Valore gettone telefono: perché quei vecchi dischetti nel cassetto possono interessare i collezionisti
Per anni sono rimasti dimenticati nei cassetti, dentro vecchi portamonete o nelle scatole dei ricordi di famiglia. Eppure basta prendere in mano un vecchio gettone telefonico italiano per fare un salto indietro nel tempo, quando per chiamare qualcuno fuori casa bisognava cercare una cabina telefonica e avere con sé almeno uno di quei caratteristici dischetti metallici.
Oggi non servono più per telefonare, ma sono diventati oggetti da collezione e alcuni esemplari risultano decisamente più interessanti di altri. La prima cosa da chiarire, però, è che trovare un gettone non significa automaticamente avere tra le mani una piccola fortuna.
La maggioranza dei pezzi più recenti è stata prodotta in quantità enormi e ha quindi un valore collezionistico generalmente contenuto. Esistono però date, varianti, produzioni più antiche, particolarità ed errori capaci di attirare l’attenzione degli appassionati.
È proprio per questo che, prima di liberarsi dei gettoni trovati in casa, può essere utile osservarli attentamente.
La storia italiana di questi oggetti parte addirittura dal 1927, quando la STIPEL realizzò un gettone destinato alla Fiera Campionaria di Milano. Era molto diverso dal modello che milioni di italiani avrebbero imparato a conoscere nei decenni successivi e rappresenta oggi una testimonianza delle origini della telefonia pubblica nel nostro Paese.
Valore gettone telefono – Nel corso del tempo comparvero gettoni legati alle diverse concessionarie telefoniche, tra cui STIPEL, TETI, TIMO, TELVE e SET, fino ad arrivare ai modelli standardizzati che entrarono nella memoria collettiva.
Il fascino del gettone telefonico come oggetto da collezione nasce quindi da un mix particolare di storia, nostalgia e rarità . Non è molto diverso da ciò che sta accadendo con alcuni dispositivi tecnologici del passato: anche vecchi telefoni e cellulari vintage sono oggi ricercati quando presentano caratteristiche particolari.
Nel caso dei gettoni, tuttavia, c’è un dettaglio che chiunque può controllare in pochi secondi e che rappresenta il primo passo per capire cosa si ha realmente tra le mani: il numero impresso sul metallo.
Guarda queste quattro cifre: ecco cosa significa davvero il codice del gettone telefonico
Uno degli elementi che attirano immediatamente l’attenzione sui classici gettoni telefonici italiani è il codice composto da quattro cifre riportato nell’ovale sotto la scritta “GETTONE TELEFONICO”.
Molti pensano che si tratti semplicemente di un numero di serie o di un codice identificativo casuale, ma in realtà contiene un’informazione molto più utile.
Nei gettoni standard prodotti a partire dal 1959 le quattro cifre indicano l’anno e il mese di produzione nel formato AAMM.
Un gettone con codice 7805, per esempio, risale al maggio 1978: “78” indica l’anno, mentre “05” corrisponde al mese. Questo particolare permette di effettuare immediatamente una prima identificazione dell’esemplare trovato in casa.
Valore gettone telefono – Ed è proprio qui che bisogna evitare uno degli errori più frequenti quando si parla di valore dei gettoni telefonici: non basta leggere una determinata data online e trovare un annuncio a una cifra elevatissima per concludere che il proprio pezzo valga la stessa somma.
Prezzo richiesto e valore reale di mercato non sono la stessa cosa.
Un venditore può proporre un gettone a centinaia o migliaia di euro, ma ciò non significa che esista un collezionista disposto a pagare quella cifra. Per una valutazione attendibile contano soprattutto le compravendite realmente concluse, la rarità effettiva della variante e le condizioni del singolo esemplare.
Tra i gettoni standard più citati dagli appassionati per quotazioni superiori alla media compaiono date come 6504, 7110, 7304, 7412 e 7704, mentre altre combinazioni come 7502, 7706, 7803, 7901 e 8011 possono essere più interessanti rispetto alle produzioni comunissime.
Le quotazioni, però, non sono fisse e possono cambiare notevolmente in base alla conservazione e alla domanda.
Un gettone comune molto usurato può valere pochissimo, mentre un esemplare meglio conservato o appartenente a una variante ricercata può attirare maggiore interesse.
È quindi utile confrontare il proprio pezzo con immagini e cataloghi, verificando attentamente data, produttore, incisioni, bordo, metallo e possibili anomalie.
La regola fondamentale resta una: non fermarsi al numero stampato sul gettone, perché due esemplari apparentemente simili possono avere caratteristiche e valori molto diversi.
Quali gettoni telefonici possono valere di più
Se il gettone trovato nel cassetto è molto vecchio, la verifica diventa ancora più interessante.
I pezzi precedenti alla standardizzazione della seconda metà del Novecento sono infatti molto meno comuni dei classici gettoni che molti ricordano dagli anni Settanta, Ottanta e Novanta.
Tra quelli maggiormente apprezzati dagli appassionati rientrano alcune produzioni storiche legate alle vecchie concessionarie telefoniche, come STIPEL, TETI, TIMO, TELVE e SET.
Particolarmente affascinanti sono gli esemplari risalenti ai primi decenni del Novecento, perché raccontano una fase pionieristica della telefonia pubblica italiana.
Valore gettone telefono – Il primo gettone STIPEL del 1927, realizzato in occasione della Fiera Campionaria di Milano, appartiene a un mondo completamente diverso rispetto ai gettoni che sarebbero diventati familiari nel dopoguerra.
Per gli esemplari storici e realmente rari le valutazioni possono raggiungere centinaia di euro e, per determinate tipologie e condizioni eccezionali, anche cifre superiori, ma sarebbe sbagliato applicare automaticamente queste quotazioni a qualsiasi vecchio gettone.
La rarità deve essere reale e verificabile.
Un altro elemento che può cambiare radicalmente l’interesse collezionistico è la presenza di una variante o di un autentico errore di produzione.
Decentramenti, anomalie evidenti, difetti di battitura e altre particolarità possono rendere un pezzo più desiderabile, ma anche in questo caso serve prudenza.
Un graffio provocato dall’utilizzo non è un errore di conio e una deformazione successiva alla produzione non trasforma automaticamente un gettone comune in un pezzo raro.
Lo stato di conservazione può cambiare il valore
Ancora più importante è lo stato di conservazione.
Nel collezionismo vengono utilizzate classificazioni come MB (Molto Bello), BB (Bellissimo), SPL (Splendido) e FDC (Fior di Conio) per descrivere quanto un esemplare abbia conservato le proprie caratteristiche originali.
Un gettone con rilievi nitidi, superficie ben conservata e pochissimi segni può essere molto più appetibile dello stesso tipo pesantemente usurato.
Graffi profondi, colpi, corrosione e ossidazioni importanti possono invece ridurne l’interesse.
Per questo motivo è sconsigliabile tentare pulizie aggressive con prodotti abrasivi: pulire male un vecchio gettone può comprometterne la superficie e ridurne il valore collezionistico.
Prima di intervenire, soprattutto davanti a un pezzo apparentemente antico, è molto meglio chiedere il parere di un esperto.
Valore gettone telefono
Digitando “gettoni telefonici valore” sui motori di ricerca è facile imbattersi in cifre spettacolari.
Alcuni annunci possono mostrare prezzi di centinaia o addirittura migliaia di euro, creando l’impressione che qualsiasi vecchio gettone dimenticato in casa possa trasformarsi in un piccolo tesoro.
La realtà è decisamente più selettiva.
La maggior parte dei gettoni telefonici standard prodotti in grandi quantità ha un valore modesto, spesso nell’ordine di pochi euro o persino inferiore quando l’esemplare è comune e molto usurato.
Alcune date e varianti sono invece più ricercate e possono raggiungere qualche decina di euro, mentre il discorso cambia per i gettoni storici realmente rari, le prime emissioni e determinate varianti certificate.
Il punto fondamentale è distinguere sempre un prezzo pubblicato in un annuncio da un prezzo realmente pagato.
Se qualcuno mette in vendita un gettone a 1.000 euro, quel numero rappresenta semplicemente la richiesta del venditore. Per capire il valore di mercato bisogna verificare se esemplari comparabili siano stati effettivamente venduti e a quale prezzo.
Questo principio vale anche per altri oggetti tecnologici diventati da collezione: basti pensare a certi vecchi modelli Nokia ricercati dagli appassionati, per i quali modello preciso, condizioni, confezione e rarità possono fare una differenza enorme.
Con i gettoni il meccanismo è simile.
Prima di attribuire una cifra al proprio esemplare occorre verificare tipologia, anno e mese, produttore, variante e conservazione.
Nel caso di pezzi potenzialmente importanti è consigliabile richiedere una valutazione professionale. Un numismatico o una casa d’aste specializzata possono inoltre individuare dettagli che a un occhio inesperto potrebbero sfuggire.
Hai trovato un vecchio gettone? Ecco cosa controllare
Se hai uno o più gettoni telefonici in casa, puoi effettuare una prima verifica senza strumenti particolari.
La prima cosa da fare è fotografare entrambi i lati in buona luce, evitando riflessi che rendano difficili da leggere scritte e numeri.
Successivamente controlla il codice a quattro cifre, quando presente, ricordando che nei modelli standard indica anno e mese di produzione.
Osserva poi eventuali marchi del produttore, caratteristiche del bordo, incisioni e qualsiasi dettaglio che sembri differente dagli esemplari comuni.
È importante anche valutare le condizioni: non lucidare, carteggiare o utilizzare detergenti aggressivi, soprattutto se non hai ancora identificato il pezzo.
Una superficie originale, anche se presenta una naturale patina dovuta al tempo, può essere preferibile a un metallo artificialmente lucidato.
Una volta raccolte queste informazioni è possibile confrontare l’esemplare con cataloghi e risultati di aste concluse.
Per un gettone comune può essere sufficiente questo controllo; davanti a un pezzo antico, a una possibile variante o a un presunto errore è invece preferibile rivolgersi a un professionista.
Dove vendere i vecchi gettoni telefonici
Per la vendita esistono diverse possibilità : case d’asta, commercianti numismatici, fiere del collezionismo e piattaforme online.
La soluzione migliore dipende soprattutto dal valore e dalla rarità del pezzo.
Per un esemplare di pochi euro una vendita privata può essere più semplice, mentre un gettone raro potrebbe beneficiare della visibilità e delle garanzie offerte da un’asta specializzata.
I gettoni telefonici più rari e di valore interessano infatti un pubblico molto specifico, disposto a pagare di più soltanto quando autenticità , rarità e conservazione sono convincenti.
Ed è proprio questo il dettaglio che rende affascinante il collezionismo: non è necessariamente il gettone che sembra più vecchio o particolare a essere quello più prezioso.
A volte sono piccole differenze, invisibili a un primo sguardo, a cambiare completamente l’interesse di un esemplare.
Prima di buttare i vecchi gettoni, controllali
Al di là del loro possibile valore economico, i gettoni telefonici conservano qualcosa che nessuna quotazione può raccontare completamente.
Sono piccoli testimoni della storia delle telecomunicazioni italiane e di abitudini quotidiane che nel giro di pochi decenni sono praticamente scomparse.
C’è stata un’epoca in cui uscire di casa con qualche gettone in tasca significava avere la possibilità di telefonare alla famiglia, avvisare di un ritardo o chiamare qualcuno durante un viaggio.
Con l’arrivo delle schede telefoniche e, soprattutto, dei cellulari, quel gesto è progressivamente scomparso.
Oggi proprio questa distanza temporale contribuisce al fascino dei gettoni. Per molti rappresentano un ricordo personale; per altri sono oggetti da studiare e catalogare.
E in mezzo a milioni di esemplari comuni esistono effettivamente pezzi più difficili da trovare e maggiormente ricercati dai collezionisti.
Ecco perché, se ne hai ancora qualcuno in una vecchia scatola, vale la pena dedicargli qualche minuto prima di considerarlo un semplice pezzo di metallo.
Controlla le quattro cifre, identifica il periodo, osserva le condizioni e cerca eventuali particolarità .
Potresti scoprire di possedere un esemplare comune dal valore soprattutto affettivo oppure qualcosa di decisamente più interessante.
Valore gettone telefono – In entrambi i casi avrai recuperato un piccolo frammento della memoria italiana, quando per fare una telefonata non bastava estrarre lo smartphone dalla tasca: servivano una cabina libera e, naturalmente, il gettone giusto.














