14 Giugno 2024 04:54

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L’oro bianco delle Alpi: la questione idroelettrica in Valtellina

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oro bianco delle AlpiLa Nascita dell’Industria Idroelettrica in Valtellina

Per tutto l’Ottocento, la Valtellina, inserita definitivamente nel territorio lombardo dopo il Congresso di Vienna, era alla ricerca di un’occasione per integrarsi con l’economia lombarda e la pianura. La nascita dell’industria idroelettrica all’inizio del ‘900 rappresentò la prima grande opportunità di integrazione. Questo avviò una collaborazione tra la Valtellina, Milano e la Lombardia, che continua ancora oggi.

A partire dalla fine dell’Ottocento, l’oro bianco delle Alpi, ovvero l’energia idroelettrica, divenne oggetto di particolare interesse. Tra il 1894 e il 1918 si formò il principale nucleo di impianti idroelettrici e sorsero le prime centrali. Le iniziative e i capitali venivano dall’esterno e la comunità locale, ancora fortemente caratterizzata da un’economia agricola e pastorale, non era in grado di porsi come interlocutore forte di queste realtà.


L’Impatto Sociale ed Economico dell’Idroelettrico

Con facilità, le grandi finanziarie e il comune di Milano ottennero le concessioni per costruire gli impianti, avviando un processo di trasformazione sociale ed economica che si protrasse per decenni. Questo portò a una grande trasformazione fin dai primi decenni del secolo, all’interno della cultura tradizionale. Per la prima volta nella storia, si affacciò la prospettiva di un lavoro salariato in loco, con la richiesta di molta manodopera per lo scavo delle gallerie sotterranee e per la costruzione delle dighe.

Tuttavia, ci si rese conto che le trasformazioni non portavano a un vero processo di industrializzazione delle valli. Cambiava l’ambiente alpino: le dighe, le condotte, le linee elettriche e l’architettura delle centrali evidenziavano l’ingresso della Valtellina in un processo inarrestabile di cambiamento.


L’Importanza dell’Acqua nelle Alpi

L’acqua è una delle principali risorse dei territori montani in Italia e in particolare delle Alpi. Per secoli, ha rappresentato l’unica fonte di energia per le produzioni artigianali e per la nascita delle prime industrie vallive. L’arco alpino produce più dell’80% dell’energia idroelettrica italiana e delle 532 grandi dighe esistenti in Italia, ben 77 sono collocate in Lombardia, che è la regione con il numero più alto.

LE PIONIERE DELL’ENERGIA: STORIA DELLE PRIME DIGHE IDROELETTRICHE IN PROVINCIA DI SONDRIO

La Valtellina, nello specifico, ha sul suo territorio 25 piccole dighe e 27 grandi dighe e contribuisce al 12% dell’energia idroelettrica nazionale prodotta e al 50% di quella lombarda. In Valtellina si contano 310 opere di captazione, 71 impianti di produzione, 500 km di condotte e canali, e 510 milioni di metri cubi di capacità di invaso.


Sfide e Problemi Attuali

Nonostante l’importanza e i benefici derivati dallo sfruttamento idroelettrico, ci sono questioni in sospeso che riguardano la riduzione occupazionale, gli espropri, le fasce di sicurezza e il mancato utilizzo di territorio, che viene di fatto precluso. Inoltre, c’è un devastante impatto ambientale che lo sfruttamento idroelettrico comporta.

La Valtellina ha una delle più alte concentrazioni di invasi sul suo territorio, e questo ha portato a cambiamenti significativi nel paesaggio e nella vita quotidiana delle comunità locali. Le trasformazioni ambientali includono la costruzione di dighe, condotte forzate e centrali, che hanno alterato profondamente l’ecosistema locale.


Oro bianco delle Alpi

L’industria idroelettrica ha rappresentato un’importante occasione di integrazione economica e sociale per la Valtellina, ma ha anche portato con sé sfide significative. La collaborazione tra Valtellina, Milano e la Lombardia ha permesso di sviluppare una rete idroelettrica robusta, ma è fondamentale affrontare le questioni legate all’impatto ambientale e alla sostenibilità per garantire un futuro equilibrato per la regione.

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