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Poca prudenza in montagna? I soccorsi possono costare fino a 5.000 euro

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Notizie CNSAS – Chi affronta la montagna senza la necessaria prudenza o con un comportamento gravemente irresponsabile potrebbe trovarsi a dover pagare il conto del proprio soccorso. Con la Legge di Bilancio 2026 entra infatti in vigore un nuovo sistema tariffario che consente alla Guardia di Finanza di addebitare i costi degli interventi quando questi risultano ingiustificati oppure sono stati provocati da dolo o colpa grave.

Il provvedimento non riguarda chi richiede aiuto in buona fede per una situazione di reale pericolo, anche nel caso in cui l’emergenza si riveli successivamente meno grave del previsto. L’obiettivo è invece quello di scoraggiare comportamenti irresponsabili, come l’accesso consapevole a sentieri chiusi o dichiarati pericolosi oppure le false richieste di soccorso.

Quanto può costare un intervento

Il nuovo tariffario stabilisce con precisione i costi delle operazioni di soccorso, calcolati sulla base del personale impiegato, dei mezzi utilizzati e della durata effettiva dell’intervento.

Tra le voci più significative figurano:

  • Fino a circa 5.000 euro all’ora per l’impiego di un aereo turboelica di media categoria.
  • Circa 4.000 euro all’ora per un elicottero bimotore.
  • Meno di 100 euro all’ora per i droni di piccole dimensioni.
  • Alcune centinaia di euro all’ora per i droni più grandi e specializzati.

Anche il personale viene conteggiato secondo tariffe differenziate. Per appuntati e finanzieri il costo supera i 30 euro all’ora, mentre per gli ufficiali superiori arriva a circa 60 euro all’ora. Nei reparti specializzati, come quelli aeronavali, il costo può raggiungere i 70 euro orari, in considerazione delle competenze richieste.

Come viene calcolato il rimborso

La normativa stabilisce criteri precisi anche per il conteggio della durata dell’intervento. Ogni operazione inferiore a un’ora viene comunque addebitata come un’ora intera. Se invece il soccorso supera i 60 minuti, le frazioni vengono conteggiate soltanto quando eccedono la mezz’ora.

Sono previsti inoltre costi specifici per i mezzi terrestri, calcolati in base ai chilometri percorsi. Tra i veicoli più onerosi figurano le motoslitte, con un costo superiore a 1,50 euro al chilometro, seguite dai quad ATV e dagli altri mezzi speciali impiegati nelle operazioni di ricerca e soccorso.

Il tariffario comprende anche le unità navali utilizzate lungo le coste e nei grandi laghi italiani. I pattugliatori di ultima generazione possono superare i 1.000 euro per ogni ora di impiego, mentre le vedette costiere più piccole comportano costi inferiori ai 60 euro orari.

Quando si paga davvero

È importante sottolineare che la grande maggioranza degli interventi di soccorso in montagna continuerà a essere gratuita, perché effettuata in favore di persone che si trovano realmente in difficoltà senza aver agito con grave imprudenza.

L’addebito scatterà esclusivamente nei casi previsti dalla legge, come:

  • escursioni affrontate ignorando divieti e segnalazioni di pericolo;
  • comportamenti gravemente imprudenti che rendano necessario l’intervento dei soccorritori;
  • false richieste di emergenza, effettuate sapendo che non esiste alcuna situazione di pericolo.

L’intento della norma non è quello di scoraggiare chi ha realmente bisogno di aiuto, ma di responsabilizzare chi frequenta la montagna e tutelare le risorse pubbliche, facendo sì che i costi degli interventi ricadano solo su chi li ha provocati con comportamenti dolosi o gravemente negligenti.

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