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Si guadagna bene, c’è tanto lavoro ed è una professione richiesta, ma gli svizzeri questo mestiere lo evitano

Piastrellista Svizzera

Piastrellista Svizzera – Un mestiere che pochi giovani scelgono

Quando si parla di lavorare in Svizzera, si pensa subito a banche, informatica, farmaceutica, sanità e ingegneria. Molto più raramente qualcuno sogna di diventare piastrellista. Eppure questo mestiere continua ad avere un ruolo fondamentale nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni.

Il piastrellista è un professionista specializzato. Non significa semplicemente mettere della colla e appoggiare una piastrella sul pavimento. Bisogna saper preparare correttamente le superfici, effettuare misurazioni precise, leggere i progetti, calcolare i materiali, realizzare tagli e lavorare con ceramica, pietra naturale, mosaici e grandi formati.

In Svizzera esiste infatti un percorso professionale specifico della durata di tre anni, al termine del quale è possibile ottenere l’Attestato federale di capacità. Una dimostrazione di come questa attività venga considerata una vera professione qualificata.

Il problema è che si tratta anche di un lavoro fisicamente pesante. Molte ore vengono trascorse in ginocchio, bisogna sollevare materiali, lavorare nei cantieri e mantenere precisione anche in condizioni scomode. Elementi che possono rendere il mestiere meno attraente per una parte delle nuove generazioni.

Dire che gli svizzeri abbiano completamente abbandonato questa professione sarebbe però un’esagerazione. È più corretto inserirla nel problema generale della disponibilità di manodopera qualificata che interessa diversi settori dell’economia elvetica.

Ed è proprio questa situazione a rendere interessanti lavoratori esperti provenienti anche dall’estero.

Il paese lombardo dove si guadagna come al Sud. Ma i dati ingannano

Quanto guadagna un piastrellista in Svizzera nel 2026?

Arriviamo alla domanda che interessa maggiormente chi guarda alla Svizzera dall’Italia: quanto guadagna un piastrellista nel 2026?

Secondo i dati salariali disponibili, la retribuzione media nazionale per un piastrellista a tempo pieno si aggira intorno ai 67.600 franchi svizzeri lordi all’anno, considerando anche tredicesima ed eventuali componenti aggiuntive della retribuzione.

Naturalmente non tutti guadagnano la stessa cifra.

Per un lavoratore con poca esperienza si può parlare indicativamente di circa 60.000 franchi lordi all’anno, mentre con l’aumentare dell’esperienza si possono raggiungere e superare i 68.000-70.000 franchi annui. Per i professionisti con molti anni di mestiere alle spalle le retribuzioni possono essere ancora superiori.

In alcune aree della Svizzera entra inoltre in gioco il contratto collettivo nazionale della professione, che prevede differenti categorie salariali. Per la categoria A, relativa ai piastrellisti qualificati che rispettano i requisiti previsti, nel 2026 il minimo indicato arriva a 5.270 franchi lordi al mese.

Attenzione però a un particolare importante: questa cifra non rappresenta uno stipendio minimo valido automaticamente per qualsiasi piastrellista in tutta la Svizzera. Il Ticino, per esempio, non rientra nel campo territoriale del contratto nazionale citato e bisogna quindi verificare le condizioni applicabili al singolo rapporto di lavoro.

Rimane comunque evidente un fatto: un bravo piastrellista in Svizzera può guadagnare cifre considerevoli, soprattutto se possiede qualifica, esperienza e capacità di lavorare in autonomia.

Il ruolo dei frontalieri, soprattutto in Ticino

Il discorso diventa ancora più interessante quando ci si sposta verso il Canton Ticino, dove il frontalierato rappresenta una componente importante del mercato del lavoro.

Nel primo trimestre del 2026 risultavano in Ticino circa 78.500 lavoratori frontalieri, mentre nell’intera Svizzera erano oltre 413.000. Nel settore secondario ticinese, che comprende anche il mondo delle costruzioni, la presenza dei frontalieri è particolarmente significativa.

Questo spiega perché nei cantieri ticinesi sia molto comune incontrare lavoratori provenienti dalle province italiane di confine. La manodopera italiana continua quindi ad avere un peso importante nell’economia cantonale, soprattutto nelle attività manuali, industriali e legate alle costruzioni.

Lavorare in Svizzera: quanto resta davvero dello stipendio? Conti alla mano

Non esistono però dati sufficientemente dettagliati per sostenere che il mestiere del piastrellista in Svizzera sopravviva “quasi esclusivamente” grazie ai frontalieri. Sarebbe una conclusione troppo netta.

È invece evidente come il mercato del lavoro svizzero faccia ampio ricorso alla manodopera transfrontaliera e straniera, e per un piastrellista italiano con esperienza la vicinanza geografica del Ticino può rappresentare un’opportunità professionale interessante.

5.000 franchi al mese sembrano tantissimi, ma attenzione

Guardando queste cifre dall’Italia è facile fare un ragionamento immediato: oltre 5.000 franchi lordi al mese per posare piastrelle?

La realtà è più complessa.

Bisogna considerare imposte, contributi, assicurazione sanitaria, trasporti e, nel caso di chi decide di trasferirsi, il costo della vita svizzero, decisamente differente da quello italiano. Anche la situazione fiscale di un frontaliere può essere molto diversa da quella di un residente.

Non basta quindi convertire 5.000 franchi in euro per capire quanto un lavoratore abbia realmente in tasca alla fine del mese.

Allo stesso tempo, però, sarebbe sbagliato sottovalutare questa professione. Un piastrellista capace di lavorare velocemente e con precisione, realizzare pendenze corrette, utilizzare materiali costosi e posare grandi formati possiede competenze che non si improvvisano.

Un errore di pochi millimetri può compromettere un intero lavoro. Una doccia realizzata male può provocare infiltrazioni e danni importanti. Ed è proprio per questo che esperienza e precisione hanno un valore economico.

Piastrellista in Svizzera, un lavoro duro che può ancora pagare bene

Il piastrellista probabilmente non sarà tra le professioni più desiderate dai ragazzi che entrano oggi nel mercato del lavoro. Significa fatica fisica, polvere, ginocchia a terra e giornate trascorse nei cantieri.

Ma proprio mentre aumenta l’interesse per lavori digitali e professioni d’ufficio, chi possiede realmente un mestiere manuale specializzato può diventare sempre più prezioso.

E in Svizzera questo valore può tradursi in stipendi che si avvicinano o superano i 60.000-70.000 franchi lordi all’anno.

Per i frontalieri italiani non significa automaticamente trovare un posto né diventare ricchi attraversando il confine ogni mattina. Servono esperienza, professionalità, affidabilità e capacità di rispettare gli standard richiesti dalle imprese svizzere.

Ma una cosa è certa: il piastrellista resta uno di quei mestieri che molti sottovalutano finché non scoprono quanto può valere un professionista veramente bravo.

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