Il cortocircuito sociale e culturale della domenica

I social network sono una fonte infinita di spam, stupidaggini e contenuti senza valore, ma anche di incredibili opportunità e informazioni preziose.

Infatti, grazie a quello che migliaia di persone postano da Facebook a Twitter, passando da TikTok e chi più ne più ne metta non passa fine settimana che si assiste ,sempre di più e non solo in provincia di Sondrio ovviamente, ma qui è forse in parte più evidente per la concentrazione delle strutture, alla desertificazione domenicale di non pochi paesi e città, anche e soprattutto nelle vie centrali. Brulicanti di persone nel resto della settimana quando sono aperti i negozi, disponibili i servizi e non mancano le occasioni di svago.

Sempre più spesso capita di osservare la domenica, tanti, troppi paesi o piccole cittadine praticamente deserte e parcheggi degli ipermercati (e attività simili) pieni. Tanto che quando qualcuno ha provato a mettere qualche limite sulle aperture festive dei centri commerciali è stato unanime il richiamo al fatto che la domenica queste attività registrano il fatturato più alto della settimana e che le conseguenze di uno stop domenicale sarebbero anche occupazionali.

Immagini che ormai da tempo non più solo appannaggio delle grandi città metropolitane e che forse potrebbero essere uno spunto per una riflessione più ampia. Anche sul ruolo del turismo e commercio nella società e nell’agenda politica. Tra una rotonda e l’altra.

Per quello che è un palese cortocircuito economico, sociale e culturale dei nostri tempi, che si abbina anche al paradosso di non pochi Infopoint chiusi proprio e solo la domenica. Ma lo stesso si potrebbe dire anche per alcuni musei e luoghi turistici per cui il gioco non vale la candela, evidentemente.

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