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Il paradosso sanitario della Valtellina: servizi in crisi eterna e un truck itinerante come leggenda olimpica

truck della salute

Truck della salute – La Valtellina, e più in generale la provincia di Sondrio, vive una situazione sanitaria complessa e problematica, caratterizzata da liste d’attesa lunghissime, visite che si spostano di anno in anno, ore interminabili di attesa nei pronto soccorso, carenza di personale e un progressivo svuotamento dei servizi pubblici.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa del “Truck della salute”, un camion-sanità itinerante promosso dall’Ospedale Niguarda di Milano, dai Vigili del Fuoco e dall’ASST Valtellina e Alto Lario, che dal 16 gennaio percorrerà la strada da Milano a Livigno offrendo screening gratuiti ai cittadini lungo le località olimpiche (Milano, Sondrio, Sondalo, Bormio e Livigno).

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Un sistema sanitario pubblico in affanno: dietro le statistiche

La Valtellina soffre da tempo di gravi problemi strutturali nella sanità pubblica. Organizzazioni sindacali locali denunciano come “non manchino i pazienti, ma le persone per curarli”, con concorsi per infermieri andati deserti, fuga del personale verso condizioni contrattuali migliori e un sistema sanitario percepito come sempre meno attraente per i lavoratori. I posti disponibili per infermieri vedono numeri di candidati drasticamente inferiori rispetto al passato, il che riflette una crisi di risorse umane profondamente radicata.

Parallelamente, le liste d’attesa per visite ed esami nella provincia di Sondrio sono un problema reale e persistente. Alcuni reparti presentano agende piene con rinvii che arrivano al 2027 o al 2028 per visite specialistiche ed esami diagnostici, evidenziando un fenomeno che va oltre il Covid e si radica nella staticità della capacità erogativa del sistema sanitario locale.

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Tempi di attesa che schiacciano i cittadini

La normativa regionale e nazionale prevede classi di priorità per le prestazioni (dalla classe urgente a quella programmabile) con obiettivi di erogazione tra 10 e 180 giorni a seconda della gravità. Tuttavia, sulla carta questi termini non sempre si traducono in tempi reali rispettati nel territorio della Valtellina, dove la pressione della domanda supera la capacità di risposta del servizio pubblico.

Il risultato è che cittadini costretti ad aspettare mesi o anni per una visita specialistica, o a rivolgersi al privato a pagamento se vogliono un’assistenza veloce o di qualità, accentuando disuguaglianze di accesso alle cure e indebolendo la funzione universale del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

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Truck della salute

L’iniziativa del “Truck della salute” è pubblicizzata come un progetto di legacy olimpica in vista delle Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026: un camion di 11 metri, ristrutturato dai Vigili del Fuoco e attrezzato dagli specialisti di Niguarda, che offrirà screening gratuiti in ambito cardiologico, reumatologico, diabetologico, urologico e nutrizionale, oltre a consulenze su patologie legate all’alta quota.

Ai cittadini sarà dato un piccolo fascicolo sanitario personale con le rilevazioni e una valutazione del rischio. In caso di esiti che richiedono ulteriori approfondimenti, si potrà parlare con uno specialista per indicazioni diagnostiche o terapeutiche.

Critiche al truck della salute 

Nonostante il tono ufficiale parli di “evento concreto” e di “beneficio per la popolazione”, resta il dubbio se un’iniziativa temporanea e symbolica possa risolvere i veri problemi strutturali del sistema sanitario locale.

Per molti cittadini della Valtellina questa iniziativa su quattro ruote sembra una “presa in giro”: mentre l’ASST fatica ad offrire visite tempestive o prestazioni in tempi brevi, un truck che si ferma per pochi giorni in ogni località può fornire solo servizi diagnostici di primo livello e non sostituire l’accesso a cure specialistiche continue o reparti ospedalieri attivi e ben dotati.

Infatti, quando l’emergenza riguarda l’accesso quotidiano alle cure primarie, alle visite specialistiche o agli interventi chirurgici programmati, iniziative temporanee, per quanto nobili, non risolvono la carenza di organico né aumentano la capacità di risposta dei servizi pubblici. La percezione diffusa tra gli abitanti è proprio questa: «Tanta enfasi per pochi giorni di screening, e poi torna tutto come prima».

La sanità valtellinese tra necessità e simboli

Il progetto del truck itinerante può essere visto come un gesto positivo di prevenzione e sensibilizzazione alla salute, ma rischia di essere percepito come una risposta simbolica e insufficiente alle reali necessità di una popolazione che combatte quotidianamente con liste di attesa infinite, carenza di personale e servizi pubblici sempre più sotto pressione.

Se da un lato è importante sfruttare le opportunità offerte da eventi internazionali come le Olimpiadi, dall’altro servono investimenti strutturali, politiche di attrazione del personale medico e infermieristico, e un reale potenziamento dei servizi sanitari pubblici in provincia di Sondrio.

Solo così si potrà passare da iniziative episodiche a miglioramenti duraturi e tangibili per la salute dei cittadini.

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