Statale 36 code – Statale 36 ancora sotto pressione: cantieri e restringimenti trasformano un’arteria strategica in un percorso a ostacoli
La Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga continua a rappresentare uno dei punti più delicati della viabilità lombarda. Una strada strategica che collega l’area metropolitana milanese con la Brianza, Lecco, il lago di Como e la Valtellina e che, proprio per questa funzione, deve sostenere quotidianamente una quantità enorme di traffico.
Quando alla normale pressione dei veicoli si aggiungono cantieri, restringimenti di carreggiata e chiusure programmate, il risultato è ormai conosciuto dagli automobilisti: rallentamenti che possono rapidamente trasformarsi in lunghe code e tempi di percorrenza difficili da prevedere.
Il problema è emerso con particolare evidenza anche durante l’estate 2026, quando alcuni interventi hanno interessato diversi punti dell’arteria. Uno degli episodi più significativi si è verificato nell’area di Colico e della galleria Monte Piazzo, dove la riduzione della carreggiata ha contribuito a creare pesanti ripercussioni sulla circolazione.
Alla fine di giugno, durante una domenica caratterizzata dal rientro di turisti e villeggianti dalla Valtellina e dal lago di Como, gli automobilisti hanno dovuto affrontare code durate anche diverse ore. Una situazione che ha mostrato ancora una volta quanto sia fragile l’equilibrio della SS36: è sufficiente che la capacità della strada venga ridotta in uno dei suoi punti più sensibili perché il traffico finisca rapidamente per accumularsi per chilometri.
Statale 36 code – Il nodo centrale non riguarda naturalmente la necessità dei lavori. Molti degli interventi programmati sono indispensabili per migliorare la sicurezza, effettuare manutenzioni e potenziare un’infrastruttura fondamentale per la Lombardia.
Il problema per chi utilizza quotidianamente la strada è piuttosto la sovrapposizione tra l’intenso volume di traffico e una successione di cantieri che, inevitabilmente, riduce gli spazi disponibili alla circolazione.
Secondo quanto riportato negli atti del Consiglio regionale lombardo relativi agli interventi sulla tratta Giussano-Civate, sulla SS36 si registrano flussi veicolari prossimi ai 100 mila mezzi al giorno. Numeri che aiutano a comprendere perché anche un restringimento apparentemente limitato possa produrre conseguenze importanti.
La Statale 36, infatti, non è una strada utilizzata soltanto per gli spostamenti locali: rappresenta uno dei principali collegamenti tra Milano, Monza e Brianza, Lecco e Sondrio, oltre a essere una direttrice essenziale per raggiungere numerose località turistiche.
Nei fine settimana estivi e durante i periodi di maggiore afflusso verso lago e montagne, alla mobilità quotidiana si aggiungono migliaia di automobilisti diretti verso le località di villeggiatura. Cantieri e traffico turistico finiscono così per sommarsi, mettendo sotto pressione un’infrastruttura che dispone di pochi margini per assorbire improvvise riduzioni della capacità .
Chiusure notturne e lavori programmati: sulla SS36 il calendario dei cantieri continua
La situazione della SS36 durante l’estate 2026 è stata caratterizzata non soltanto dai restringimenti, ma anche da una serie di chiusure notturne e modifiche temporanee alla circolazione necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori.
Tra luglio e agosto sono stati programmati interventi su diversi chilometri della statale, con provvedimenti che hanno interessato sia la direzione nord verso Sondrio sia quella sud verso Lecco.
In particolare, nel tratto compreso indicativamente tra i chilometri 57+700 e 85+750, sono spesso previste chiusure della carreggiata nord durante le ore notturne, generalmente nella fascia compresa tra le 21 e le 5 del mattino.
Altri provvedimenti hanno riguardato tratti più settentrionali e la carreggiata in direzione Lecco, con chiusure o occupazioni alternate delle corsie di marcia e di sorpasso.
La scelta di concentrare buona parte delle lavorazioni più invasive nelle ore notturne consente naturalmente di limitare l’impatto nelle fasce di maggiore traffico, ma non elimina completamente le difficoltà .
Chi percorre la strada per lavoro durante la notte, gli autotrasportatori e chi rientra dalla Valtellina in tarda serata deve fare i conti con deviazioni, uscite obbligatorie e percorsi alternativi, mentre durante il giorno la presenza dei cantieri può comunque tradursi in restringimenti e rallentamenti.
Il problema diventa ancora più evidente quando una parte del traffico viene riversata sulla viabilità ordinaria. Le alternative alla Statale 36, soprattutto nel territorio lecchese e lungo il lago, non sono infatti progettate per assorbire improvvisamente migliaia di veicoli aggiuntivi.
Durante le situazioni di maggiore congestione, molti automobilisti cercano di evitare le code utilizzando la SP72 lungo il lago di Como o altre strade locali. Il risultato può essere semplicemente lo spostamento dell’ingorgo dalla superstrada ai centri abitati attraversati dalle vie alternative.
È quanto accaduto anche in occasione dei forti rallentamenti registrati nell’area di Colico: l’afflusso di automobilisti sulle strade secondarie ha finito per mettere sotto pressione una rete viaria che dispone di una capacità nettamente inferiore rispetto alla SS36.
Il collo di bottiglia, quindi, non rimane confinato alla statale, ma può estendersi rapidamente alle strade provinciali e comunali circostanti.
Per residenti e amministrazioni locali questo significa convivere non soltanto con i lavori sulla grande arteria, ma anche con le conseguenze indirette prodotte dal traffico deviato.
È una dinamica particolarmente delicata in un territorio come quello lecchese, dove la conformazione geografica lascia poche alternative: tra lago e montagne gli spazi sono limitati e la SS36 rappresenta di fatto l’asse principale intorno al quale ruota buona parte della mobilità dell’area.
Quando quell’asse rallenta, rallenta un intero territorio.
Da Milano alla Valtellina passando per Lecco: perché ogni cantiere sulla SS36 ha conseguenze molto più ampie
Definire la Statale 36 un collo di bottiglia della Lombardia non significa semplicemente descrivere le code che si formano nei fine settimana. La questione riguarda il ruolo stesso della strada all’interno della rete regionale.
La SS36 mette infatti in comunicazione territori con caratteristiche molto diverse e rappresenta una direttrice fondamentale tanto per gli spostamenti quotidiani quanto per il turismo e il trasporto delle merci.
Partendo dall’area milanese, attraversa la Brianza, raggiunge Lecco e prosegue verso l’alto lago e la provincia di Sondrio. In altre parole, per una parte consistente dei collegamenti stradali tra il capoluogo regionale e la Valtellina non esiste un’alternativa con caratteristiche paragonabili.
È proprio questa dipendenza a rendere particolarmente pesanti gli effetti dei cantieri. Un restringimento di carreggiata, un incidente o una chiusura temporanea possono creare ripercussioni che si propagano per molti chilometri.
Se l’episodio avviene nelle ore di punta o durante i grandi flussi turistici del fine settimana, la situazione può peggiorare rapidamente.
Il quadro è reso ancora più complesso dalla presenza di numerose gallerie e di tratti nei quali la conformazione del territorio rende più difficili gli interventi e limita le possibilità di creare percorsi alternativi.
Allo stesso tempo, sulla SS36 sono in corso o programmati investimenti importanti. Tra gli interventi legati al potenziamento della mobilità lombarda figurano la messa in sicurezza della tratta Giussano-Civate, l’adeguamento a tre corsie del Ponte Manzoni a Lecco e il potenziamento degli svincoli di Piona e Dervio.
Opere destinate, nelle intenzioni, a migliorare sicurezza e funzionalità dell’arteria. Nel breve periodo, però, ogni intervento comporta inevitabilmente una fase nella quale automobilisti e pendolari devono convivere con modifiche alla circolazione.
È il paradosso tipico delle grandi infrastrutture: per rendere la strada più efficiente domani bisogna spesso ridurne temporaneamente la capacità oggi.
Statale 36 code – Sulla SS36 questa contraddizione diventa particolarmente evidente proprio perché i volumi di traffico sono elevati e le alternative sono limitate.
Il tema riguarda anche l’economia locale. Tempi di percorrenza imprevedibili incidono sugli spostamenti dei lavoratori, sulla logistica delle aziende, sulle consegne e sull’accessibilità delle località turistiche.
Per chi vive tra Lecco, l’alto lago e la Valtellina, sapere quanto tempo sarà necessario per raggiungere Milano può diventare complicato nelle giornate più critiche.
Allo stesso modo, chi parte dal capoluogo lombardo per trascorrere una giornata sul lago o in montagna può trovarsi davanti a tempi di viaggio molto superiori rispetto alla distanza effettiva da percorrere.
È questo insieme di fattori a trasformare un problema apparentemente viabilistico in una questione che coinvolge mobilità , turismo ed economia.
Una strada indispensabile che resta fragile: il vero problema è convivere con i lavori senza paralizzare la Lombardia
I cantieri presenti sulla Statale 36 raccontano però soltanto una parte della situazione. Molti lavori sono necessari e alcuni interventi sono attesi da tempo proprio per risolvere criticità strutturali dell’arteria.
La questione principale diventa quindi come gestire questa lunga fase di trasformazione senza trasformare ogni cantiere in una giornata di passione per migliaia di automobilisti.
La programmazione delle chiusure nelle ore notturne, il coordinamento tra gli enti e l’informazione preventiva agli utenti rappresentano strumenti essenziali, ma la quantità di traffico che utilizza quotidianamente la strada lascia margini ridotti.
Statale 36 code – Anche quando i provvedimenti vengono programmati nelle fasce teoricamente meno problematiche, basta un incidente, un aumento improvviso dei flussi o un rallentamento in prossimità di un restringimento per modificare completamente lo scenario.
Durante l’estate la situazione diventa ancora più complessa. La SS36 è infatti una delle principali porte d’accesso al lago di Como e alla Valtellina, territori che attirano un numero elevato di visitatori.
Il venerdì sera, il sabato mattina e soprattutto la domenica durante il rientro verso Milano rappresentano tradizionalmente le fasce più delicate.
Se in quelle ore la strada non può utilizzare tutta la propria capacità , il rischio di congestione cresce sensibilmente. Gli episodi registrati nel 2026 hanno nuovamente mostrato quanto velocemente possa formarsi una coda e quanto sia difficile smaltirla una volta superata una determinata soglia di traffico.
La SS36 rimane quindi una strada indispensabile ma estremamente sensibile a qualsiasi perturbazione.
I lavori in corso puntano a migliorare proprio alcuni dei punti più delicati dell’infrastruttura, ma nel frattempo automobilisti, residenti e imprese devono convivere con un calendario di interventi che continuerà a richiedere attenzione.
Per chi deve percorrere la statale diventa sempre più importante controllare preventivamente le condizioni della viabilità , soprattutto in presenza di spostamenti serali o notturni e nei fine settimana caratterizzati da grandi flussi turistici.
La situazione della Statale 36 riassume, in definitiva, uno dei principali problemi della mobilità nel nord della Lombardia: un territorio fortemente dipendente da un’unica grande arteria, chiamata contemporaneamente a sostenere il traffico quotidiano e a essere ammodernata senza poter essere realmente sostituita durante i lavori.
Gli investimenti potranno migliorare progressivamente alcuni tratti, ma nell’immediato il quadro rimane quello conosciuto da migliaia di automobilisti: cantieri, restringimenti, chiusure e code continuano a scandire la vita della superstrada.
Statale 36 code
E finché gli interventi non saranno completati e i nodi più critici definitivamente superati, la Statale 36 continuerà a confermarsi uno dei principali colli di bottiglia della viabilità lombarda.










