Paese di montagna – Tra il goliardico e il serio, ma anche (forse) un po’ polemico, il cartello che Albosaggia ha installato alle porte del paese orobico.
“Attenzione Paese di MONTAGNA. Entrate a Vostro rischio e pericolo” recita lo slogan.
Seguito da quello che offre il paese e che potete leggere nell’immagine pubblicata.
Pile della Legna ad Albosaggia
Paese di montagna
Un’insegna che riprende il doppio senso dei tanti cartelli che si trovano sulle abitazioni che annunciano la presenza del migliore amico dell’uomo e il suo brutto carattere (tra le tante).
L’iniziativa non è una prima assoluta, nel senso che ne esistono altre sparse per le Alpi, ma di sicuro lo è per la provincia di Sondrio.
Il comune di Albosaggia è situato nel versante orobico della media Valtellina, di fronte alla città di Sondrio.
Nel paese sono presenti boschi di latifoglie e, a partire dai 1.200 metri di altitudine, di conifere.
Vi si trovano esemplari di cince, galli cedrone, civetta nana e vari tipi di rapaci, fra i quali l’aquila.
Le aree boschive che sovrastano il paesaggio orobico ospitano pure esemplari di camoscio, capriolo, cervo, cinghiale e stambecco.
ll ritrovamento nel suo territorio di un’ascia in bronzo ad alette fa pensare all’esistenza di un insediamento preistorico nella zona.
In età imperiale romana (almeno fino al V secolo d.C.) la Valtellina rappresentò un importante punto di collegamento tra la Gallia Cisalpina e la Raetia, ma non si assistette alla fondazione né di castra né di nuovi centri urbani.
La prima traccia documentale di Albosaggia risale al XIII secolo, quando il borgo che costituiva il nucleo del paese, detto Paradiso, venne citato in alcuni atti.
Tra il 1354 e il 1357 venne costruito il primo nucleo della futura chiesa parrocchiale di S. Caterina.
La storia locale è intensamente legata a quella della famiglia Paribelli, il cui palazzo familiare è tuttora presente in paese e lo sovrasta da una posizione sopraelevata.
Tra i membri di questa famiglia, insignita del titolo di “nobile del Sacro Romano Impero” dal 1581, si ricordino Lorenzo e Gian Giacomo, diplomatici presso le corti europee, e poi Cesare, promotore della Repubblica Napoletana nel governo provvisorio della quale entrò a far parte nel 1799.










