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Termosifoni o stufa a legna: cosa costa meno nell’inverno 2026-2027?

Termosifoni o stufa a legna

Termosifoni o stufa a legna: il confronto per l’inverno 2026-2027

Con l’avvicinarsi dell’inverno 2026-2027 torna una domanda molto concreta: conviene riscaldare casa con i termosifoni alimentati da una caldaia a gas oppure utilizzare una stufa a legna?

Per rispondere non basta confrontare il prezzo di un metro cubo di gas con quello di un quintale di legna. Bisogna considerare quanta energia viene effettivamente trasformata in calore dentro casa. Per questa simulazione prendiamo come riferimento una legna stagionata a circa 257 euro a tonnellata consegnata, con potere calorifico di circa 4 kWh/kg, utilizzata in una stufa moderna con rendimento dell’80%.

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Una tonnellata di legna può quindi fornire circa 3.200 kWh di calore utile, portando il costo a circa 8 centesimi per kWh termico. Per il gas utilizziamo invece uno scenario indicativo di 0,12 euro per kWh di energia acquistata, una caldaia con rendimento stagionale del 90% e circa 120 euro annui di costi fissi. Il risultato è un costo di circa 13,3 centesimi per kWh termico utile, esclusa la ripartizione dei costi fissi.

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Con queste ipotesi, quindi, la legna risulta nettamente più economica sul puro costo del calore prodotto. Naturalmente non significa che ogni famiglia spenderà esattamente queste cifre: prezzo della legna, tariffa del gas, zona climatica, temperatura impostata e isolamento possono modificare sensibilmente il risultato.

Casa ben isolata da 80, 100 e 120 m²: quanto si spende?

Partiamo da una casa recente o riqualificata, con buoni serramenti e isolamento efficace. Per rendere confrontabili le diverse metrature ipotizziamo un fabbisogno stagionale di circa 70 kWh termici per metro quadrato. Una casa da 80 m² avrebbe quindi bisogno di circa 5.600 kWh di calore durante la stagione: con la stufa servirebbero approssimativamente 1,75 tonnellate di legna, cioè 17-18 quintali, per una spesa di circa 450 euro. Utilizzando i termosifoni con caldaia a gas servirebbero invece circa 582 Smc, con una spesa indicativa complessiva intorno agli 870 euro. Passando a una casa da 100 m², il fabbisogno sale a circa 7.000 kWh: occorrerebbero circa 2,2 tonnellate di legna, per una spesa vicina a 560 euro, contro circa 1.050 euro di gas.

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Infine, una casa da 120 m² richiederebbe circa 8.400 kWh termici: il consumo sarebbe di circa 2,6 tonnellate di legna, per una spesa nell’ordine dei 675 euro, mentre con il gas si arriverebbe indicativamente a 1.240 euro. In sintesi, nella nostra simulazione una casa ben isolata potrebbe risparmiare circa 400-570 euro a inverno scegliendo la legna al posto del gas. Bisogna però considerare che una stufa non distribuisce necessariamente il calore in modo uniforme come un impianto con termosifoni e che, se bisogna acquistare stufa e realizzare la canna fumaria, il risparmio annuale deve essere confrontato anche con l’investimento iniziale.

Vecchia casa di montagna: il divario aumenta parecchio

La situazione cambia radicalmente in una vecchia abitazione di montagna, magari con muri non isolati, serramenti datati, spifferi e una lunga stagione di riscaldamento. In questo caso ipotizziamo un fabbisogno di 180 kWh termici per metro quadrato all’anno. Una casa da 80 m² avrebbe bisogno di circa 14.400 kWh: con una stufa moderna sarebbero necessarie circa 4,5 tonnellate di legna, cioè 45 quintali, per una spesa intorno a 1.160 euro.

Con il gas servirebbero invece circa 1.495 Smc, portando la spesa indicativa a circa 2.040 euro. Per una casa da 100 m² il fabbisogno salirebbe a 18.000 kWh: occorrerebbero circa 5,6 tonnellate di legna, equivalenti a 56 quintali, per circa 1.450 euro, contro una spesa a gas nell’ordine dei 2.520 euro. Su una vecchia casa da 120 m², infine, arriviamo a circa 21.600 kWh termici: servirebbero approssimativamente 6,75 tonnellate di legna, cioè quasi 68 quintali, per una spesa di circa 1.735 euro.

Con il gas il consumo potrebbe invece superare 2.200 Smc, con una spesa indicativa vicina ai 3.000 euro. In questo scenario il vantaggio economico della legna può quindi superare 1.000 euro per inverno. Ma attenzione al lato pratico: movimentare 50-70 quintali di legna richiede spazio, tempo e un deposito adeguato, e una sola stufa potrebbe non essere sufficiente a distribuire uniformemente il calore in un’abitazione grande o su più piani.

La tabella dei costi: quanto si può risparmiare realmente?

Riassumendo i risultati, il confronto diventa piuttosto interessante. Per una casa ben isolata da 80 m² abbiamo stimato circa 450 euro di legna contro 870 euro di gas; su 100 m² circa 560 contro 1.050 euro e su 120 m² circa 675 contro 1.240 euro. Nella vecchia abitazione di montagna le cifre salgono sensibilmente: circa 1.160 contro 2.040 euro per 80 m², 1.450 contro 2.520 euro per 100 m² e 1.735 contro circa 3.000 euro per 120 m².

Sono naturalmente stime e non bollette garantite. Basta comprare legna molto più cara per ridurre rapidamente il vantaggio: a 350 euro a tonnellata, per esempio, il costo del calore prodotto sale sensibilmente; a 450 euro/t la convenienza rispetto al gas può diventare molto più limitata.

Vale anche il ragionamento opposto: chi vive in montagna, dispone di spazio per lo stoccaggio e riesce ad acquistare legna locale secca a buon prezzo può ottenere costi inferiori a quelli utilizzati nella nostra simulazione. Il vero numero da controllare, quindi, è il prezzo finale della legna consegnata a casa e non semplicemente quello pubblicizzato dal venditore.

Quindi convengono termosifoni o stufa a legna?

Considerando esclusivamente il costo del combustibile, nelle condizioni utilizzate per questa simulazione la stufa a legna costa meno dei termosifoni alimentati a gas nell’inverno 2026-2027. Il vantaggio è relativamente contenuto nelle abitazioni efficienti e diventa molto più importante nelle vecchie case di montagna caratterizzate da consumi elevati.

Questo, però, non significa che convenga automaticamente installare una stufa da zero. Bisogna mettere nel conto acquisto dell’apparecchio, installazione, canna fumaria, manutenzione, pulizia, spazio per conservare la legna e lavoro necessario per movimentarla. Se stufa e canna fumaria sono già presenti, il confronto diventa decisamente più favorevole alla legna. Se invece bisogna realizzare tutto l’impianto, bisogna calcolare quanti anni serviranno per recuperare l’investimento attraverso il minore costo del combustibile.

E soprattutto, in una vecchia casa di montagna, prima di chiedersi quale combustibile scegliere conviene guardare alle dispersioni: ridurre il fabbisogno energetico attraverso isolamento del tetto, serramenti efficienti, eliminazione degli spifferi e una migliore regolazione dell’impianto può produrre un risparmio ancora maggiore.

In definitiva, per l’inverno 2026-2027 la legna mantiene un forte vantaggio economico nella nostra simulazione, soprattutto per chi possiede già una stufa efficiente e può acquistare legna secca a un prezzo ragionevole.

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