I paesi fantasma nascosti tra le montagne di Sondrio
Quando si parla di paesi fantasma della provincia di Sondrio, vengono subito in mente vecchie case in pietra, mulattiere solitarie e piccoli villaggi nei quali sembra che il tempo si sia fermato. Tra Valtellina, Valchiavenna e le numerose valli laterali esistono diversi nuclei che, soprattutto nel corso del Novecento, hanno conosciuto un progressivo spopolamento.
Non tutti, però, possono essere considerati completamente abbandonati. Alcuni sono borghi ormai privi di residenti permanenti, altri tornano a vivere durante l’estate, mentre in altri ancora rimangono pochissimi abitanti. Tra i nomi più interessanti troviamo Savogno, Dasile, Sostila e Scilironi, ai quali viene spesso associata anche Codera, nonostante quest’ultima conservi ancora una piccola comunità.
La causa principale dello spopolamento è legata alle profonde trasformazioni della società alpina. Per secoli vivere sui versanti montani e spostarsi attraverso sentieri e mulattiere rappresentava la normalità. Con l’arrivo delle automobili, lo sviluppo industriale e la concentrazione dei servizi nel fondovalle, molte famiglie decisero invece di trasferirsi verso località più facilmente raggiungibili.
Oggi questi antichi nuclei costituiscono un patrimonio storico e culturale straordinario. Case, fienili, chiese, fontane e terrazzamenti raccontano ancora la quotidianità delle comunità che hanno vissuto per generazioni grazie all’agricoltura, all’allevamento e alle risorse della montagna.
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Savogno e Dasile: due borghi sospesi nel tempo
Uno dei più conosciuti borghi fantasma della provincia di Sondrio è sicuramente Savogno, frazione montana del comune di Piuro. Il paese conserva magnificamente l’aspetto di un tradizionale villaggio alpino, con case in pietra, tetti in piode, strette viuzze e antichi edifici rurali.
La sua caratteristica più particolare è l’assenza di una normale strada carrozzabile. Savogno si raggiunge infatti a piedi attraverso un percorso caratterizzato da una lunga successione di gradini. Una volta arrivati, il panorama e l’atmosfera del borgo ripagano ampiamente la fatica.
Savogno ha conosciuto un forte spopolamento durante il Novecento, ma definirlo oggi completamente abbandonato sarebbe inesatto. Il paese viene frequentato da escursionisti, proprietari di abitazioni e visitatori e conserva strutture dedicate all’accoglienza. Rimane comunque uno degli esempi più suggestivi di antico borgo alpino della Valchiavenna.
Poco distante si trova Dasile, un piccolo nucleo situato a oltre mille metri di quota. Meno conosciuto rispetto a Savogno, conserva un’atmosfera ancora più tranquilla e isolata. Il borgo è formato da vecchie abitazioni, edifici rurali e dalla caratteristica chiesa dedicata a San Giovanni Battista.
Dasile è particolarmente interessante per chi desidera scoprire la montagna autentica della provincia di Sondrio, lontano dalle località più frequentate. Anche in questo caso, più che di completo abbandono, è corretto parlare di un borgo fortemente spopolato e utilizzato soprattutto in determinati periodi dell’anno.
Sostila: il borgo dimenticato della Val Fabiòlo
Tra i luoghi che maggiormente ricordano l’immagine classica di un paese fantasma troviamo Sostila, frazione montana del comune di Forcola. Il piccolo borgo si trova nella Val Fabiòlo, una valle laterale della Val Tartano caratterizzata da boschi, pareti rocciose e antichi percorsi.
Sostila non è raggiungibile direttamente in automobile e per arrivarci bisogna percorrere un sentiero. Questa condizione di isolamento ha contribuito allo spopolamento del paese, che oggi non possiede una popolazione residente stabile, pur non essendo completamente dimenticato.
Le abitazioni in pietra, le strette vie e l’ambiente naturale circostante creano un’atmosfera particolarmente suggestiva. Alcune case vengono ancora mantenute dai proprietari e in determinate occasioni il borgo torna a essere frequentato.
Sostila rappresenta quindi perfettamente il significato che il termine “paese fantasma” assume sulle Alpi: non necessariamente un luogo distrutto e dimenticato, ma un antico centro abitato nel quale la vita quotidiana si è progressivamente trasferita altrove.
Scilironi e le contrade abbandonate di Spriana
Un’altra località poco conosciuta ma estremamente interessante è Scilironi, antico nucleo rurale situato nell’area di Spriana, alle porte della Valmalenco. Il villaggio è stato costruito adattandosi a un terreno fortemente inclinato e conserva numerosi elementi dell’architettura tradizionale valtellinese.
Tra le vecchie abitazioni si possono osservare scalinate, cortili, passaggi in pietra e caratteristici ballatoi in legno. Oggi il nucleo risulta quasi completamente abbandonato e rappresenta una testimonianza preziosa della vita contadina che un tempo caratterizzava questi versanti.
Nella zona di Spriana si trovano inoltre altre antiche contrade e piccoli gruppi di case, testimonianza di un territorio che in passato era molto più popolato rispetto a oggi. Sono luoghi poco conosciuti dal turismo tradizionale e proprio per questo particolarmente affascinanti.
Codera: isolato, ma non realmente abbandonato
Tra i paesi fantasma di Sondrio viene spesso citata anche Codera, nel territorio di Novate Mezzola. In questo caso, però, è necessaria una precisazione importante: Codera non è un vero paese abbandonato.
Il borgo è infatti ancora abitato da una piccola comunità e conserva attività e strutture legate all’accoglienza e alla storia della valle. La sua particolarità è piuttosto quella di essere raggiungibile esclusivamente a piedi, non essendo collegato al fondovalle da una normale strada carrozzabile.
Visitare Codera permette quindi di comprendere come poteva funzionare una comunità alpina tradizionale e rappresenta un’esperienza molto diversa rispetto alla visita di un borgo completamente disabitato.
Visitare i paesi fantasma della Valtellina
Esplorare Savogno, Dasile, Sostila, Scilironi e gli altri borghi abbandonati della provincia di Sondrio significa scoprire una Valtellina diversa da quella delle piste da sci e delle località turistiche più famose.
Prima di partire è comunque importante controllare condizioni e difficoltà dei sentieri, utilizzare calzature adeguate e considerare che molte abitazioni, anche quando sembrano abbandonate, sono proprietà private.
Questi luoghi devono essere visitati con rispetto, senza entrare negli edifici chiusi o danneggiare le strutture. È proprio la loro fragilità a renderli così preziosi: sono piccoli frammenti della storia della montagna valtellinese, rimasti silenziosamente sospesi tra passato e presente.













