltre evitare di confondere le regole relative ai camini domestici con quelle riguardanti la combustione all’aperto di residui vegetali.
Bruciare ramaglie, foglie o altri residui vegetali all’aperto rappresenta una fattispecie differente rispetto all’utilizzo di un camino all’interno dell’abitazione.
Anche l’abbruciamento dei materiali vegetali è soggetto a specifiche limitazioni e, durante l’attivazione delle misure temporanee per la qualità dell’aria, possono essere previste restrizioni particolarmente severe sulla combustione all’aperto, salvo le eccezioni contemplate dalla normativa.
Di conseguenza, quando si parla genericamente di “divieto di bruciare legna in Lombardia”, è sempre necessario capire a quale attività si faccia realmente riferimento.
Camini aperti Lombardia: cosa succede dal 15 ottobre 2026
Un’altra data importante è il 15 ottobre 2026.
Da questa data entrano in applicazione nuovi requisiti emissivi e impiantistici previsti dalla disciplina regionale per alcune categorie di impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW.
Anche in questo caso bisogna evitare interpretazioni eccessivamente allarmistiche.
Questa scadenza non equivale a un divieto generalizzato dei piccoli camini aperti presenti nelle abitazioni private. Si riferisce infatti a una specifica categoria di impianti caratterizzata da potenze decisamente superiori rispetto a quelle di molti apparecchi domestici.
Per altre categorie di generatori sono inoltre previste scadenze differenti.
Prima di concludere che una nuova norma renda inutilizzabile il proprio camino, quindi, è fondamentale verificare a quale tipologia e potenza di impianto si riferisca effettivamente il provvedimento.
Posso ancora accendere i camini aperti in Lombardia?
Arriviamo quindi alla domanda principale: nel 2026 posso ancora accendere un camino aperto in Lombardia?
La risposta dipende dalle caratteristiche dell’impianto e soprattutto dall’utilizzo che ne viene fatto.
Se parliamo di un camino con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzato soltanto saltuariamente per finalità ricreative e non come sistema abituale di riscaldamento, la disciplina regionale prevede una specifica esclusione dall’obbligo di disattivazione.
Questo è uno degli aspetti più importanti per chi possiede un tradizionale camino aperto.
Diversa è invece la situazione di chi utilizza quotidianamente un vecchio apparecchio a legna come vera e propria fonte di riscaldamento.
In questo caso bisogna verificare con maggiore attenzione potenza, caratteristiche tecniche, eventuale classe ambientale e conformità alle disposizioni regionali.
Attenzione alla classe ambientale del generatore
Per gli apparecchi soggetti alla classificazione ambientale, la classe a stelle rappresenta uno dei principali elementi da controllare.
La Lombardia ha progressivamente limitato l’utilizzo degli apparecchi più inquinanti e le restrizioni permanenti interessano i generatori appartenenti alle classi ambientali più basse.
Chi possiede una stufa a legna, una stufa a pellet, un termocamino oppure un altro generatore a biomassa dovrebbe quindi verificare la documentazione dell’apparecchio e la relativa classificazione ambientale.
Se la documentazione non è disponibile oppure l’impianto è particolarmente vecchio, può essere opportuno rivolgersi a un tecnico abilitato o a un manutentore qualificato per identificare correttamente l’apparecchio e capire quali disposizioni siano applicabili.
CURIT, manutenzione e controlli sui camini
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda gli obblighi collegati alla gestione e manutenzione degli impianti termici alimentati a biomassa.
In Lombardia il CURIT, Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici, rappresenta il sistema di riferimento per la gestione delle informazioni relative agli impianti soggetti agli obblighi regionali.
A seconda della tipologia e delle caratteristiche dell’impianto, anche apparecchi alimentati a biomassa possono rientrare negli obblighi previsti per gli impianti termici.
La Regione ha inoltre introdotto specifici adempimenti riguardanti l’attività degli spazzacamini e la pulizia delle canne fumarie, con registrazione delle operazioni nei casi previsti.
La manutenzione non deve essere considerata solamente un obbligo burocratico. Una canna fumaria correttamente pulita e un apparecchio mantenuto in buone condizioni contribuiscono infatti a migliorare la combustione, ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza dell’impianto.
Quali sono le sanzioni?
Ignorare le limitazioni sull’utilizzo degli apparecchi a biomassa può avere conseguenze economiche importanti.
Per le violazioni delle disposizioni regionali applicabili agli impianti alimentati a biomassa sono previste sanzioni amministrative che possono arrivare a diverse migliaia di euro, secondo quanto stabilito dalla normativa regionale.
Per questo motivo non conviene basarsi semplicemente sul fatto che “il camino è sempre stato utilizzato”.
Un impianto installato molti anni fa può infatti essere soggetto alle regole ambientali attualmente in vigore, soprattutto quando viene utilizzato abitualmente come generatore di calore.
Cosa deve fare chi possiede un vecchio camino aperto
Chi possiede un vecchio camino dovrebbe innanzitutto evitare due errori opposti.
Il primo è pensare che qualsiasi camino aperto sia ormai vietato in Lombardia.
Il secondo è credere che un camino possa essere utilizzato senza alcuna limitazione soltanto perché è stato costruito molti anni fa.
La cosa migliore è verificare innanzitutto la potenza al focolare dell’impianto e capire se il camino viene utilizzato saltuariamente oppure come sistema abituale di riscaldamento.
Successivamente è opportuno controllare l’eventuale classificazione ambientale dell’apparecchio e verificare se siano attive misure temporanee antismog nel territorio interessato.
Per gli impianti più vecchi o privi di documentazione tecnica può essere utile richiedere una verifica a un professionista qualificato.
I camini aperti in Lombardia non sono tutti vietati
Dire semplicemente che “dal 2026 sono vietati i camini aperti in Lombardia” è quindi impreciso.
La normativa regionale è più articolata e distingue tra tipologie di impianti, potenza, classe ambientale, modalità di utilizzo e situazioni nelle quali vengono attivate misure temporanee contro l’inquinamento atmosferico.
Un punto particolarmente importante riguarda i camini fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi, per i quali sono previste specifiche condizioni di esclusione dall’obbligo di disattivazione.
La situazione cambia quando la legna viene utilizzata come fonte abituale di riscaldamento oppure quando si utilizzano generatori appartenenti alle classi ambientali soggette alle limitazioni regionali.
A tutto questo si aggiungono le misure temporanee antismog, che durante la stagione fredda possono introdurre ulteriori restrizioni in presenza di concentrazioni elevate di PM10.
Prima di accendere un vecchio camino, quindi, è consigliabile controllare caratteristiche e potenza dell’impianto, modalità di utilizzo, eventuale classe ambientale e misure antismog attive.
Il punto fondamentale è semplice: possedere un camino aperto non significa automaticamente doverlo eliminare, ma poterlo utilizzare dipende dalle caratteristiche dell’impianto e dalle condizioni previste dalla normativa lombarda vigente.








