Gallerie della SS 36: dopo le Olimpiadi riemerge il problema della rete
Settembre è tradizionalmente il mese della ripartenza. Dopo la pausa estiva, imprese, professionisti e lavoratori tornano a muoversi a pieno ritmo e anche le principali arterie tra Lecco, l’Alto Lago e la Valtellina tornano a essere percorse quotidianamente da migliaia di persone.
Con la ripresa delle attività riemerge però un problema che si sperava definitivamente superato: la difficoltà di utilizzare regolarmente il telefono cellulare e la connessione dati in diversi tratti in galleria delle Strade Statali 36 e 38.
Un problema particolarmente evidente lungo la direttrice della SS36 tra Lecco e Colico, dove la presenza di numerose gallerie può trasformare una parte significativa del viaggio in un lungo periodo nel quale telefonare, ricevere chiamate o utilizzare normalmente i servizi online diventa difficile o impossibile.
La questione non può essere considerata una semplice scomodità. Per chi percorre queste strade per motivi professionali, infatti, la connettività rappresenta ormai una vera infrastruttura di servizio. Non significa ovviamente utilizzare il telefono mentre si guida, ma consentire ai passeggeri di lavorare, comunicare e sfruttare produttivamente il tempo trascorso in viaggio.
Ed è proprio per questo che la situazione appare ancora più difficile da comprendere dopo gli investimenti realizzati in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.
Galleria Monte Piazzo, allarme sulla SS36: il futuro passa da una nuova variante
Una connettività nelle gallerie della SS 36 che doveva diventare parte della legacy olimpica
Negli incontri e nelle comunicazioni che hanno preceduto le Olimpiadi si è parlato ripetutamente di legacy olimpica, cioè di quell’insieme di infrastrutture e servizi destinati a rimanere sul territorio anche dopo la conclusione dell’evento.
Tra questi interventi figurava anche il miglioramento della copertura radio e telefonica nelle gallerie della SS 36 e della SS 38, con nuovi apparati destinati alla ripetizione del segnale mobile e interventi collegati alla sicurezza e alle comunicazioni di emergenza.
Nel febbraio 2026 era stata inoltre annunciata pubblicamente l’attivazione della copertura telefonica nelle gallerie delle due statali, anche se per alcuni tratti e operatori erano previste successive attivazioni.
Durante il periodo olimpico, pur con qualche difficoltà, la situazione era sembrata migliorare. Proprio per questo oggi le segnalazioni di una copertura nuovamente insufficiente o discontinua pongono una domanda inevitabile: che cosa è successo?
L’obiettivo degli investimenti olimpici non poteva essere semplicemente garantire un servizio migliore durante le settimane dei Giochi. La vera sfida era utilizzare quell’occasione per modernizzare definitivamente un territorio nel quale la mobilità stradale continua ad avere un ruolo fondamentale.
La parola “legacy” ha senso soltanto se ciò che viene realizzato continua a funzionare quando l’evento è terminato.
SS36 Lecco-Colico, gli errori che trasformano un piccolo rallentamento in chilometri di coda
Per imprese e lavoratori non è un servizio accessorio
La questione riguarda direttamente la competitività del territorio. Ogni giorno imprenditori, tecnici, commerciali, professionisti e lavoratori percorrono la SS36 e la SS38 per spostarsi tra Lecco, l’Alto Lago, la Valtellina e il resto della Lombardia.
In un contesto geografico nel quale gli spostamenti possono richiedere molto tempo, poter rimanere connessi significa rendere almeno parzialmente produttive le ore trascorse sulla strada.
Una telefonata di lavoro, una comunicazione urgente, una mail o un messaggio possono avere un’importanza concreta. Perdere completamente la connessione per lunghi tratti significa creare un limite che altre infrastrutture moderne non dovrebbero più avere.
Lo stesso vale naturalmente per chi viaggia per turismo o per ragioni personali. Una destinazione che vuole essere moderna e attrattiva deve poter garantire servizi digitali adeguati anche lungo le principali vie di accesso.
Gli investimenti collegati alle Olimpiadi hanno rappresentato un’occasione straordinaria proprio per colmare alcuni ritardi infrastrutturali. Ora è necessario evitare che, terminato l’evento, si torni semplicemente alle condizioni precedenti.
Una questione anche di sicurezza
C’è poi un altro elemento fondamentale: la sicurezza.
La copertura telefonica all’interno delle gallerie non serve soltanto a lavorare o comunicare durante un viaggio. In presenza di un incidente, un guasto o una situazione di emergenza, poter utilizzare rapidamente il telefono può diventare estremamente importante.
Non a caso gli interventi previsti in vista delle Olimpiadi comprendevano anche sistemi di comunicazione dedicati alle forze dell’ordine e verifiche dei dispositivi SOS presenti lungo le infrastrutture.
Connettività e sicurezza, quindi, non possono essere considerate due questioni separate.
Proprio per questo sarebbe utile conoscere con precisione quale sia oggi il livello effettivo di copertura nelle gallerie della SS36 e della SS38, eventualmente distinguendo tra i diversi operatori telefonici, e comprendere se le attuali difficoltà dipendano da guasti, manutenzioni, problemi tecnici o altre cause.
Ora servono risposte e tempi certi
La domanda da rivolgere ai soggetti coinvolti è semplice: quando sarà garantita una copertura telefonica stabile e continuativa nelle gallerie della SS36 e della SS38?
Dopo investimenti, lavori e annunci legati a Milano Cortina 2026, sarebbe sconfortante scoprire che un servizio considerato parte dell’eredità olimpica non riesca a funzionare stabilmente una volta terminato l’evento.
Non si tratta di pretendere qualcosa di straordinario. Si chiede semplicemente che una delle principali direttrici della Lombardia settentrionale possa offrire una connettività adeguata alle esigenze di cittadini, imprese, lavoratori e turisti.
Gli investimenti olimpici hanno indubbiamente contribuito a rendere il territorio più moderno e attrattivo. Ora, però, occorre fare in modo che quei benefici siano realmente duraturi.
Perché la vera legacy delle Olimpiadi non si misura durante i Giochi, ma negli anni successivi. E attraversare le gallerie tra Lecco, Colico e la Valtellina senza poter comunicare normalmente non può essere considerato il futuro di un territorio che punta su competitività, turismo, innovazione e sicurezza.











