Secam approva le perdite: le tariffe aumenteranno

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Come previsto l’assemblea dei soci di Secam, la società 100% pubblica che si occupa di rifiuti e acqua per gli enti locali della provincia di Sondrio, ha approvato il bilancio nell’assemblea dei soci (il bilancio al 31 dicembre 2021 registra 2.044.840 euro di perdita netta) e si farà quindi fronte ai problemi economici della SPA aumentando le tariffe del servizio idrico e di quello dei rifiuti, anche per far tamponare l’aumento dei costi energetici che per SECAM stanno significando 2 milioni di euro in più all’anno.
Sbilancio che si aggiunge al fatto che l’azienda non può più aumentare l’indebitamento. Va segnalato per quanti non lo sanno che il 31 dicembre 2021 è uscito di scena lo storico amministratore delegato di Secam, che quindi non era in assemblea a rispondere davanti soci della gestione del 2021.
Sempre alto il tasso di morosità degli utenti e quindi unica soluzione secondo i soci e gli amministratori è l’incremento della tariffa del servizio idrico integrato per effetto del full cost recovery (la tariffa all’utente deve coprire tutti i costi). Si parla del 7% nel 2023  e più 8,5% nel 2024.

I costi e i veri problemi di Secam
Nelle ultime settimane, ma ad essere sinceri è un disco rotto da lustri, l’argomento del giorno in provincia di Sondrio è la crisi di Secam. O meglio, la gestione pubblica della Spa interessa a pochi. Che colpisce e tormenta valtellinesi e possessori di seconde case in Valtellina e Valchiavenna è il paventato, per non dire certo, aumento delle tariffe del servizio idrico e della raccolta rifiuti.
Da un lato ci sono i cittadini che si lamentano dell’impennata dei costi delle utenze, domestiche e non, che hanno registrato negli ultimi anni.
Dall’altro c’è la società per azioni che ovviamente, essendo di totale controllo politico, cambia regolarmente ogni tot anni (quasi) tutti gli amministratori, ma che lamenta il contrario. Cioè che le tariffe non sono adeguate e che anzi altrove si paga molto di più e che Secam è fuori mercato.
Su questa disputa web e social, anche grazie alla solita comunicazione zerbino, diventano il luogo degli insulti e accuse relative a “cosa ci costano” e compagnia bella. Fosse quello il problema sarebbe di facile risoluzione.
Eppure essendo pubblica Secam deve anche essere trasparente e i costi aziendali sono facilmente reperibili.
E se pur poco giustificabili agli occhi dei cittadini quando un’azienda pubblica non funziona come dovrebbe, i compensi degli amministratori da luglio 2019, in base alle indicazioni dell’Assemblea dei Soci, riconoscono al Presidente del Consiglio di Amministrazione €/anno 24.898,03, all’Amministratore Delegato €/anno 30.643,73 e ai componenti del Consiglio di Amministrazione un gettone di presenza da €/seduta 95,76 netti per la presenza ad ogni riunione del Consiglio di Amministrazione.
Per capirci i compensi complessivamente erogati nel 2020 sono stati (lordi) 54.149,13 €.
Anche azzerandoli non si chiudono buchi di milioni di euro, di una realtà che conta centinaia di dipendenti (valtellinesi), che possiedono anch’essi la tessera elettorale.
E qui si innestano discorsi come quelli, seppur in piccolo, vengo fatti per Alitalia. Pozzo senza fine delle risorse statali spese in nome della proprietà che deve restare pubblica secondo la politica italiana. A qualunque costo.
La questione è capire se, al netto di qualche posto nel cimitero per gli elefanti e qualche mancetta elettorale sparsi a monte e a valle di Secam, la proprietà pubblica dei servizi che eroga la Spa sia veramente una forza e un vantaggio per gli utenti.
Pronto intervento idrico


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