Vietati botti
Il quadro normativo: chi può vietare i fuochi d’artificio in Italia
La disciplina dei fuochi d’artificio e degli artifici pirotecnici in Italia è complessa perché coinvolge diversi ambiti normativi:
a) Materia legislativa primaria
La normativa sugli artifici pirotecnici deriva dal Decreto Legislativo n. 123/2015, che recepisce la Direttiva UE 2013/29/UE. Questa disciplina definisce requisiti di sicurezza dei prodotti, classificazione e libera vendita dei fuochi d’artificio in funzione del loro impiego e potenza.
Dal punto di vista costituzionale, la tutela dell’ambiente (che include l’inquinamento da emissioni atmosferiche come il particolato causato dai fuochi) e la regolamentazione degli esplosivi rientrano nelle materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato. In particolare l’articolo 117 della Costituzione assegna in via esclusiva allo Stato queste materie, mentre alle Regioni può essere demandata la realizzazione operativa di piani ambientali e di qualità dell’aria.
b) Competenza regolamentare
Lo stesso principio di competenza si estende anche alla potestà regolamentare: se una materia è di competenza esclusiva statale, i regolamenti comunali che intendono disciplinarla in modo autonomo sono illegittimi. Questo è stato affermato dal Consiglio di Stato e ripreso da varie pronunce dei TAR.
In concreto: i Comuni non possono emanare regolamenti generali che vietano l’uso dei fuochi d’artificio e dei “botti” su tutto il territorio comunale quando ciò incide su materie di legislazione esclusiva come quella degli esplosivi o della tutela ambientale.
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Giurisprudenza recente: TAR e Consiglio di Stato sull’illegittimità dei divieti comunali vietati botti
Negli ultimi anni diverse sentenze hanno ribadito che:
a) Il divieto generalizzato dei sindaci è illegittimo
Il Consiglio di Stato (Sez. IV, sent. 18 marzo 2025, n. 2232) ha dichiarato incompetente il Comune a vietare l’accensione di fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale, anche se motivato da questioni ambientali. La materia rientra in settori di competenza statale e regionale, e non può quindi essere oggetto di un regolamento comunale.
Allo stesso modo, il TAR Lombardia (sent. n. 2034 del 21 settembre 2022) ha annullato una disposizione regolamentare comunale che vietava i fuochi d’artificio stagionalmente, ribadendo che la materia pirotecnica e le emissioni sono riservate alla legge statale e alla normativa europea.
b) Sentenze storiche su ordinanze vietati botti
Già nel passato, alcuni TAR avevano accolto ricorsi contro ordinanze sindacali che vietavano i “botti” durante il periodo di Capodanno, ritenendo tali provvedimenti generici e non giustificati da un’urgenza giuridicamente configurabile.
Questi orientamenti consolidano l’idea che non è legittimo per un sindaco vietare l’uso di fuochi d’artificio in generale, se non nei limiti specifici e motivati da esigenze di sicurezza pubblica e solo in ambiti circoscritti.
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Ordinanze comunali ammissibili: quando è possibile intervenire e vietare botti
Nonostante i limiti evidenziati, i sindaci non sono completamente impossibilitati ad adottare provvedimenti relativi ai fuochi d’artificio. Le pronunce giurisprudenziali distinguono tra:
a) Ordinanze specifiche per motivi di sicurezza
I sindaci possono adottare ordinanze contingibili e urgenti nei casi in cui:
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vi sia un pericolo concreto e attuale per la sicurezza pubblica (ad esempio in eventi con grandi assembramenti);
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si trovi in corso un evento particolare che richiede restrizioni mirate in aree limitate (vicinanze di ospedali, scuole, centri anziani o aree con rischio incendio elevato).
Queste ordinanze non vietano l’uso dei fuochi in generale, ma limitano l’uso in determinate circostanze e luoghi per specifiche esigenze di sicurezza.
b) Ordinanze per particolari condizioni ambientali
In situazioni di alto rischio incendi o grave situazione di siccità, è possibile che il Presidente della Regione adotti provvedimenti più ampi nei limiti delle sue competenze in materia ambientale, soprattutto per prevenire incendi boschivi o danni ambientali. Non è invece compito del sindaco emanare divieti generali basati su tali condizioni.
Cosa dice la legge e cosa è legale fare
a) Uso legale dei fuochi d’artificio
In generale, è legale utilizzare fuochi d’artificio acquistati legalmente e conformi alle norme UE e italiane (es. marchio CE), purché:
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si abbia maggiore di 18 anni (per prodotti che richiedono tale requisito);
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si rispetti la sicurezza (distanze da persone, edifici, linee elettriche ecc.);
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non ci siano ordinanze specifiche per motivi di sicurezza in quel momento o in quel luogo.
b) Divieti locali su aree e momenti specifici
Un sindaco può vietare i fuochi d’artificio in un’area delimitata o per determinate festività solo se motivato da una situazione concreta (evento pubblico, rischio reale di incidenti ecc.) e non generalmente sull’intero territorio comunale.
Vietati botti a Capodanno: si possono sparare?
Alla luce delle sentenze e della normativa:
Sì, è in linea di principio legale sparare botti o fuochi d’artificio acquistati legalmente e conformi alle norme in aree private e aperte, se non esiste una ordinanza legalmente valida che lo vieta.
No, un sindaco non può imporre un divieto generalizzato su tutto il territorio comunale senza un fondamento giuridico specifico, pena l’illegittimità del provvedimento.
Eccezione: se una ordinanza comunale è circoscritta a spazi specifici per motivi di pubblica sicurezza (ad es. eventi cittadini, vie affollate, ospedali), può essere legittima.
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Vietati botti?
Equilibrio tra libertà e responsabilità
In sintesi, dal punto di vista giuridico:
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Lo Stato e le Regioni hanno la competenza primaria per disciplinare fuochi d’artificio ed esplosivi.
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I Comuni non possono imporre divieti in forma generalizzata su tutto il territorio comunale.
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Ordinanze specifiche limitate per motivi di sicurezza pubblica e in aree determinate sono ammissibili.
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Sì, è possibile sparare i botti a Capodanno se acquistati legalmente e in assenza di un divieto specifico valido.
In ogni caso, oltre alla questione della legittimità, vale sempre il buon senso e la responsabilità sociale: considerare il rischio per persone, animali domestici e ambiente resta fondamentale, anche quando il diritto positivo consente l’uso dei fuochi.












