In inverno, molti automobilisti si trovano a dover affrontare una questione che rischia di recare grossi danni alla tua auto.
L’errore più comune, quello di lasciare il motore acceso al minimo per farlo scaldare, non solo comporta un aumento dei consumi e delle emissioni inquinanti, ma accelera anche l’usura delle componenti meccaniche. Ecco perché, nel 2026, le raccomandazioni degli esperti si sono consolidate nel consigliare un diverso approccio, che tenga conto delle innovazioni tecnologiche e delle caratteristiche specifiche delle diverse categorie di veicoli.
Negli ultimi anni, i progressi tecnologici hanno rivoluzionato il funzionamento dei motori a combustione interna. Le centraline elettroniche e i sistemi di iniezione computerizzata monitorano continuamente il funzionamento del motore, regolando in tempo reale il rapporto aria-carburante per ottimizzare la combustione sin dai primi istanti di avviamento. Questo significa che non è più necessario lasciare l’auto al minimo per lunghi minuti: al contrario, è preferibile partire subito, mantenendo una guida dolce e moderata fino al raggiungimento della temperatura ideale.
L’abitudine di far scaldare il motore al minimo, in uso fino a qualche decennio fa, oggi risulta controproducente. Durante il minimo, infatti, la combustione è meno efficiente e parte del carburante tende a depositarsi sulle pareti dei cilindri, riducendo le capacità lubrificanti dell’olio motore e accelerando l’usura delle parti interne. Inoltre, l’olio non raggiunge immediatamente la viscosità ottimale, causando maggior attrito tra le componenti metalliche e un più rapido degrado del motore stesso.
La guida ideale in inverno: prudenza e attenzione ai dettagli
Le case automobilistiche e gli esperti consigliano dunque una procedura semplice ma efficace: dopo l’avviamento, attendere circa 30 secondi per verificare che tutto sia in ordine e poi partire mantenendo una velocità moderata. È importante evitare accelerazioni brusche e carichi eccessivi fino a quando il motore non si riscalda completamente, così da ridurre sia l’usura meccanica sia le emissioni nocive.
Un’eccezione è rappresentata dalle situazioni in cui è necessario sbrinare i cristalli: in questi casi, è accettabile tenere il motore al minimo per pochi minuti, ma soltanto per garantire la sicurezza e la visibilità. In ogni altro caso, il riscaldamento prolungato al minimo è una pratica superata e dannosa.

Youngtimer e veicoli storici: le eccezioni da conoscere – valtellinamobile.it
Non tutte le automobili seguono le stesse regole. Le youngtimer, ovvero vetture di età compresa tra i 20 e i 30 anni, e le auto storiche più datate spesso sono dotate di carburatori e privi delle moderne centraline elettroniche. Questi veicoli richiedono ancora una fase di riscaldamento al minimo per assicurare la corretta miscelazione aria-carburante e una lubrificazione adeguata. Partire subito con questi modelli può causare malfunzionamenti e danni meccanici.
Le youngtimer stanno diventando sempre più popolari tra i collezionisti, rappresentando un interessante compromesso tra investimento e utilizzo quotidiano. Queste vetture, infatti, pur non avendo ancora raggiunto il valore di auto storiche, sono spesso in buone condizioni e dotate di tecnologie e comfort adeguati per un uso regolare. Tra le youngtimer più ambite vi sono modelli come la Porsche 911, nelle versioni 993 e 996, simbolo del passaggio dal raffreddamento ad aria a quello ad acqua, con un valore storico e collezionistico crescente.
Consigli per la cura e la manutenzione delle youngtimer e delle auto storiche
Per i possessori di youngtimer e veicoli storici, è fondamentale affidarsi a officine specializzate e seguire le indicazioni originali dei manuali per la manutenzione. Preservare la meccanica e la carrozzeria è essenziale per mantenere il valore e la funzionalità di queste auto, che rappresentano un pezzo di storia dell’automobilismo.
Anche l’ambiente in cui si conserva il veicolo ha un ruolo importante: un luogo asciutto e protetto riduce il rischio di deterioramento, soprattutto per modelli più anziani o delicati. La scelta di esemplari ben conservati, con motorizzazioni particolari o allestimenti premium, può fare la differenza sia in termini di piacere di guida sia in termini di investimento.
In sintesi, il modo corretto di scaldare l’auto in inverno dipende dalla tecnologia del veicolo e dal suo stato di conservazione. Per le auto moderne, la guida dolce e immediata è la soluzione migliore, mentre per le youngtimer e le auto storiche si richiede un approccio più tradizionale e attento. Rispettare queste indicazioni significa non solo proteggere il proprio investimento, ma anche contribuire a un utilizzo più sostenibile e responsabile dell’automobile.

Motori moderni e centraline elettroniche: cambia il modo di scaldare l’auto(www.valtellinamobile.it)











