Alpe Lendine con le ciaspole


Da Chiavenna, imboccata la Val di Giust (Valle Spluga), si sale a San Giacomo Filippo dove si devia sulla stretta stradina che sale alla piccola frazione di Olmo e si parcheggia l’auto vicino alla chiesa parrocchiale.

Dietro alla chiesa si prende un ripido sentiero che prospetta subito due alternative per andare all’Alpe di Lendine: verso SE c’è quello più lungo e più impegnativo che passa per Laguzzolo, mentre un’altra segnaletica indica a NO quello più facile che passa per Zecca (1.182 m).

Raggiunto questo piccolo borgo di baite si fa il lungo traverso che entra nella Valle del Drogo ai piedi del Lago del Truzzo. Si transita da Valolta (1.275 m), Corte (1.320 m) e Corseca (1.415 m), poi a quota 1480 m si passa sul ponticello che supera il torrente Drogo.

Continuando a salire nella stretta vallata si raggiunge Gualdo (1.560 m), poi un altro ponte ci porta ancora su lato orografico destro. Con una serie di stretti tornanti di una mulattiera si arriva così all’imbocco dell’Alpe Lendine.

Qui si apre una favoloso scenario sulle belle baite in sasso che solitamente sono ricoperte da uno spesso strato di neve. Sulla sinistra c’è una piccola chiesetta e nelle vicinanze una santella lignea. Poco sopra c’è la Baita del Sole nei pressi di quello che durante l’estate è un piccolissimo campo di calcio. Al centro dell’alpeggio (1.710 m) si trova l’agglomerato delle baite mentre sotto Punta Marina, verso NO, ci sono numerosi e antichi baitel. Il ritorno avviene lungo lo stesso itinerario della salita.

Percorso di 11 chilometri, dislivello positivo 750 metri.
Giorgio Gemmi

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