Il regime forfettario continua a confermarsi come uno degli strumenti fiscali più vantaggiosi e scelti da lavoratori autonomi.
Con l’entrata in vigore delle ultime normative di bilancio, e in particolare della legge finanziaria 2026, sono stati confermati e in parte rafforzati i vantaggi di questo regime, rendendo ancora più conveniente aprire una nuova attività e godere di un carico fiscale ridotto per un quinquennio.
Il regime forfettario, nato con l’obiettivo di semplificare gli obblighi fiscali per le piccole partite IVA, ha visto una significativa evoluzione negli ultimi anni. La svolta più importante è arrivata con la Legge di Bilancio 2023, che ha aumentato il limite massimo di ricavi e compensi da 65.000 a 85.000 euro annui. Questa misura ha ampliato la platea dei beneficiari, consentendo a un maggior numero di professionisti e imprenditori di aderire o rimanere nel regime semplificato.
La normativa prevede però delle soglie precise: superati gli 85.000 euro ma restando sotto i 100.000 euro, si esce dal regime forfettario l’anno successivo a quello del superamento. Se i ricavi eccedono i 100.000 euro, il passaggio al regime ordinario è immediato. Queste regole tutelano la natura agevolata del regime, mantenendo l’attenzione sulle realtà economiche di dimensioni contenute, pur consentendo margini di crescita più ampi rispetto al passato.
Un altro cambiamento significativo riguarda la soglia di reddito da lavoro dipendente che può convivere con l’accesso al regime forfettario. Tradizionalmente, chi percepiva più di 30.000 euro da lavoro dipendente o assimilato nell’anno precedente era escluso da questo regime. La manovra di bilancio 2025 ha innalzato questa soglia a 35.000 euro, una soglia poi confermata stabilmente per il 2026 dalla legge finanziaria appena approvata. Ciò significa che nel 2026 potranno accedere o mantenere il regime forfettario anche coloro che nel 2025 hanno percepito redditi da lavoro dipendente fino a 35.000 euro, ampliando ulteriormente la platea di beneficiari.
Tassazione semplificata e aliquota agevolata al 5% per nuove attività
Dal punto di vista fiscale, il regime forfettario si caratterizza per una struttura di tassazione molto più semplice rispetto al regime ordinario. Il reddito derivante dall’attività è soggetto a un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF e relative addizionali regionali e comunali, con un’aliquota ordinaria stabile al 15%.
Tuttavia, il vero incentivo per chi decide di avviare una nuova attività è rappresentato dall’aliquota ridotta al 5% applicabile per i primi cinque anni di attività. Tale agevolazione rimane confermata anche per il 2026 e si applica a chi non ha esercitato nei tre anni precedenti attività d’impresa, professionali o artistiche, neppure in forma associata o familiare. Inoltre, la nuova attività non deve essere una mera prosecuzione di un’attività precedente, salvo casi particolari come la pratica obbligatoria per alcune professioni.
Per beneficiare dell’aliquota al 5%, è anche necessario che, in caso di subentro in un’attività esistente, i ricavi del precedente titolare non abbiano superato i limiti del regime forfettario. L’agevolazione si applica per cinque periodi d’imposta consecutivi, quindi per chi apre una partita IVA nel 2026 l’aliquota al 5% sarà valida fino al 2030, dopodiché si passerà automaticamente all’aliquota ordinaria del 15%.

Il contesto economico e le misure di sostegno al lavoro autonomo(www.valtellinamobile.it)
Le novità sul regime forfettario si inseriscono in un quadro più ampio di interventi di politica fiscale e sociale volti a sostenere le fasce di reddito medio-basse e incentivare l’imprenditorialità in Italia. La manovra di bilancio 2025-2027 ha infatti introdotto diverse misure per la riduzione della pressione fiscale, come il potenziamento del taglio del cuneo fiscale esteso ai redditi fino a 40.000 euro, e la revisione strutturale delle aliquote IRPEF con un accorpamento dei primi scaglioni.
Fra le misure a favore delle famiglie e della natalità, spiccano bonus bebè, congedi parentali più lunghi e migliorati, e un aumento delle detrazioni fiscali per le spese scolastiche. Per le lavoratrici madri, l’esonero contributivo è stato esteso anche alle autonome e a tempo determinato, con condizioni più favorevoli fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
Sul fronte del lavoro autonomo, si segnalano incentivi per nuove assunzioni e detassazione di premi di produttività, oltre a misure per favorire la permanenza al lavoro e il pensionamento anticipato con agevolazioni contributive.
Queste iniziative si combinano con la conferma e il potenziamento del regime forfettario, offrendo un quadro fiscale più favorevole e una semplificazione importante per chi decide di mettersi in proprio o di proseguire la propria attività con un carico burocratico e fiscale contenuto.

Regime forfettario: aggiornamenti normativi e ampliamento dei limiti di accesso (www.valtellinamobile.it) 








