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Variante di Tirano (SS38): un’opera attesa da oltre 15 anni tra ritardi, sfide geologiche e obiettivi olimpici

variante di tirano

La Variante di Tirano sulla Strada Statale 38 dello Stelvio rappresenta una delle opere infrastrutturali più importanti realizzate negli ultimi anni in Valtellina. Attesa da cittadini, imprese e operatori turistici per oltre un decennio, la nuova arteria stradale nasce con l’obiettivo di alleggerire il traffico che da anni congestionava il centro abitato di Tirano, uno dei punti più critici dell’intera rete viaria valtellinese.

L’opera si sviluppa per circa 6,6 chilometri e costituisce un tassello fondamentale del più ampio programma di ammodernamento della SS38, considerata la principale porta d’accesso all’Alta Valtellina e alle località turistiche di riferimento come Bormio, Livigno e l’area dello Stelvio. La necessità di realizzare una tangenziale esterna al centro abitato era diventata ormai evidente da tempo: il traffico pesante, il flusso turistico crescente e le difficoltà di attraversamento urbano stavano creando problematiche sempre più rilevanti sia per la sicurezza sia per la qualità della vita dei residenti.

La storia della Variante di Tirano, tuttavia, non è stata semplice. Prima ancora dell’avvio del cantiere, il progetto ha attraversato una lunghissima fase burocratica fatta di studi preliminari, revisioni progettuali, valutazioni ambientali e ricerca delle coperture finanziarie. Complessivamente, si può affermare che l’opera sia stata oggetto di discussione e pianificazione per oltre 15 anni prima di arrivare alla fase esecutiva.

L’inizio ufficiale dei lavori è avvenuto nell’autunno del 2021, con l’obiettivo iniziale di completare l’infrastruttura in tempo utile per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Proprio l’evento olimpico aveva accelerato procedure e investimenti, rendendo la Variante una delle opere strategiche per garantire una migliore accessibilità alla Valtellina durante i Giochi.

Dal punto di vista tecnico, il progetto comprende viadotti, svincoli e soprattutto alcune opere in sotterraneo particolarmente complesse. Fin dalle prime fasi di realizzazione è apparso evidente come la componente geologica avrebbe rappresentato uno degli aspetti più delicati dell’intero intervento. Le caratteristiche del territorio montano valtellinese, infatti, impongono spesso lavorazioni particolarmente complesse e costose, soprattutto quando si tratta di realizzare gallerie naturali in contesti caratterizzati da infiltrazioni d’acqua, terreni instabili o rocce soggette a deformazioni.

Nonostante le difficoltà, la Variante di Tirano è considerata un’infrastruttura destinata a trasformare radicalmente la mobilità dell’area. Una volta completata, consentirà di bypassare il centro urbano, riducendo i tempi di percorrenza e migliorando significativamente la fluidità del traffico verso le principali destinazioni turistiche e commerciali dell’Alta Valtellina. Per questo motivo il progetto continua a essere seguito con grande attenzione sia dalle istituzioni sia dalla popolazione locale, che attende da anni una soluzione definitiva ai problemi di attraversamento della città.

I ritardi del cantiere, la galleria “Il Dosso” e il mancato traguardo olimpico

Se la Variante di Tirano è destinata a diventare una delle infrastrutture più importanti della provincia di Sondrio, il suo percorso realizzativo è stato caratterizzato da numerose difficoltà che hanno inevitabilmente rallentato il cronoprogramma iniziale. Il principale ostacolo è stato rappresentato dalle criticità geologiche incontrate durante lo scavo della galleria naturale “Il Dosso”, uno degli elementi più complessi dell’intero tracciato.

Nel corso dei lavori sono emerse problematiche impreviste legate alla natura del terreno e alle condizioni geologiche della montagna. Le operazioni di avanzamento hanno richiesto continui interventi di consolidamento, verifiche tecniche aggiuntive e soluzioni ingegneristiche specifiche per garantire la sicurezza degli operai e la stabilità della struttura. Questo scenario ha inevitabilmente comportato un rallentamento delle attività e il progressivo slittamento delle tempistiche originariamente previste.

La conseguenza più evidente di questi ritardi è stata l’impossibilità di completare l’intera infrastruttura entro l’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, obiettivo che per anni era stato indicato come prioritario dalle istituzioni. La Variante avrebbe dovuto rappresentare uno dei principali strumenti per agevolare i flussi di traffico diretti verso le località olimpiche della Valtellina, ma l’evoluzione del cantiere ha reso necessario rivedere i programmi.

Nonostante ciò, i lavori non si sono mai fermati. Un passaggio particolarmente significativo è arrivato con l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria “Il Dosso”, evento che ha segnato il completamento degli scavi e una svolta decisiva verso la conclusione dell’opera. Questo risultato ha consentito di avviare le successive fasi di finitura, impiantistica e collaudo necessarie per rendere percorribile la nuova infrastruttura.

Per garantire comunque un supporto alla mobilità durante il periodo olimpico, è stata adottata una soluzione intermedia: l’apertura al traffico di un primo tratto di circa 3,3 chilometri, compreso tra la rotatoria di Villa di Tirano e lo svincolo della zona industriale. Questa inaugurazione parziale ha consentito di alleggerire parte del traffico e di effettuare test operativi sulla nuova viabilità in vista dell’afflusso di visitatori e mezzi legati ai Giochi.

Secondo il cronoprogramma aggiornato, l’intera Variante dovrebbe essere completata entro la fine dell’estate 2026, chiudendo così un cantiere durato circa cinque anni. Un periodo significativo ma comprensibile se si considera la complessità tecnica dell’opera e le problematiche emerse durante la realizzazione.

Variante di Tirano

Oggi la Variante di Tirano rappresenta un esempio concreto delle difficoltà che spesso accompagnano la costruzione delle grandi infrastrutture in territori montani. Tuttavia, una volta ultimata, sarà in grado di offrire benefici duraturi alla mobilità della Valtellina, riducendo il traffico urbano, migliorando la sicurezza stradale e rafforzando l’accessibilità di una delle aree turistiche più importanti dell’intero arco alpino italiano. La lunga attesa, fatta di iter amministrativi, progettazioni, finanziamenti e cantieri complessi, sembra finalmente avviarsi verso la conclusione, aprendo una nuova fase per il territorio e per il suo sviluppo economico e turistico.

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