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Valtellina sempre più isolata: traforo Mortirolo o Orobie? I due progetti che potrebbero ridisegnare i collegamenti con la provincia di Sondrio

Traforo del Mortirolo

Traforo del Mortirolo – La caduta di un masso sulla Statale 36 ad Abbadia Lariana, alla fine di settembre 2025, ha riacceso il dibattito sui collegamenti con la Valtellina. Tra le ipotesi che tornano a far discutere c’è il Traforo del Mortirolo, un tunnel di circa 9 chilometri tra Valcamonica e Valtellina, progettato da decenni ma mai realizzato. Sullo sfondo anche la proposta di un collegamento alternativo attraverso le Orobie verso Bergamo.

SS36, la fragilità dei collegamenti con la Valtellina

La Strada Statale 36 rappresenta una delle principali arterie di collegamento tra la pianura lombarda e la Valtellina. Ogni interruzione della circolazione può provocare conseguenze importanti per residenti, pendolari, turisti e imprese. L’episodio verificatosi alla fine di settembre 2025 ad Abbadia Lariana, dove il distacco di un grosso masso ha interessato la viabilità e i collegamenti ferroviari, ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture che attraversano il territorio lecchese.

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Non si tratta di un problema nuovo. Già nel 2019 una frana aveva provocato pesanti disagi lungo la SS36, confermando quanto il rischio idrogeologico possa incidere sulla continuità dei collegamenti. La conformazione del territorio, caratterizzato da montagne che si affacciano direttamente sul lago, rende particolarmente delicata la gestione della sicurezza stradale e ferroviaria.

La questione assume un’importanza strategica anche per l’economia locale. La Valtellina dipende da collegamenti efficienti per il turismo, il trasporto delle merci e gli spostamenti quotidiani. Nei periodi di maggiore afflusso, soprattutto durante le vacanze e i fine settimana, il traffico può diventare particolarmente intenso. La possibilità di disporre di percorsi alternativi torna quindi al centro del confronto politico e territoriale, insieme alla necessità di investire nella manutenzione e nella protezione delle infrastrutture esistenti.

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Traforo del Mortirolo: un tunnel di 9 chilometri tra due vallate

Tra le proposte che periodicamente riemergono figura il Traforo del Mortirolo, un collegamento stradale sotterraneo tra Valcamonica e Valtellina. L’idea risale alla fine degli anni Ottanta ed è stata rilanciata anche negli anni successivi, senza tuttavia arrivare all’apertura di un cantiere. L’ipotesi prevede una galleria lunga indicativamente 9 chilometri, capace di attraversare la montagna e creare una nuova direttrice di comunicazione tra le province di Brescia e Sondrio.

Attualmente il Passo del Mortirolo è conosciuto soprattutto per le sue caratteristiche strade di montagna e per le celebri tappe del Giro d’Italia. Le pendenze elevate, la carreggiata stretta e le condizioni climatiche rendono però il valico poco adatto a sostenere un collegamento veloce e continuativo durante tutto l’anno. Un traforo consentirebbe di evitare il percorso in quota, offrendo un attraversamento potenzialmente più agevole e meno condizionato dalle condizioni meteorologiche.

Secondo i promotori, uno dei principali vantaggi sarebbe la riduzione delle distanze di percorrenza, che su alcune direttrici potrebbe raggiungere i 110 chilometri rispetto agli itinerari alternativi attraverso l’Aprica oppure lungo percorsi che coinvolgono Lecco e Bergamo. Il beneficio effettivo dipenderebbe tuttavia dai punti di partenza e destinazione, dalle caratteristiche delle strade di accesso e dal tracciato definitivo dell’opera. Senza studi aggiornati sui flussi di traffico, non è possibile quantificare con precisione il risparmio complessivo per gli automobilisti.

L’alternativa del tunnel delle Orobie verso Bergamo

Il dibattito sulle nuove infrastrutture non riguarda esclusivamente il Mortirolo. Un’altra ipotesi è quella di realizzare un collegamento attraverso le Alpi Orobie, creando una nuova direttrice tra la Valtellina e il territorio bergamasco. Si tratta di una soluzione con caratteristiche differenti, che punterebbe a migliorare l’accessibilità verso Bergamo e altre aree della Lombardia.

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Le due proposte risponderebbero infatti a esigenze territoriali diverse. Il Mortirolo favorirebbe principalmente i collegamenti tra Valtellina e Valcamonica, mentre un attraversamento delle Orobie potrebbe offrire un percorso alternativo verso la Bergamasca. La convenienza delle infrastrutture dovrebbe essere valutata considerando i flussi di traffico, le distanze effettive e le connessioni con la rete stradale esistente.

Un elemento decisivo sarebbe rappresentato dai costi. La costruzione di una galleria alpina richiede investimenti significativi, ai quali si aggiungono le spese per gli impianti di sicurezza, la manutenzione e le eventuali nuove strade di accesso. Non basta quindi confrontare la lunghezza dei tunnel per stabilire quale progetto sarebbe più conveniente. Servirebbero analisi tecniche ed economiche aggiornate, capaci di misurare i benefici per il territorio rispetto alle risorse necessarie.

Costi, ambiente e sicurezza: le questioni aperte

La realizzazione del Traforo del Mortirolo, così come quella di un eventuale tunnel delle Orobie, dovrebbe affrontare diverse questioni. Tra queste figurano la sostenibilità economica, l’impatto ambientale, la sicurezza e l’effettiva domanda di mobilità. Lo scavo di una galleria di diversi chilometri comporterebbe interventi complessi, con possibili conseguenze sulle risorse idriche sotterranee, sugli ecosistemi e sulla viabilità locale durante i lavori.

Andrebbero inoltre valutati i sistemi di ventilazione, le vie di emergenza e le tecnologie necessarie per garantire la sicurezza degli automobilisti. Un altro aspetto riguarda il rapporto con il trasporto ferroviario: un nuovo collegamento stradale non risolverebbe direttamente le criticità della linea ferroviaria verso la Valtellina, che richiede interventi specifici di manutenzione e protezione.

Il confronto dovrebbe quindi comprendere anche il potenziamento della SS36, la messa in sicurezza dei versanti e il miglioramento delle infrastrutture già esistenti. Nuovi trafori e interventi sulla rete attuale non sono necessariamente soluzioni alternative, ma potrebbero rientrare in una strategia complessiva per rendere più affidabili i collegamenti alpini.

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Il futuro dei collegamenti con la Valtellina

La caduta del masso ad Abbadia Lariana ha riportato in primo piano una questione destinata a rimanere centrale: come garantire collegamenti sicuri ed efficienti alla Valtellina, riducendo le conseguenze delle interruzioni stradali e ferroviarie. Il Traforo del Mortirolo rappresenta una proposta storica, mentre l’ipotesi delle Orobie introduce una possibile alternativa geografica.

Per trasformare queste idee in infrastrutture concrete servirebbero progetti definitivi, valutazioni ambientali, analisi costi-benefici e finanziamenti. La scelta non può basarsi soltanto sui chilometri risparmiati, ma deve considerare le esigenze dei residenti, delle imprese e del turismo, oltre agli effetti sul territorio.

Il dibattito rimane aperto. Tra nuovi tunnel, sicurezza della SS36 e potenziamento della ferrovia, la priorità sarà individuare soluzioni capaci di migliorare realmente la mobilità alpina. Il futuro dei collegamenti con la Valtellina dipenderà dalla capacità di passare dalle proposte a una programmazione infrastrutturale sostenibile e di lungo periodo.

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