Lunedì 26 settembre 2022

Le foto dei Pasquali di Bormio

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Le immagini dell’edizione 2022 dei Pasquali di Bormio (foto Marino Amonini)

Le immagini dell’edizione 2022 dei Pasquali di Bormio (foto Alessandro Deriu)

Dopo due anni di stop ritorna l’evento folkloristico più sentito dai bormini. I Pasquali sono una tradizione viva oggi come nel Medioevo, epoca in cui affondano le loro origini.
Programma 17 aprile 2022
Entro le 9 raduno dei partecipanti in piazza V Alpini.
Ore 10 inizio sfilata per le vie del paese: via Al Forte, via San Vitale, via Roma, piazza Cavour/Kuerc.
Ore 11:30 benedizione degli agnelli e dei Pasquali in piazza Cavour/Kuerc (dove rimarranno in esposizione fino al 18 aprile).
Ore 17 premiazione in piazza Cavour/Kuerc.

Si tratta di una manifestazione unica, che affonda le proprie radici nelle tradizioni contadine e religiose, e che ancora oggi richiama l’attenzione e la partecipazione attiva di tutti i bormini. Le prime testimonianze risalgono al XVII secolo, quando esisteva l’obbligo di preparare e cucinare un agnello da distribuire in piazza del Kuerc, la piazza centrale del paese, il giorno di Pasqua. Alla fine del XIX secolo s’introdusse la benedizione dell’agnello vivo e, da qui, nacque la gara tra i “reparti” per adornare al meglio il proprio animale. A poco a poco, s’incominciò ad adagiare gli agnellini su delle portantine di muschio addobbate e, da lì, si arrivò ai Pasquali così come oggi vengono celebrati.
Con il termine “Pasquali” si indicano delle elaborate portantine a tema religioso: queste vengono costruite dai giovani del paese nei mesi invernali, pronte per essere portate a spalla il giorno di Pasqua, in una colorata sfilata per le vie di Bormio. La loro costruzione richiede impegno, abilità e professionalità artigianale. Nei vari “reparti” (quartieri) del paese (Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore) si formano dei gruppi di persone che, sotto la guida di un capo, preparano il loro progetto. Tutto è studiato nei dettagli, dal significato religioso alla lavorazione nella quale falegnami, fabbri e artigiani esprimono il meglio della loro arte: lo scopo naturalmente è riuscire a creare il Pasquale più rappresentativo. La manifestazione è resa ancor più suggestiva dalla partecipazione di bambini, famiglie e gruppi folkloristici, tutti vestiti con il costume tradizionale. I “pasqualisti”, portano a spalla le portantine, mentre le donne completano la sfilata con fiori e piccoli prodotti artigianali. Una giuria stila infine una classifica in base a diversi fattori, dal significato religioso al lavoro artigianale e artistico, senza dimenticare l’aspetto culturale e di tradizione, fulcro della manifestazione stessa.
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