Dicembre 4, 2022 22:54

Escursione sull’Alta Via della Val Tartano


Escursione sull’Alta Via della Val Tartano (anello il cui percorso inizia e termina a Campo Tartano) per vedere il Bivacco Roberto Rovedatti aperto nel 2021. Si sale con l’auto fino a Tartano e, dopo aver superato l’albergo in centro paese, si scende a destra sulla strada che porta all’imbocco della Val Corta e a Biorca (1.170 m) si parcheggia.

Ci si incammina sulla strada di fondovalle per poche centinaia di metri e poi si prende sulla destra la deviazione che sale in Contrada Fognini. A quota 1.290 m si imbocca il sentiero che va a nord raggiungendo le ultime baite. Seguendo la bella traccia con molti segnavia bianco-rosso si arriva alla Casera dell’Alpe Piscìi. Qui si tralascia la deviazione che sale alla Baita Tùgna continuando invece sul sentiero n. 163.

A quota 1.714 m si sbuca nel grande alpeggio dell’Alpe Corte e Püstarèsc dove si intercetta il percorso dell’Alta Via e si continua verso nord-ovest arrivando al punto panoramico di Pez dèla Prùna (1.801 m).

Facendo una vera e propria inversione di marcia si sale ai 1.855 m di Vetta di Püstarèsc dove a poca distanza si trova il Bivacco Rovedatti. Sempre aperto, allestito magnificamente, a breve verrà realizzato anche un piccolo acquedotto per avere la disponibilità dell’acqua.

Da qui si continua verso sud-est sull’Alta Via, nel tratto che sta sotto Cima Piscìi e Cima della Pàia ci sono catene e staffe nella roccia che permettono di superare in sicurezza questa parte un po’ dissestata.

Il sentiero arriva poi alla Forcella del Pisello (1.975 m), si continua passando sotto il Monte Pisello (Piz Fregèr). Arrivati a Baita Puàa si scende a sinistra in direzione Casèra Culìi (1.789 m) tenendo presente di non perdere mai i segnavia perchè nella zona dei prati non si vede la traccia. Da questa località si continua arrivando a La Bratta (1.408 m) da dove seguendo il sentiero o la strada sterrata si esce dalla Val Budria per poi arrivare al punto di partenza di Biorca.

Percorso (E) di 16 chilometri, dislivello positivo 1.250 metri, rarissime fontane.
Giorgio Gemmi

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