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Stufa a pellet: il trucco segreto per risparmiare fino a 120 euro e aumentare l’efficienza all’88%

Risparmio stufa pelletCosì risparmi con la tua stufa a pellet - (valtellinamobile.it)

Occuparsi così della stufa a pellet riduce consumi, previene guasti e assicura efficienza energetica durante l’inverno

Con l’arrivo dell’inverno e il calo delle temperature tipico della zona pedemontana lombarda, molti residenti si affidano alla stufa a pellet per riscaldare le proprie abitazioni in modo efficiente ed ecologico. Tuttavia, un problema frequente può compromettere il corretto funzionamento di questi apparecchi: la mancata manutenzione del sensore di flusso aria.

Questo componente, se ostruito da polvere e residui di combustione, può causare un aumento dei consumi e malfunzionamenti, con conseguenti costi economici e disagi.

Il ruolo cruciale del sensore di flusso aria nella stufa a pellet

Il sensore di flusso aria è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento della stufa a pellet. Piccolo e spesso poco considerato, questo dispositivo monitora la quantità di ossigeno che entra nella camera di combustione, consentendo alla ventola di regolare l’aria in modo ottimale per una combustione efficiente del pellet. Posizionato solitamente vicino al bruciatore o nei condotti dell’aria, è particolarmente esposto a polveri sottili, cenere e umidità, che si accumulano nel tempo.

Dopo circa 100-200 ore di utilizzo, la sporcizia può compromettere la capacità del sensore di misurare correttamente il flusso d’aria. Quando ciò accade, la stufa interpreta erroneamente il flusso come insufficiente, entrando in modalità di sicurezza o spegnendo la fiamma. Il risultato è un’accensione rallentata, fiamma instabile, pellet non completamente bruciato e un aumento dei consumi fino al 20-30%. In termini economici, considerando il costo medio del pellet in Italia, questo si traduce in uno spreco mensile di 50-100 euro.

Risparmio stufa pellet

Come manutenere la stufa a pellet – (valtellinamobile.it)

Tra i segnali più comuni che indicano la necessità di intervenire sul sensore vi sono codici di errore come E-03 o F-05 sul display della stufa, fiamma gialla invece che blu e la ventola che gira senza effetto apparente. Ignorare questi sintomi può portare a un blocco totale della stufa, con costi di riparazione che oscillano tra 150 e 250 euro per l’intervento di un tecnico specializzato.

Spesso i manuali tecnici consigliano di rivolgersi all’assistenza ogni 500 ore di funzionamento, ma questa tempistica può rivelarsi inefficace e costosa. La manutenzione fai-da-te, eseguita con cadenza mensile o ogni 50-100 ore, è una pratica consigliabile e sostenibile. Con pochi attrezzi di base come un cacciavite Torx, aria compressa in spray e alcol isopropilico, è possibile effettuare una pulizia approfondita del sensore in circa 15 minuti, evitando così guasti e consumi eccessivi.

La pulizia del sensore richiede alcune semplici precauzioni: spegnere la stufa, staccare la corrente elettrica e il gas, individuare il sensore (consultando il manuale specifico del modello, come ad esempio quelli Edilkamin o MCZ) e preparare gli strumenti necessari.

Si consiglia di:
– Svitarne le viti di fissaggio con un cacciavite Torx;
– Rimuovere delicatamente il sensore e scuotere via i residui più grossolani;
– Utilizzare aria compressa a circa 20 cm di distanza per eliminare la polvere fine;
– Pulire con un tampone imbevuto di alcol isopropilico i contatti e le aperture senza usare acqua;
– Lasciare asciugare all’aria per almeno 5 minuti prima di rimontare.

Dopo il rimontaggio, è fondamentale testare la stufa per almeno 30 minuti monitorando il display per assicurarsi dell’assenza di errori.

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