Pezzi di storia ad alta quota

Condividi

storia alta quota La scorsa settimana è terminato un bellissimo progetto in Trentino. Professori e studenti di un Istituto Meccatronico della Val di Non, hanno completamente restaurato e rimesso in funzione un mitico Munchen-Sendling, motore della teleferica di Punta Linke durante la Grande Guerra, un gioiello tecnologico per l’epoca! Gli Imperiali per difendere il loro fronte e la Val di Pejo, costruirono numerose postazioni fisse in vetta al Vioz ed alla vicina Punta Linke, dove a quota 3629 metri alcuni anni fa venne scoperto un vero e proprio alloggio dei soldati, tra roccia e ghiacci, completamente conservato, dove tra i tanti reperti si trovò questo motore, che fungeva da traino all’ultimo troncone di teleferica che da Cogolo di Pejo, attraverso la Val delle Mite, giungeva fino a quota 3629 metri, con un salto verticale di oltre 2500 metri, una vera sfida ingegneristica all’epoca! Qui sul Gruppo dell’Ortles Cevedale italiani ed austriaci avevano costruito di sicuro gli impianti a fune più alti del Mondo!

Pensate solo portare in quota questi “bestioni” solo usando le proprie e forze, incredibile! La Munchen-Sendling, fondata nel 1899, è stata la prima azienda di motori in Baviera ed una delle prime in tutta la Germania, fornendo successivamente motori anche alla Mercedes. Questo monocilindrico a gasolio risalente al 1908 era uno dei suoi fiori all’occhiello nei primi anni, ben 8 cavalli di potenza sviluppata. Il motore a Punta Linke è rimasto sepolto per quasi un secolo, quando nel 2009 è stata portato alla luce mancavano alcuni pezzi. È stato fatto un lavoro minuzioso per riportarlo allo splendore dell’epoca: i pezzi sono stati rifatti nei laboratori dell’istituto trentino con grande cura e materiali simili agli originali dopo un gran lavoro di ricerca di dati storici. È stato rifatto l’albero a gomito, le bronzine, il cappello di biella e la puleggia motrice, come all’epoca si attiva manualmente ed ora è perfettamente funzionante! Ora verrà a portato a Pejo dove verrà “inaugurato” e presentato al pubblico, in estate ritornerà in elicottero a Punta Linke, dove rimarrà esposto nel museo aperto dal comune di Pejo nel 2014 nel sito del ritrovamento, per quello che è diventato il museo più alto d’Europa, consiglio a tutti di visitarlo! Qui ogni estate vengono riposizionati fedelmente i cimeli così come sono stati ritrovati. Bello vedere i ragazzi impegnati in questi progetti, questi reperti fanno parte della nostra (dolorosa) storia, vanno conservati e spiegati alle generazioni a venire affinché non si dimentichi e non si ripetano gli errori del passato.
Marco Trezzi

Ultime notizie